Archivi tag: Settecento

eBook di filosofia: The Correspondence of Jeremy Bentham

Bentham

Timothy  L. S. Sprigge ( a cura di), The Correspondence of Jeremy Bentham (5 volumi)

“The first five volumes of the Correspondence of Jeremy Bentham contain over 1,300 letters written both to and from Bentham over a 50-year period, beginning in 1752 (aged three) with his earliest surviving letter to his grandmother, and ending in 1797 with correspondence concerning his attempts to set up a national scheme for the provision of poor relief. Against the background of the debates on the American Revolution of 1776 and the French Revolution of 1789, to which he made significant contributions, Bentham worked first on producing a complete penal code, which involved him in detailed explorations of fundamental legal ideas, and then on his panopticon prison scheme. Despite developing a host of original and ground-breaking ideas, contained in a mass of manuscripts, he published little during these years, and remained, at the close of this period, a relatively obscure individual. Nevertheless, these volumes reveal how the foundations were laid for the remarkable rise of Benthamite utilitarianism in the early nineteenth century. “

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eBook di filosofia: F. Trentani, La realizzazione dei fini della ragione pratica. L’ultima fase delle riflessioni di Kant sulla morale

kant

Federica Trentani, La realizzazione dei fini della ragione pratica. L’ultima fase delle riflessioni di Kant sulla morale

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2012)

“Il mio lavoro concerne la Metafisica dei costumi e la filosofia pratica kantiana degli anni ’90; la mia interpretazione sottolinea che i temi-chiave dell’ultima fase del pensiero morale di Kant riguardano la realizzazione della morale nella sfera mondana e gli aspetti concreti dell’esperienza morale. Il primo capitolo analizza gli elementi teleologici dell’etica nella Tugendlehre con l’obiettivo di riconnettere quest’opera alle Grundlegungsschriften; a questo riguardo intendo sostenere che in relazione al problema della Bestimmung des Menschen la prospettiva kantiana può essere intesa come una teoria dello sviluppo umano. Il secondo capitolo mostra che la filosofia pratica di Kant può costituire un importante punto di riferimento per il dibattito contemporaneo sul tema dello sviluppo umano; per giustificare questa linea interpretativa, intendo esaminare la prospettiva di Amartya Sen, la quale costituisce l’esempio più rilevante della riflessione contemporanea su questa tematica. Il terzo capitolo, dedicato al ruolo della praktische Urteilskraft nella mediazione tra la ragione pura pratica e la prassi concreta della virtù, cerca di mettere a fuoco la relazione che intercorre tra il Giudizio pratico, la formulazione delle massime, l’immaginazione e la reflektierende Urteilskraft. Il quarto capitolo analizza le riflessioni kantiane sull’educazione sottolineando che Kant considera anche gli aspetti contestuali che influiscono sulla realizzazione della sfera dell’umano; sulla base della centralità  dei risvolti intersoggettivi della formazione individuale è possibile evidenziare che secondo Kant lo sviluppo di ciascun essere umano è sempre connesso al contesto complessivo della comunità  in cui vive.”

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eBook di filosofia: S. de Grouchy, Letters on Sympathy

Sophiedecondorcet

Sophie de Grouchy, Letters on Sympathy

“[Sono] otto [le] Lettres sur la sympathie che, nel 1798, Sophie de Grouchy fa apparire alla fine della sua traduzione – La Théorie des sentiments moraux – del trattato di filosofia morale del filosofo scozzese Adam Smith, The Theory of moral sentiments. Indirizzate ad un certo C***, che per la maggior parte dei biografi di Mme Condorcet corrisponde al cognato Cabanis, le Lettres nascono innanzitutto dalla volontà di completare e approfondire le considerazioni di Smith sulla questione della simpatia.

La nozione di simpatia, investendo molteplici saperi, dalla chimica e la fisica fino alla medicina e la psicologia, la filosofia morale e la politica, si colloca nel cuore del complesso gioco di influenze tra il corpo e lo spirito, la ragione e la sensibilità. È per questo che i discorsi sulla simpatia fecondano e rinnovano l’immaginario scientifico, filosofico e letterario nel corso del xviii secolo dando vita a un’antropologia più ottimista rispetto al passato, che intende valorizzare l’attività spontanea della sensibilità umana.

Le Lettres sur la sympathie, così come la traduzione dell’opera di Smith, contribuiscono a ridefinire in profondità lo spirito della filosofia morale scozzese, che de Grouchy rilegge alla luce delle principali tesi del materialismo e del sensualismo francese.” (tratto da https://journals.openedition.org/studifrancesi/4707)

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eBook di filosofia: M. Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

mario reale

Mario Reale, Le ragioni della politica. J. J. Rousseau dal “Discorso sull’ineguaglianza” al “Contratto”

“Il saggio riprende la difficile discussione su tema, ineliminabile per la comprensione dell’intero Rousseau politico, che è il suo giusnaturalismo; l’analisi è accompagnata da una disamina critico-filologica della celebre e singolare posizione di Ulpiano, e quindi, tra molti altri testi, degli autori più o meno vicini all’analisi di Rousseau: Montaigne, Pascal, Spinoza, Montesquieu, Diderot. La conclusione accerta insieme l’ardua problematicità e l’originalità della riflessione roussoiana sulla legge di natura. “

Grazie ai progetti di Alternanza Scuola Lavoro e “Esercitare il pensiero”, a cura di Antonio Coratti, è possibile fruire dell’opera digitalizzata Le ragioni della politica di Mario Reale nel portale “Filosofia in movimento“.

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Diciottesimo Secolo. Rivista della Società Italiana di Studi sul Secolo XVIII: una rivista online sul Settecento

Diciottesimo secolo

Diciottesimo Secolo è la rivista della Società Italiana di Studi sul Secolo XVIII (SISSD) che pubblica articoli e saggi sul Settecento in una prospettiva multidisciplinare.

“It is committed to hosting critical debates covering a full range of eighteenth century subjects: from literature to history, from law to religion, from philosophy to science, from anthropology to the fine arts, from linguistics to ethics, from theatre to music. It is also intended as an instrument for providing updated information about current Italian research in eighteenth-century studies.”

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Les essentiels de la philosophie française: i classici online della filosofia francese

BNF biblioteca essenziale filosofia

In Gallica, la ricchissima biblioteca digitale della Biblioteca nazionale di Francia, potete trovare “Les essentiels de la philosophie française“.

Il portale presenta una selezione online delle edizioni originali dei classici della filosofia francese dal 1500 al secolo scorso.

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eBook di filosofia: J.-C. Goddard e M. Maesschalck (a cura di), Fichte : la philosophie de la maturité

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Jean-Christophe Goddard e Marc Maesschalck (a cura di), Fichte : la philosophie de la maturité (in 3 tomi)

Tome I: Les derniers exposés de la Doctrine de la science

Tome II: Philosophie appliquée

Tomo III: Confrontations et interprétations

“Les trois tomes de « Fichte : la philosophie de la maturité » regroupent les contributions faites en 2002 par les membres du Groupe d’Études Fichtéennes de Langue Française (GEFLF) lors des colloques de Louvain-la-Neuve et d’Aix-en-Provence.Dans le troisième tome ont été rassemblés des textes qui articulent et confrontent la démarche spéculative et phénoménologique du dernier Fichte aux traditions philosophiques contemporaines – l’hégélianisme, le perspectivisme nietzschéen, la phénoménologie husserlienne, le cognitivisme.”

 

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eBook di filosofia: M. Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Musica

Maria Semi, Musica come Scienza dell’uomo. I caratteri del sapere musicale nel Settecento britannico

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Bologna (2009)

“The departure point of the present work is the idea that in order to understand what music meant to British society in the Eighteenth-Century an interdisciplinary approach is necessary. Natural philosophy, moral philosophy, musical treatises and histories of music: all these sources concur both to the creation of a new idea about what music and its ‘science’ are, and to question the place which music ought to have in the realm of the Science of Man. The dissertation is divided into two sections. In the first one we will take into account philosophical sources (from John Locke, Joseph Addison and Lord Shaftesbury, to Lord Kames and Adam Smith), and we will examine their thoughts on music. In the second one we will deal with musical sources (from the Treatise of Musick of Alexander Malcom, to the Histories of Music of Charles Burney and John Hawkins) in order to show their connection with the philosophical literature before mentioned. The main aim of the work it to show that the development of specific philosophies of the human mind, such as the ones of John Locke and David Hume, did influence the way in which music was thought. Particularly we will point out the case of Adam Smith’s interpretation of instrumental music, which is heavily indebted to the humeian model of the human mind. “

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eBook di filosofia: E. C. Corriero, Vertigini della ragione. Schelling e Nietzsche

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Emilio Carlo Corriero, Vertigini della ragione. Schelling e Nietzsche. (Nuova edizione riveduta e ampliata)

“Nuova edizione riveduta e ampliata del testo con cui a inizio carriera Corriero si è fatto conoscere nel mondo della filosofia italiana, apprezzato in modo particolare da Massimo Cacciari che ne aveva scritto la prefazione. È dedicato al rapporto tra il pensiero di Schelling e quello di Nietzsche: “vertigini della ragione” è quel misto di fascinazione e repulsione che afferra il pensiero dinanzi al fondo abissale dell’Esistente. Come sottolinea Cacciari, l’interpretazione di Nietzsche deve “ritornare” a Schelling, che rappresenta l“arcano” più profondo di tutta la critica all’idealismo e della filosofia della krisis, che Schelling anticipa e Nietzsche porterà a compimento. «Ciò che questo libro chiarisce, definitivamente a mio avviso, è che l’interpretazione di Nietzsche deve “ritornare” a Schelling, e che Schelling rappresenta l’“arcano” più profondo di tutta la critica all’idealismo e della filosofia della krisis.» Massimo Cacciari”

 

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eBook di filosofia: G. Valpione, La frammentazione dell’ordine. Comunità e critica in Friedrich Schlegel

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Giulia Valpione, La frammentazione dell’ordine. Comunità e critica in Friedrich Schlegel

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2014)

“La domanda su cosa sia la filosofia è essenziale tanto quanto l’interrogarsi sul ruolo che essa sostiene all’interno del campo del sapere e delle relazioni umane. Questo è l’orizzonte entro cui si muove il presente lavoro e viene affrontato attraversando la filosofia di Friedrich Schlegel.
Per affrontare il tema proposto, mi sono concentrata su tre ambiti che permettono anche di delineare una panoramica completa sulla filosofia schlegeliana: a) la storia, b) la filosofia come critica e produzione di verità, e c) l’interazione possibile tra filosofia e le istituzioni politiche. In questo modo è possibile approfondire i maggiori interessi del filosofo romantico, il quale iniziò le proprie riflessioni negli studi di storia dell’arte e sulle condizioni che permettono una ricostruzione storica. Tale ambito caratterizza l’intera filosofia schlegeliana (dagli studi letterari del 1794 alle lezioni di filosofia della storia del 1828). Grazie ad essi Schlegel formulò una declinazione dell’assoluto come movimento, come vita mai pienamente afferrabile e che è immanente nel mondo. E ne derivò anche l’interesse verso la questione di dove si collochi il soggetto che cerchi di comprendere e afferrare l’assoluto.
Conseguentemente a questa formulazione, alla filosofia vengono attribuite caratteristiche che mettono al centro il problema della soggettività e del filosofo, la sua collocazione entro questo moto inarrestabile e le sue facoltà di comprenderlo. La filosofia si trasforma quindi in una critica che misura costantemente i propri risultati in confronto con l’infinito allo scopo di rilanciare sempre e di nuovo la ricerca filosofica.
Il terzo ambito che occupò maggiormente il pensiero di Schlegel è quello politico, il cui centro non è collocato tanto (o meglio non solo) nell’ambito costituzionale e giuridico, bensì nella capacità della filosofia di condizionare, entro e fuori le istituzioni politiche, le vite degli uomini e così il percorso dell’assoluto stesso. Sarà però nostro compito indagare in che modo un procedere razionale filosofico che non possa decretare di aver afferrato l’assoluto e la sua verità, possa altresì avere effetti entro la comunità in cui si colloca: per questo sarà utile affrontare non solo il ruolo della filosofia, ma anche l’importanza dell’educazione ad essa.”
La suddivisione in capitoli ha quindi privilegiato la triade dei campi affrontati da Schlegel i quali però vengono fatti intersecare con la questione di partenza, ovvero il ruolo della filosofia e del filosofo, che a propria volta nel pensiero schlegeliano si declina in questo modo: 1. il tentativo di ricostruire legami (teoretici e politici) di fronte alla frammentazione alla quale Schlegel assiste in più ambiti, 2. la precarietà di tale ricostruzione, 3. il ruolo del filosofo e della filosofia nel produrre un’apertura negli ordini stabiliti affinché si possa dare la possibilità di continuare il tentativo di afferrare l’assoluto, la vita e di dare una chiave di lettura del caos.
Questi due gruppi di ambiti si incrociano tra loro, tracciando così la trama del presente lavoro, che affronta i punti 1., 2. e 3. in ogni campo elencato sopra: nelle riflessioni schlegeliane sulla storia, sulla filosofia e sulla politica. Mi sono quindi soffermata sulla produzione di una storia soggettiva, che tenta perennemente all’universalità (cap.1); sulla concezione schlegeliana della verità come costruzione coerente (cap.2); sulla possibilità di una comunità (cap.3). In tutti questi casi la ricostruzione è precaria, mutevole, e non può mirare ad un sistema oggettivo, universale, stabile. Da qui deriva il rifiuto di una storia a priori (cap.1), di un bello oggettivo (cap.2), e del giusnaturalismo moderno (cap.3). E l’impossibilità dell’universale, di un assoluto statico o del sistema viene affrontata dal filosofo mediante l’indicazione a tale dimensione caotica producendo delle aperture nella costruzione dell’ordine evitando esiti annichilenti; da cui deriva: la forma frammento di fronte al sistema filosofico, la difesa di una ricostruzione soggettiva della storia e il progetto di un futuro non razionalmente necessario o deducibile ma per la realizzazione del quale si decide di contribuire (cap.1), l’importanza dell’ironia (cap.2) e l’introduzione nello Stato di un ceto di Gelehrten non ridotto ai confini nazionali, che contribuisca a mantenere l’ordine interno agli Stati (tacendo l’assenza di una verità e di una giustizia assolute) e allo stesso tempo mantenga l’attenzione sui percorsi di produzione di verità determinati e (parzialmente) determinanti lo sviluppo della vita e del caos (cap.3). 

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