Archivi tag: Germania

Heidegger Repository

Heidegger Repository

Heidegger Repository è il progetto curato dal gruppo di ricerca “Phenomenology, Hermeneutics and Ontology” della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Universidad Autónoma de Puebla (Messico).

Il progetto si propone di raccogliere e rendere disponibili in rete articoli, saggi, tesi e recensioni dedicate al pensiero di Heidegger.

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eBook di filosofia: J. Habermas, Ciencia y Tecnica como “Ideologia”

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Jürgen Habermas, Ciencia y Tecnica como “Ideologia”

“Jürgen Habermas currently ranks as one of the most influential philosophers in the world. Bridging continental and Anglo-American traditions of thought, he has engaged in debates with thinkers as diverse as Gadamer and Putnam, Foucault and Rawls, Derrida and Brandom. His extensive written work addresses topics stretching from social-political theory to aesthetics, epistemology and language to philosophy of religion, and his ideas have significantly influenced not only philosophy but also political-legal thought, sociology, communication studies, argumentation theory and rhetoric, developmental psychology and theology. Moreover, he has figured prominently in Germany as a public intellectual, commenting on controversial issues of the day in German newspapers such as Die Zeit.

However, if one looks back over his corpus of work, one can discern two broad lines of enduring interest, one having to do with the political domain, the other with issues of rationality, communication, and knowledge” (tratto da Stanford Encyclopedia of Philosophy)”

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eBook di filosofia: K. C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

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Kevin C. Clement, Frege and the Logic of Sense and Reference

Reperito nel sito dell’autore

“I lavori di F. hanno notevole importanza, sia dal punto di vista filosofico sia da quello tecnico, nel quadro storico della logica matematica. Il valore della sua opera, pressoché ignorata in vita, fu pienamente riconosciuto solo dopo la sua morte. La posizione di F. è un rigoroso logicismo: egli sostiene infatti (e a lui s’ispirò, tra gli altri, Russell) che i concetti matematici fondamentali debbono essere esprimibili mediante concetti logici; vi sono cioè certi tipi di proposizioni e di operazioni inferenziali, quelle «puramente logiche», che sono privilegiate rispetto alle proposizioni delle teorie per così dire «applicate», in partic. dell’aritmetica; queste ultime teorie si considerano basate su premesse sicure solo se sono riconducibili alla logica pura. Tale atteggiamento portò F. a una serrata polemica con i formalisti. A F. si deve inoltre la distinzione tra il senso e la denotazione di un’espressione linguistica (nome, predicato, enunciato), distinzione che è stata al centro della logica filosofica e della filosofia del linguaggio del Novecento. La relazione di denotazione è poi alla base della teoria del concetto, termine con cui F. intende non qualcosa di psicologico ma, oggettivamente (e con rilevanti concessioni al realismo platonico), un’entità logica sui generis denotata da un’espressione predicativa; sua caratteristica fondamentale è la non saturazione, espressa, sul piano logico-linguistico, da una funzione proposizionale, cioè un’espressione con una variabile non vincolata da quantificatori (per es., «x è un numero primo») e che, prendendo oggetti come argomenti, assume come valore il vero o il falso. Tra i suoi scritti: Begriffsschrift, eine der arithmetischen nachgebildete Formelsprache des reinen Denkens (1879; trad. it. Logica e aritmetica), in cui viene costruito per la prima volta un calcolo degli enunciati e dei predicati e viene elaborato un opportuno linguaggio simbolico destinato a sostituire, in una formulazione rigorosa, l’ambiguo e impreciso linguaggio comune; Die Grundlagen der Arithmetik (1884; trad. it. Leggi fondamentali dell’aritmetica), in cui si tenta di definire il concetto di numero naturale; Grundgesetze der Arithmetik (2 voll., 1893, 1903), l’opera principale, in cui le ricerche precedenti vengono riprese e ampliate; Über Begriff und Gegenstand (1892) e Über Sinn und Bedeutung (1892), i due importanti articoli dedicati rispettivamente al concetto e al significato. Una trad. it. delle opere di F. è apparsa con il titolo Senso, funzione e concetto: scritti filosofici (1891-97).” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

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Ezequiel L. Posesorski, Between Reinhold and Fichte. August Ludwig Hülsen’s Contribution to the Emergence of German Idealism

“August Ludwig Hülsen (1765-1809) was a contributor to the emergence of German idealism. Notwithstanding, his name and works are up to this day almost entirely unknown to most scholars in the field. This monograph discusses the historical importance of Hülsen’s Prüfung der von der Akademie der Wissenschaften zu Berlin aufgestellten Preisfrage: Was hat die Metaphysik seit Leibniz und Wolf für Progressen gemacht? (1796), his only book, for the emergence of German idealism, especially the thought of Reinhold and Fichte during the 1790’s.

The usual way of focusing on the Wissenschaftslehre, and hence, on the emergence of German idealism, is as a “response” of Fichte to the skeptical objections of Schulze-Aenesidemus to Reinhold’s early Elementarphilosophie. This “response”, as Fichte himself recognized in 1798, was far from complete. Hülsen, a Fichtean thinker, restructured and regrounded those aspects of Reinhold’s system that Fichte left intact: in particular, Reinhold’s almost forgotten approach to the rational history of philosophy. In 1797, Hülsen’s achievement prompted Fichte’s recommendation of Hülsen’s book in Annalen des philosophischen Tons as an introduction to his Wissenschaftslehre. This indicates that Fichte recognized Hülsen as a partner in the development of his incomplete system. Accordingly, the historical importance of Hülsen’s book is that it completed Fichte’s attempt to overcome Reinhold’s standpoint and contributed to the emergence of German idealism.”

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eBook di filosofia: F. Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

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Felice Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Tesi di dottorato discusssa presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

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Per ricordare Karl-Otto Apel

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Per ricordare il filosofo Karl-Otto Apel, venuto a mancare ieri, 16 maggio, a 95 anninella sua casa di Niedernhausen in Germania, vi segnaliamo due siti ricchi di risorse interessanti sul pensatore:

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eBook di filosofia: R. Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

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Renato Pettoello, Idealismo e realismo. La formazione filosofica di J.F. Herbart

“Anche Herbart, come gli idealisti suoi contemporanei, si ricollega direttamente a Kant, ma tenta di indirizzare il kantismo per una via del tutto opposta a quella di Fichte, Hegel, Schelling. La filosofia, per H., è «elaborazione di concetti dati», forniti cioè dall’esperienza, al fine di eliminarne le contraddizioni; infatti, sostiene H., non è vera la concezione hegeliana che la contraddizione costituisce l’anima stessa del reale; questa rappresenta semplicemente uno stadio inadeguato del conoscere. Sotto l’influsso di Leibniz, H. concepisce il mondo come risultante di una pluralità di esseri semplici e immutabili, i «reali». Questi, pur immutabili, sono, ognuno, un centro di relazioni molteplici, originate dall’accidentale incontrarsi reciproco. Possedendo però ogni reale delle qualità originarie che lo distinguono da tutti gli altri, il cozzare reciproco genera in ognuno una perturbazione interna, cui consegue un atto di resistenza o di autoconservazione. Con questa interpretazione meccanicistica, H. tenta di spiegare tutti i fenomeni del mondo fisico e psichico. Difatti anche l’anima, oggetto della psicologia, è un «reale» semplice, e la rappresentazione in essa non è altro che uno stato di resistenza, suscitato da una perturbazione. È improprio parlare di facoltà psichiche: tutti i fenomeni che si sogliono raggruppare sotto il nome delle varie facoltà sono mere rappresentazioni o combinazioni di rappresentazioni. Partendo da questi presupposti, H. ritiene possibile la fondazione di una psicologia scientifica: escludendo, infatti, la considerazione dell’anima come sostanza (in quanto, in sé, inconoscibile), e concentrandosi piuttosto sull’analisi dell’insieme delle rappresentazioni (coscienza), la psicologia sarà in grado di ridurre la meccanica delle rappresentazioni a rigorose formule matematiche. H. applica, quindi, i principi della sua psicologia all’elaborazione di una pedagogia scientifica. Nel campo della pedagogia, che è la parte più interessante del suo pensiero, H. sostiene che questa scienza ha il compito di indagare i principi universali che presiedono all’attività educativa nei suoi vari aspetti e, come l’estetica, deve essere integrata da una tecnica, l’arte educativa, cui spetta l’attuazione di quei principi. Essa si fonda da un lato nell’etica, che le assegna il fine, dall’altro nella psicologia, che le indica i mezzi, svelandole il meccanismo psichico dell’alunno. Il fine dell’educazione è la formazione del carattere morale. L’intuizione atomistica e matematizzante della realtà, il ripudio di ogni idea di svolgimento, la riduzione di ogni forma di attività all’autoconservazione puntuale dei «reali», contrastano profondamente, in H., con la costante preoccupazione d’interpretare e giustificare filosoficamente la sua seria esperienza del mondo morale e dei problemi dell’educazione.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: G. Chivilò e M. Menon (a cura), Tirannide e filosofia con un saggio di Leo Strauss ed un inedito di Gaston Fessard

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Giampiero Chivilò e Marco Menon (a cura di), Tirannide e filosofia con un saggio di Leo Strauss ed un inedito di Gaston Fessard

“Che cosa fu il tiranno e che cos’è la tirannide? Come restituire problematicità speculativa a queste due nozioni usurate da indeterminatezza e discredito? I saggi della prima parte di questo volume indagano il senso della tirannide attraverso la ripresa di otto figure decisive: la coppia archetipica Giobbe-Edipo, il momento-Machiavelli, l’Illuminismo francese, Weber, Heidegger, Voegelin, Hayek e Aron. La seconda parte ricostruisce, a partire da testi inediti, lo scenario del classico dibattito che vide protagonisti Strauss e Kojève. Ad integrazione di tali indagini viene proposta la traduzione di due saggi di Strauss e Fessard, ed una bibliografia aggiornata. ”

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eBook di filosofia: N. Kemp Smith, A Commentary to Kant’s Critique of pure Reason

Norman Kemp Smith, A Commentary to Kant’s Critique of pure Reason

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L’archivio online di Emil Lask

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Presso l’Università di Heildeberg è conservato l’archivio di Emil Lask che è stato digitalizzato. Trovate le scansioni a questo indirizzo. Il documento è visionabile in anteprima nel box di destra e scaricabile cliccando sull’apposita icona.

Qui invece trovate l’inventario

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