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eBook di filosofia: C. Scognamiglio, La teoria ontologica di Nicolai Hartmann e la processualità del reale

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Carlo Scognamiglio, La teoria ontologica di Nicolai Hartmann e la processualità del reale

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eBook di filosofia: E. De Caro, L’antropologia di Carl Gustav Jung

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Eugenio De Caro, L’antropologia di Carl Gustav Jung. Saggio interpretativo

 

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Risorse bibliografiche e inventari dell’archivio Plessner

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Helmuth Plessner Gesellschaft è il sito della fondazione dell’Università di Desda dedicata al noto filosofo e sociologo.

Nel sito trovate una sezione dedicata al pensatore (biografia, introduzione al pensiero, galleria fotografica), un’introduzione sulla filosofia antropologica, la bibliografia di e su Plessner e le segnalazione di novità e convegni.

Sono presenti anche gli inventari dell’Archivio Plessner conservati presso la biblioteca dell’Università di Groningen

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eBook di filosofia: H. Plessner, Sur le rapport entre monde et monde environnant chez l’homme

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Helmuth Plessner, Sur le rapport entre monde et monde environnant chez l’homme (1950)

“Insieme con M. Scheler è considerato tra i fondatori dell'”antropologia filosofica” per la sua concezione dell’uomo come essere eccentrico rispetto agli altri viventi. L’uomo, secondo P., si distingue dagli animali perché non s’identifica con il proprio corpo, ma assume rispetto ad esso una certa distanza utilizzandolo come uno strumento per dominare le cose. Sua dimensione essenziale è il linguaggio in base al quale si spiegano pure atteggiamenti tipicamente umani – e non presenti nell’animale – come il riso e il pianto, che si verificano quando lo sforzo umano di comunicazione giunge al limite. Il riconoscimento della peculiarità dell’uomo nella natura porta P. a respingere non soltanto le dottrine creazionistiche o le ipotesi evoluzionistiche troppo rigide, ma anche qualsiasi pretesa d’individuare leggi rigorose e finalistiche nella storia, in base a concezioni come quelle di “progresso” o di “storia universale”, rivendicando invece “al di qua dell’utopia” la “storicità” sempre concreta e determinata come dispiegarsi delle capacità inventive e creative dell’uomo.

Opere principali: Die Einkeit der Sinne. Grundlinien einer Aesthesiologie des Geistes, Bonn 1923,19652; Grenzen der Gemeinschaft, ivi 1924; Die Stufen des Organischen und der Mensch. Einleitung in die philosophische Anthropologie, Berlino-Lipsia 1928,19651; Das Schicksal deutschen Geistes im Ausgang seiner bürgerlichen Epoche, Zurigo-Lipsia 1935, ristampato poi col titolo: Die verspätete Nation, Stoccarda 1959, Francoforte s. M. 1974; Lachen und Weinen. Eine Untersuchung nach den Grenzen menschlichen Verhaltens, Monaco 1941, Berna 19613; Zwischen Philosophie und Gesellschaft, Berna 1953; Conditio humana, Pfullingen 1964; Diesseits der Utopie, Düsseldorf 1966; trad. it., Torino 1970; L’uomo come essere biologico, in Filosofi tedeschi d’oggi, Bologna 1967, pp. 355-76; Die Frage nach der Conditio humana. Aufsätze zur philosophischen Anthropologie, Francof. s.M. 1976.

Bibl.: Wesen und Wirklichkeit des Menschen. Festschrift für H. Plessner, a cura di K. Ziegler, Gottinga 1957 (bibl. pp. 398-403); F. Hammer, Die exzentrische Position des Menschen. H. Plessners philosophische Anthropologie, Bonn 1957.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: F. Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita

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Friedrich Nietzsche (traduzione a cura di Monica Rimoldi), Sull’utilità e il danno della storia per la vita

Guida alla lettura e all’analisi

(tratto dai Contenuti digitali di M. De Bartolomeo – V. Magni, Storia della filosofia)

“il contributo della riflessione di Nietzsche, altro grande momento della concettualizzazione filosofica della storia nell’Ottocento, apporta, più che una novità assoluta, una radicalizzazione e una sistematizzazione in forma estremamente conseguente ed efficace: la seconda delle Unzeitgemässe Betrachtungen (Vom Nutzen und Nachteil der Historie für das Leben, 1874; trad. it. Sull’utilità e il danno della storia per la vita), primo grande contributo nietzschiano alla questione, più che una negazione della storia tout court, è una critica del cattivo utilizzo di essa e della riduzione al passato, nonché della negazione della vita, che conseguiva dal modo in cui Hegel aveva delineato il concetto. Al cattivo storicismo Nietzsche contrappone un uso critico della storia che è a sua volta un aspetto fondamentale della vita stessa e del suo rinnovamento. Per quanto riguarda l’idea nietzschiana di «eterno ritorno», le letture ormai prevalenti tendono a interpretarla non già come una riaffermazione della concezione classica antica, ma come una solidarietà fra un momento della novità e un momento della ripetizione, fra innovazione e ripresa della tradizione e della memoria nel solco della concezione romantica di cui si è detto.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: B. Waldenfels, Estraneo, straniero, straordinario. Saggi di fenomenologia responsiva

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Bernhard Waldenfels, Estraneo, straniero, straordinario. Saggi di fenomenologia responsiva

“Al centro dell’attenzione di Waldenfels è il tema dell’estraneità, considerato, in controtendenza con le teorie più diffuse, elemento originario dell’esperienza. La sua fenomenologia mette a fuoco tutti i passaggi in cui l’ordinario e lo straordinario, il soggetto e l’altro si intrecciano.
Ne viene un’analisi minuziosa e appassionante della vita quotidiana, ma anche dell’arte e dei modi della rappresentazione fino a un ripensamento delle forme della politica e a un abbozzo di etica fondata sul primato dell’attenzione. In tal modo la filosofia di Waldenfels fa vedere al lettore come nei diversi fenomeni dell’esperienza sia sempre presente come motivo originario una stra-ordinarietà a cui è opportuno prestare attenzione perché un ordine possa costituirsi, nella vita ma pure nella politica e nell’arte.
Il volume si colloca al centro dei dibattiti filosofici contemporanei e dialoga criticamente con i maggiori autori degli ultimi decenni: Foucault, Derrida, Levinas, Marion in Francia; Henrich e Habermas in Germania, ma attinge anche ampiamente alla letteratura, all’arte e alla musica, così da offrire anche al lettore non specialista copia di osservazioni acute e illuminanti.”

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Mnemosyne. Meanderings through Aby Warburg’s Atlas: online dieci pannelli

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Mnemosyne, l’ultimo progetto di Aby Warburg, è un “atlante figurativo composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d’arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).”

The actual panels of the “last version” are no longer extant; only black and white photographs (18 x 24 cm) of them remain, held in the archives of the Warburg Institute. However, seventy-one years after Warburg’s death, Martin Warnke with the assistance of Claudia Brink, produced a magnificent edition of the atlas based on the “last version.” [See Der Bilderatlas: Mnemosyne in Warburg’s Gesammelte Schriften, II.1 (Berlin: Akademie Verlag, 2000 [reprinted in 2003, 2008]). The other volumes in the Gesammelte Schriften, from the two volumes of Warburg’s published writings [I.1-2], the Tagebuch der Kulturwissenschaftlich Bibliothek Warburg [VII] to the just published, Austellungen [II.3], offer other avenues for interpreting and supplementing the Mnemosyne Atlas.] In addition to providing Warburg’s draft Introduction to the Mnemosyne Atlas – a key if characteristically knotty fragmentary text – they also reproduce Fritz Saxl’s illuminating letter to a prospective publisher regarding the Atlas, while Warnke’s own Introduction provides important details about the Mnemosyne Atlas, its genesis, scope, and potential meanings.

We know, then, that Warburg’s plan had been to complete at least 79 and perhaps as many as 200 panels. Typically, though, Warburg’s vision was not fully realized. As we have it, the Atlas is frozen in a provisional state: panels appear without titles; individual images – there are 971 in all – were for the most part displayed without titles or other identifying information; and while some photographs are matted, most are not. Fortunately, though, in a notebook titled Überschriften: Synopsis of Plates [WIA, III.104.1], Warburg’s colleague Gertrud Bing, following her mentor’s lead, offers brief headings for each panel, furnishing thereby a kind of conceptual shorthand signposting main subjects and themes. For instance, the headings summarizing the astrological symbolism of panel 22 read: “Spanish-Arabic practice. (Alfonso). Manipulation. The cosmic system as dice table. Sorcery. Lithomancy.” Such abbreviated, aphoristic indications of what and how we are to interpret resemble the headings of an encyclopedic entry – albeit an encyclopedia consisting entirely of pictures. Or, if you will, the photographs of the panels serve as a set of post-modern grisailles, a belated memory palace, which invites us to contemplate Warburg’s syncretic vision of the afterlife of pagan symbolism and cosmography in medieval, Renaissance, and post-Renaissance art and thought.”

Nel sito Mnemosyne. Meanderings thorugh Aby Warburg’s Atlas trovate le fotografie di questi dieci pannelli accompagnati da una spiegazione e da suggerimenti bibliografici:

Panel B traces correspondences between the human being and the cosmos that underlie all other analogical associations in Warburg’s atlas. Spyros Papapetros offers this guided pathway.
Panel C addresses the epistemology and the practice of the creation of symbols. Claudia Wedepohl guides this pathway.
Panel 8 is given over to antique cults that centered on solar deities. Elizabeth Sears lights the way.
Panel 45 depicts excessive and alarming occurrences, the dangers of intense and unmediated passions. Hans Christian Hönes is our guide.
Panel 46 presents variations on the gesture of “bearing something/someone to something/someone else.” Andrea Pinotti elucidates.
 

Panel 47 is concerned with Florentine art of the later fifteenth century, exploring themes of protection and slaughter through the figure of the nymph. Ben Anderson provides this guided pathway.
Panel 48 is concerned with the shifting uses of the pagan goddess Fortuna in medieval and Renaissance imagery. Florian Fuchs provides this guided pathway.
Panel 61-64  is concerned with the storms of ambivalence, transformation, and conflict that characterize the of transmission Antiquity, despite the putative stability of the heritage. Lisa Robertson navigates.
Panel 70 is devoted to “Baroque Pathos.” This guided pathway traces the status of the Baroque in Warburg’s Atlas, which tends to privilege the Renaissance and its reception of antiquity. Jane O. Newman is our guide, with Laura Hatch.
Panel 79 has as its principal theme the Eucharist. Christopher D. Johnson provides this guided pathway.

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eBook di filosofia: L. Strauss, Plato’s Apology and Crito. A course offered in the autumn quarter, 1966

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Leo Strauss, Plato’s Apology and Crito. A course offered in the autumn quarter, 1966. Department of Political Science, The University of Chicago. Edited and with an introduction by David Janssens

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eBook di filosofia: M. Geiger, Introducción a la estética

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Moritz Geiger, Introducción a la estética

“Allievo di H. Lipps e di H. Wundt in psicologia e di Husserl in filosofia, collaborò con quest’ultimo allo Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung. Prof. a Gottinga (1923-33), all’avvento del nazismo fu costretto a trasferirsi negli Stati Uniti, dove insegnò nel Vassar College di Poughkeepsie (N. Y.). Esponente del circolo fenome­nologico di Monaco, espresse nelle sue opere (tra cui Die philosophische Bedeutung der Relativitätst theorie, 1921; Systematische Axiomatik der Euklidischen Geometrie, 1924; Die Wirklichkeit der Wissenschaften und die Metaphysik, 1930) una posizione di empiri­smo radicale e l’esigenza di consi­derare l’analisi fenomenologica come una rigorosa riduzione dei fenomeni alla loro struttura essenziale. G. applicò questa interpretazione della fenome­nologia ai fonda­menti della matematica e ai problemi dell’inconscio, ma soprattutto importante è l’analisi della ‘espe­rienza estetica’ nei suoi Zugänge zur Aesthetik (1928; trad. it. Vie all’estetica: studi fenome­nologici), con cui pone le basi di una estetica fenome­nologica.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: E. Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

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Enrico Gasco, Mach’s contribution to the origin of Inertia

“Einstein riconobbe che la lettura degli scritti di Hume e di Mach rese «enormemente più facile» il suo lavoro critico e aprì la via alla sostituzione della meccanica newtoniana con la meccanica relativistica. Mach parte dal concetto di massa, ne critica la definizione newtoniana e le successive, ne dà una nuova definizione per astrazione (definisce, cioè, il rapporto delle masse di due corpi) e conclude che questa nuova impostazione rende ridondante il terzo principio della dinamica o principio di azione e reazione, che esprimerebbe una seconda volta lo stesso fatto utilizzato nella definizione.” (tratto da Treccani.it)

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