eBook di filosofia: C. Darwin, L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali

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Charles Darwin, L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali

“Darwin confronta le espressioni facciali e le posture negli animali e nell’uomo, e fornisce dati a favore dell’ipotesi che le principali espressioni della specie umana siano universali. Questa ipotesi è stata suffragata dalla scoperta, di P. Ekman e C. E. Izard, che certe espressioni facciali sono correttamente riconosciute da persone appartenenti a una grande varietà di culture, compresi gli analfabeti, e si riscontrano anche in individui ciechi dalla nascita. Le espressioni in questione sono quelle che riflettono la felicità, la tristezza, la rabbia, la paura, il disgusto, la sorpresa, il disprezzo; l’universalità di altre espressioni è ancora controversa. Inoltre molte espressioni facciali (e posturali) umane trovano riscontro in quelle di animali superiori; fanno eccezione il riso, il sorriso e il pianto. Il riso e il sorriso sembrano tuttavia avere precursori nelle espressioni di pacificazione e nella ‘faccia da gioco’ degli scimpanzé.Perché le emozioni sono accompagnate da manifestazioni espressive? Darwin propose tre principî.
1. Il principio delle abitudini associate utili: si può supporre che i movimenti espressivi abbiano fatto parte di un comportamento adattativo nel nostro lontano passato; essi ora, attraverso l’ereditarietà, vengono compiuti ogniqualvolta proviamo gli stessi sentimenti che, in passato, davano luogo a quel comportamento.
2. Il principio dell’antitesi: sentimenti opposti portano a opposti comportamenti espressivi; se, per esempio, la rabbia genera una esibizione di potere (per esempio la postura eretta), la sottomissione genera una esibizione di mancanza di potere (per esempio la postura china).
3. Il principio dell’azione diretta del sistema nervoso: “Certe azioni che riconosciamo come espressive […] sono il risultato diretto della costituzione del sistema nervoso” (The expression of emotions in man and animals, 1872, cap. 3); esse sono, diremmo oggi, manifestazioni di un generale stato di attivazione o inibizione.
Il modo in cui Darwin ha formulato il primo principio trascura il fatto che molte espressioni facciali sono gli stadi iniziali o preparatori di configurazioni di risposta che hanno un’effettiva natura adattativa in molte condizioni emotive, come il rannicchiarsi per proteggersi da un attacco, il raccogliere le forze in vista di un’azione offensiva, il focalizzare l’attenzione sensoriale. Altri movimenti espressivi sono adattativi in virtù dell’effetto che esercitano sugli altri, come l’effetto rassicurante o distensivo del sorriso, la risposta protettiva suscitata dal pianto e l’effetto intimidatorio dello sguardo di sfida, dell’urlo, dell’esibizione della forza muscolare. Gli effetti diretti e sociali sono spesso funzionali nel contesto emotivo che suscita le espressioni. Le risposte autoprotettive (una faccia spaventata, il rannicchiarsi) sono provocate dalla minaccia, le risposte rassicuranti e distensive (sorriso) da incontri sociali non ostili e da incontri con superiori, la richiesta di aiuto (pianto) è causata da dolore e disagio e il comportamento intimidatorio da incontri ostili e dalla frustrazione causata da altri
.” (tratta da Treccani.it)

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