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eBook di filosofia: A. Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

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Alessandra Brusadin, Wittgenstein e Hanslick. Per una valutazione del formalismo musicale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2013)

“Obiettivo del presente lavoro è offrire una valutazione del formalismo musicale, così come è stato concepito da Eduard Hanslick nel Bello musicale, a partire dalle riflessioni sull’estetica e sulla musica di Ludwig Wittgenstein. Dopo una breve ricostruzione della storia del concetto di musica assoluta e del contesto storico-estetico in cui questo ha avuto origine – vale a dire l’estetica romantica della musica, rappresentata ai suoi esordi da autori come Wilhelm Heinrich Wackenroder, E. T. A. Hoffmann e Arthur Schopenhauer – viene proposta una definizione di formalismo in linea con le tesi contenute nel trattato di Hanslick. A partire da questa formulazione viene avviato un confronto fra la visione della musica hanslickiana e le riflessioni sulla musica e, in generale, sull’estetica di Wittgenstein, con riguardo tanto agli scritti della prima fase della produzione del filosofo – in particolare il Tractatus logico-philosophicus – quanto agli scritti della seconda fase – nello specifico le Ricerche filosofiche e le Lezioni sull’estetica. Le considerazioni sulle corrispondenze e divergenze che si possono scorgere fra il pensiero di Hanslick e quello di Wittgenstein aprono la discussione a una valutazione della plausibilità della dicotomia formalismo-antiformalismo e, in particolare, a una riflessione sulla direzione verso la quale l’estetica dovrebbe tendere per essere un momento di effettiva comprensione delle opere d’arte e del nostro rapporto con esse.”

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University of Iowa Tractatus Map: il Tractatus di Wittgenstein come una mappa della metropolitana

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University of Iowa Tractatus Map è il sito sviluppato da Phillip Ricks, che ha tracciato il primo schema con la collaborazione e supervisione del prof. David Stern dell’Università dell’Iowa, che presenta il  Tractatus di Wittgenstein nelle due  due versioni (in lingua tedesca e nelle due traduzioni in lingua inglese) come una mappa della metropolitana. Più precisamente sono riportate due mappe che si intersecano: quella del Tractatus pubblicato e quello del Prototractatus.

“The site is built around a subway-style map, with the aim of displaying the overall structure of the numbering system, and making it easy to look at the sequences of propositions described in the introductory footnote, together with the remark that they comment on. This is the first Tractatus website to provide a map of the book’s overall structure, and the only one that provides parallel access to the earlier versions of the text in the Prototractatus.

Clicking on the individual numbered stations, each of which stands for a remark in the text, or the lines connecting the stations, brings up a panel containing the associated text.  The default text is the German original, but a dropdown menu in each text panel allows you to choose either of the canonical English translations. You can also zoom in on any part of the map, and then move around in it, or zoom out to see the whole. The site is still in the early stages of development, and we plan to improve and extend it in the future.”

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eBook di filosofia: C. Penco, Il concetto di prova da Frege a Wittgenstein

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Carlo Penco, Il concetto di prova da Frege a Wittgenstein, in A. Di Giorgio e D. Chiffi (a cura di) Prova e Giustificazione, Giappichelli, Torino, 2013 (pp. 51-89)

“Parte delle riflessioni di Wittgenstein sul concetto di prova sono una critica di alcune idee di Frege; quando Frege sostiene che usare le leggi logiche e dubitarne è un tipo di follia, Wittgenstein si domanda che tipo di follia potrebbe essere questa. Molte delle sue osservazioni su giochi linguistici “devianti” o “alieni” sono un tentativo di rispondere a questa domanda. La distanza tra i due autori è dunque profonda, e riguarda principalmente l’atteggiamento verso il platonismo matematico; però Wittgenstein ha sempre mantenuto alcuni principi fregeani, specialmente l’idea di “prova” matematica o logica come qualcosa di normativo, cioè essenzialmente differente da un esperimento (seguito in questo da autori come Kreisel in
antagonismo con il “quasi empirismo” matematico di Lakatos). In questo mio saggio vorrei illustrare le idee base di Frege sul concetto di “prova” per mostrare quanto di queste idee è rimasto e quanto è stato abbandonato da Wittgenstein, per concludere con una breve analisi del punto di vista di Wittgenstein sulla prova di Gödel.”

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eBook di filosofia: P. A. Rovatti, Il gioco di Wittgenstein

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Pier Aldo Rovatti, Il gioco di Wittgenstein

“Wittgenstein ha legato il suo pensiero, dopo la svolta degli anni Trenta, ai “giochi linguistici”. L’attenzione degli studiosi appare tutta spostata sull’aggettivo “linguistici”, mentre si dà quasi per scontato il sostantivo “giochi”. È davvero irrilevante che si chiamino così? Il fatto che Wittgenstein parli di “giochi” produce una quantità di effetti teorici che possono essere messi in rapporto con le contemporanee indagini sul gioco. La proposta che viene avanzata è proprio quella di un movimento di andata e ritorno, da Wittgenstein ai teorici del gioco e viceversa, per aprire una serie di domande con cui tornare a interrogare il testo di Wittgenstein.”

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Wittgenstein Initiative: il sito dedicato al rapporto tra Wittgenstein e Vienna

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Wittgenstein Initiative è il sito dell’associazione e del forum online che si propone di mettere in luce il proficuo rapporto tra la figura e il pensiero di Wittgenstein e la vita culturale viennese.

The Wittgenstein Initiative is a Vienna-based intellectual forum that aims to reintroduce and affirm Ludwig Wittgenstein as one of Vienna’s singular cultural phenomena and to further Wittgenstein’s legacy through Bildung and a tangible presence of his work and ideas. We are in a unique position to establish Vienna as a city of prime importance for Wittgenstein the human being as well as Wittgenstein the philosopher: not only to reveal the importance of Wittgenstein’s Vienna, but also to demonstrate that he was, in a very important sense, Vienna’s Wittgenstein.

Nel sito trovate segnalazioni di eventi, articoli e video sul filosofo.

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eBook di filosofia: A. Zhok, Introduzione alla Filosofia della psicologia di L. Wittgenstein, 1946-1951

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Andrea Zhok, Introduzione alla Filosofia della psicologia di L. Wittgenstein, 1946-1951

Il testo è presente nell’account del docente in Academia.edu
 

Gli ultimi anni della riflessione di Ludwig Wittgenstein, dal 1945-6 fino alla morte,sono caratterizzati da una crescente focalizzazione della sua indagine su questioni connesse alla natura dei concetti psicologici rispetto alle analisi dedicate in precedenza prevalentementea tematiche logiche, semantiche ed epistemologiche. Questo spostamento di interesse avvieneperò senza soluzioni di continuità rispetto al lavoro precedente e non è dunque possibilestabilire senza una certa dose di arbitrarietà, un punto testuale o cronologico in cui laconcettualità psicologica diventi realmente il tema dominante nella teorizzazionewittgensteiniana. Ciò che è possibile dire è che nel corso dell’elaborazione delle Ricerche Filosofiche i temi della comprensione del significato e dell’immagine, centrali sin dai lavori preparatori alla redazione del
 Tractatus, vengono analizzati con crescente riferimento a problemi tradizionalmente appartenenti alla sfera delle analisi psicologiche: la natura dellesensazioni, delle emozioni, del pensiero, della volontà, ecc” (tratto dall’Introduzione)

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: P. Spinicci, Lezioni sulle Ricerche filosofiche di Ludwig Wittgenstein

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Paolo Spinicci, Lezioni sulle Ricerche filosofiche di Ludwig Wittgenstein

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eBook di filosofia: L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus (1922)

 

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L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 1922 (testo tedesco e traduzione inglese a fronte, introd. di B. Russel)

“Opera (1921) di L. Wittgenstein. Sulla scorta delle teorie di Frege e dell’atomismo logico di Russell, Wittgenstein applica le tecniche logico-formali di analisi del linguaggio alla filosofia. Il mondo è la «totalità dei fatti», non delle «cose» (1.1), mentre il linguaggio è la «totalità delle proposizioni». Tali proposizioni significano i fatti, ossia ne sono la raffigurazione formale o logica. I fatti ‘atomici’ rinviano a oggetti ‘semplici’, e la ‘forma’ degli oggetti semplici costituisce a sua volta la ‘struttura’ dei fatti atomici, cui corrispondono proposizioni elementari. Queste, in quanto corrispondono a fatti atomici, non possono essere contraddittorie. Il pensiero è infatti «l’immagine logica dei fatti» (3) e la proposizione è una «funzione di verità» delle proposizioni elementari. Ciò comporta una corrispondenza fra proposizioni e fatti, entrambi retti da medesime regole logico-formali; quel che esula da tale corrispondenza origina ‘nonsensi’, ossia proposizioni cui non è possibile applicare le regole logiche di verità o di contraddizione. Il campo della logica e della matematica consta di due tipi di proposizioni: le tautologie, che esprimono la possibilità generale o essenziale dei fatti, e sono vere indipendentemente dai fatti; e le contraddizioni, ossia le proposizioni false. Al di fuori di queste, ossia del discorso scientifico e filosofico rigoroso, vi sono proposizioni di altro tipo – i nonsensi – fra cui rientrano la maggior parte delle proposizioni filosofiche tradizionali e, in partic., quelle metafisiche: «il più delle proposizioni e questioni che sono state scritte su cose filosofiche è non falso, ma insensato» (4.003). La totalità delle proposizioni vere, ossia che sottostanno ai criteri logico-formali del linguaggio, è la scienza naturale (4. 11). Le leggi e la regolarità appartengono unicamente alla logica, mentre al di fuori di essa «tutto è accidente» (6. 3). Le proposizioni che concernono i fatti hanno dunque un carattere contingente, ed è altresì impossibile inferire eventi futuri da quelli presenti. Il nesso causale si riduce, su tali basi, a una forma di ‘superstizione’ («La fede nel nesso causale è superstizione»; 5.1361). La filosofia deve intendersi allora esclusivamente come «critica del linguaggio» (4.0031) e si risolve nella chiarificazione logica del pensiero. È in tale prospettiva che i limiti del linguaggio costituiscono al tempo stesso i limiti del mondo e della filosofia. Questioni più ampie quali il mondo nella sua totalità, ossia in senso metafisico, (6. 44), l’etica (6. 42) o la morte (6. 43) non possono essere poste legittimamente come problemi filosofici. In tal senso Wittgenstein scrive, a conclusione dell’opera, che «su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere» (7).” (tratto da Treccani.it)

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