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Contemporary Studies in Kantian Philosophy: saggi brevi sulla filosofia kantiana

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Contemporary Studies in Kantian Philosophy è il progetto del Contemporary Kantian Philosophy (CKP), in collaborazione con la North American Kant Society (NAKS), che si propone di pubblicare online brevi saggi originali e inediti sulla filosofia kantiana.

“CSKP) is a publication of the Contemporary Kantian Philosophy (CKP) project, whose basic aim is to develop and disseminate first-rate, original—and especially challenging, creative, and unorthodox—research in Kantian philosophy, broadly construed”.

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eBook di filosofia: T. Adorno (…), The Authoritarian Personality

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Theodor Adorno,  Else Frenkel-Brunswik, Daniel J. Levinson e R. Nevitt Sanford, The Authoritarian Personality

“Hegel, Marx, Husserl e Freud sono i pensatori che più hanno influenzato la complessa opera di Adorno. Fin dalla giovinezza Adorno si proclamava marxista: si trattava, però, di un marxismo prevalentemente filosofico, recepito attraverso le opere del primo Lukács e di Korsch, e mai approfondito sul piano dell’analisi economica. Del marxismo ad A. interessava soprattutto il metodo dialettico. Pur esprimendo un’adesione di fondo al materialismo storico, Adorno (come Horkheimer) si impegnò al tempo stesso in campi di indagine e applicò metodi molto lontani dal marxismo ortodosso. Basti pensare all’influsso che Freud e la psicoanalisi esercitarono su di lui, influsso percepibile in molti suoi lavori sociologici, soprattutto in The authoritarian personality, dove l’autoritarismo, il razzismo e il fascismo sono esaminati e spiegati attraverso un metodo psicologico e sociale. Profondo studioso di Husserl, A. ne condivise l’atteggiamento critico verso la scienza moderna, verso il naturalismo e lo psicologismo, nonché verso il formalismo della logica contemporanea, sostenendo poi che Husserl non era riuscito a soddisfare le esigenze da lui sollevate. Nonostante i suoi meriti, infatti, Husserl era caduto per Adorno in una forma di descrittivismo fenomenologico, che diventava spesso una mera accettazione dell’esistente e dunque, di nuovo, una forma di positivismo. La concezione filosofica di A. è in realtà profondamente influenzata da Hegel, secondo tre aspetti principali: egli ritiene che il reale abbia un significato e possa essere compreso mediante gli strumenti della ragione; che il reale consista nella sua processualità storico-dialettica; che soggetto e oggetto non costituiscano due sfere eterogenee e autonome (a questo proposito A. sottoscrive tutta la critica di Hegel a Kant). Tale ispirazione hegeliana del pensiero di Adorno costituisce l’immediato presupposto della sua polemica contro vari aspetti della riflessione filosofica contemporanea, in primo luogo contro l’esistenzialismo heideggeriano, contro la teorizzazione dell’assurdità, dell’opacità e dell’insensatezza dell’esistente, contro l’irrazionalismo, ecc. La filosofia di Hegel (in partic. la sua critica dell’intelletto) influì non poco anche sulla critica di Adorno all’Illuminismo e alla scienza: tanto l’uno che l’altra si basano sul principio della razionalità analitica, accettano positivisticamente il reale così com’è e mirano soltanto a inserirlo o a riprodurlo all’interno di operazioni tecnico-pratiche, le quali però mostrano sempre che il dominio dell’uomo sulla natura implica il dominio dell’uomo sull’uomo, che la razionalità della scienza è astratta e oppressiva, perché tratta gli uomini come oggetti, esprimendo in ciò le tendenze più profonde della società borghese. La stessa ispirazione negativa e antipositivistica caratterizza gli studi musicologici di Adorno, per il quale la musica, in quanto esprime le contraddizioni della società, nega la situazione esistente, prospetta la necessità di un suo superamento e indica il passaggio a una condizione interamente nuova.” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: P. Tillich, Filosofia de la Religión

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Paul Tillich, Filosofia de la Religión

“Il suo pensiero, profondamente influenzato dalla filosofia moderna, e in particolare dall’idealismo tedesco, pone in primo piano la contrapposizione tra l’essere e il non essere, forza demoniaca; l’uomo, continuamente tentato dal non essere, è salvato da Cristo. Nella sua vastissima produzione, Das Dämonische (1926; trad. it. 1929) e Systematische Theologie (3 voll., 195163). […]

Uno dei poli della speculazione di Tillich è l’essere, come identificazione di soggetto e oggetto, cui si contrappone il non essere come opposizione costante, forza demoniaca; l’essere, nella sua infinità, è detto anche abisso, secondo un’antica terminologia mistica, a indicare l’insondabile profondità divina che sorregge ogni esistente. L’uomo, continuamente tentato dal non essere (stato di alienazione), è salvato da Cristo nel quale Dio viene a partecipare della situazione umana e l’uomo acquista un nuovo essere nella sua unità con Dio. È questo il senso del messaggio del Nuovo Testamento, che diviene simbolo della condizione storica umana, tesa fra la negatività dell’esistenza (la croce) e il trionfo dell’essere sul non essere, superamento dell’alienazione (resurrezione). Forte in Tillich il richiamo all’impegno intramondano in cui vive e si realizza la trascendenza; di qui anche il valore positivo di quei movimenti di massa che si realizzano sotto la spinta degli ideali socialisti, cui andarono le simpatie di Tillich.” (tratto da Treccani.it)”

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eBook di filosofia: M. Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

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Martin Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

“Ponderings II–VI begins the much-anticipated English translation of Martin Heidegger’s “Black Notebooks.” In a series of small notebooks with black covers, Heidegger confided sundry personal observations and ideas over the course of 40 years. The five notebooks in this volume were written between 1931 and 1938 and thus chronicle Heidegger’s year as Rector of the University of Freiburg during the Nazi era. Published in German as volume 94 of the Complete Works, these challenging and fascinating journal entries shed light on Heidegger’s philosophical development regarding his central question of what it means to be, but also on his relation to National Socialism and the revolutionary atmosphere of the 1930s in Germany. Readers previously familiar only with excerpts taken out of context may now determine for themselves whether the controversy and censure the “Black Notebooks” have received are deserved or not. This faithful translation by Richard Rojcewicz opens the texts in a way that captures their philosophical and political content while disentangling Heidegger’s notoriously difficult language.”

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eBook di filosofia: F. Blaise, Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

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Fabienne Blaise Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

“Au XIXème siècle, en Allemagne, l’étude de Platon – comme celle d’Homère – a permis à la philologie de se constituer en une discipline qui s’est définie par les questions qu’elle posait aux textes à l’exclusion d’autres problématiques possibles. Dès lors, les philologues ont occupé le terrain des études platoniciennes en affirmant la spécificité de leur démarche et en prenant leurs distances par rapport à la philosophie. Du côté des philosophes, Paul Natorp témoigne lui aussi de cette rupture. Même si sa position s’inscrit dans une tradition fortement marquée par la philologie, son projet, en avouant son caractère philosophique, se distingue nettement de celui des philologues, et sera d’ailleurs à ce titre écarté par la philologie de son temps. À y regarder de plus près, il apparaîtra pourtant que la démarcation, pour réelle qu’elle soit, ne se trouve pas forcément là où les uns et les autres la posent, et que l’antagonisme entre philologie et philosophie réside moins, en fin de compte, dans le rejet ou la revendication d’un point de vue théorique que dans la manière de mettre en oeuvre une position qui est au départ, dans tous les cas, philosophique. “

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eBook di filosofia: L. Andreas-Salomé, Friedrich Nietzsche in seinen Werken

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Lou Andreas-Salomé, Friedrich Nietzsche in seinen Werken

“Lou, diminutivo di Louise, nacque il 12 febbraio del 1861 a San Pietroburgo, in Russia, quando la famiglia, originaria della Francia meridionale, in fuga dopo la cacciata degli Ugonotti, vi si stabilì nel 1810.
Il padre abbracciò la carriera militare e lo Zar Nicola I, per premiare il suo valoroso comportamento, lo elevò all’aristocrazia ereditaria.
Lou Andreas crebbe in un ambiente maschile con cinque fratelli più grandi di lei e sviluppò un gran desiderio di libertà. Fu autodidatta, ma per qualche tempo subì l’influsso del pastore Hendrik Gillot dell’ambasciata olandese a San Pietroburgo. Anche grazie a lui acquistò un notevole livello culturale. Nel 1880 si trasferì a Zurigo e poi a Roma, nel 1882. Qui Malwida von Meysemburg la accolse tra le sue amicizie e la presentò ai filosofi Paul Rée e Nietzsche. In una lettera che indirizzò a Nietzsche così disse di lei: «Una fanciulla molto singolare,la cui conoscenza, come in altri casi, io devo al mio libro, mi sembra sia giunta nel pensiero filosofico all’incirca agli stessi risultati cui è giunto Lei.»
Quando Nietzsche la conobbe ne rimase affascinato e se ne innamorò. Così pure Paul Rée. Ma Lou oppose un rifiuto ad entrambi, accettando invece di restare loro amica per discutere di filosofia. Ne seguì un intenso scambio epistolare e il filosofo Nietzsche la definì «acuta come un’aquila e coraggiosa come un leone».
Successivamente seguì un burrascoso addio. Lou andò a vivere per cinque anni con Paul. Furono gli anni in cui Nietzsche scriveva Così parlò Zarathustra.
Più tardi Lou sposò Friedrich Carl Andreas, ma non rinunciò alla sua vita in continuo movimento: Berlino, Monaco, Parigi, Vienna. Il marito la presentò, dopo la scomparsa, nel suo saggio My sister, my spose con queste parole: «Fu un Faust in gonnella, poco interessata a gingillarsi con parole vuote. Quello che voleva era scoprire la forza nascosta che regge il mondo e ne guida la corsa: conoscerla, farla propria, amarla. »
Nel 1897 Lou ebbe una relazione sentimentale con Rainer Maria Rilke. La relazione durò quattro anni. Con lui fece due viaggi: in Russia nel 1899 e nel 1900. Quando l’amore finì, lei gli scrisse: «Vai incontro al tuo dio oscuro. Egli potrà per te quello che io non posso più: egli ti può consacrare al sole ed alla maturità»
Rilke morì di leucemia, a 51 anni. Il poeta l’aveva cantata con accenti sublimi: «Fosti la più materna delle donne. Fosti un amico come lo sono gli uomini. Una donna, sotto il mio sguardo. E ancora più spesso una bambina. Fosti la più grande tenerezza che ho potuto incontrare. L’elemento più duro contro il quale ho lottato. Fosti il sublime che mi ha benedetto. E diventasti l’abisso che mi ha inghiottito».(1910)
Nel 1911 Lou prese parte al Congresso della Società psicanalitica di Vienna dove conobbe Freud.
Al termine degli studi divenne lei stessa psicoterapeuta. Fu in questa città che incontrò Anna Freud. Quando le due donne si conobbero per la prima volta Anna aveva solo ventisei anni e Lou sessanta. Ciò che le legava era la passione per la psicanalisi e la presenza nella loro vita del grande Sigmund.
Da poco, curato da Francesca Molfino, è uscito per le edizioni La Tartaruga un epistolario: Legami e libertà, lettere di Lou Andreas Salomé a Anna Freud che rivela la loro grande amicizia e il forte legame di entrambe con il padre della psicanalisi. Anna era la sua quinta figlia: abbastanza introversa,legatissima al genitore e da lui in analisi: sei volte alla settimana, alle 10 di sera.
Il padre disse di lei: «La più dotata e colta dei figli, con un bel carattere pieno di interessi, teso ad imparare, a vedere, a capire il mondo.»
Lou invece così descrisse Anna: «Anna ha un comprensibile desiderio di amicizie femminili(..) Per inciso con mia grande gioia è fiorente ed allegra (…).Vorrei solo che trovasse ben presto l’occasione di sostituire l’attaccamento al vecchio padre con uno più duraturo (…) Riesce in tutti i campi,tranne che non ha avuto la fortuna d’incontrare l’uomo adatto per lei.»
Lou, abile scrittrice, compose, nel 1894, un’acuta biografia di Nietzsche nella quale con intuizione profonda rese bene l’essenza del grande filosofo. Altri suoi saggi importanti sono: Erotismo e L’umano come donna: nel primo afferma che l’amore sessuale, il fervore religioso e la creazione artistica sono un’unica espressione della forza vitale che ci governa, nel secondo difende l’autonomia femminile, convinta che essa sia superiore a quella maschile. Infatti, lei dice, spetta alla donna scegliere il compagno della vita ed aiutarlo. La sua produzione è vasta e complessa come il suo carattere. Ricordiamo tra le sue opere: Il mito d’una donna, Biografie dell’inconscio, L’azzurro del cielo, Saggi sull’amore, Devota ed infedele. Nonostante la sua fama di intellettuale libera e combattiva, passionale, irrequieta e anticonformista, restò accanto al marito Andreas fino alla morte che la colse all’età di 76 anni, nel sonno.
La sua produzione saggistica fu ricchissima e sarebbe impossibile riproporla qui. Ricordiamo qui la costante attenzione di scrittori, filosofi e psicanalisti sulla sua figura e sulle sue opere. Anche il mondo dello spettacolo ha tratto ispirazione dalla sua vicenda: Liliana Cavani ha realizzato un film ispirato alla sua biografia: Al di là del bene e del male (1977), Giuseppe Sinopoli un’opera teatrale: Lou Salomé (1981), libretto di Karl Dietrich Gräwe.” (tratto da Enciclopedia delle donne)

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Nietzsche-Briefwechsel: l’epistolario di Nietzsche online

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Nietzsche-Briefwechsel è la banca dati del Klassik Stiftung di Weimar che rende disponibile in rete l’indice delle lettere scritte e ricevute da Nietzsche dal 1847 al 1900.

Potete fare ricerche per nome del mittente e del destinatario, per luogo, per data, per incipit. Per ogni lettera viene indicato il luogo dove è conservato l’originale (se noto) e i riferimenti bibliografici alle edizioni a stampa. Di alcuni esemplari è presente anche la versione digitalizzata.

 

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eBook di filosofia: U. App, Arthur Schopenhauer and China

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Urs App, Arthur Schopenhauer and China: a Sino-Platonic Love Affair

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Risorse bibliografiche su Philipp Mainländer

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[Christian Ermel: Mainländer. 2007]

Nel sito dell’Internationale Philipp Mainländer-Gesellschaft E.V. potete trovare risorse interessanti su Philipp Mainländer, il pensatore tedesco, seguace di Schopenhauer:

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eBook di filosofia: A. Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

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Arthur Schopenhauer, I due problemi fondamentali dell’etica

“Stabilitosi a Francoforte sul Meno, nel 1836 pubblicò Über den Willen in der Natur (trad. it. La volontà della natura) e tre anni dopo, partecipando a un concorso indetto dall’Accademia di Trondheim, ottenne il primo riconoscimento ufficiale con lo scritto Über die Freiheit des menschlichen Willens (trad. it. La libertà del volere umano), che nel 1841 ripubblicò assieme al saggio Über das Fundament der Moral (trad. it. Il fondamento della morale) in un volume dal titolo Die beiden Grundprobleme der Ethik (trad. it. I due problemi fondamentali dell’etica)” (tratto da Treccani.it)

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