Archivi tag: Settecento

eBook di filosofia: G. Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

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Gino Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

Tesi di dottorato discussa presso l’Università del New Mexico

“This study examines nineteenth-century German philosopher G.W.F. Hegel’s appraisal of philosophies of India. In Hegel’s time, classical Indian texts such as the Vedas, Upaniṣads, and Bhagavadgītā had only recently been translated into European languages, and were generating tremendous controversy. Hegel carved out a unique and hugely influential position by devotedly reading fledgling translations of source texts alongside European interpretations, attempting to comprehend the philosophical significance of Indian thought. Hegel’s legacy proved deeply problematic, however, both because his views were not entirely consistent or unambiguous over time, and because his evident relegation of Indian ideas to pre- or unphilosophical status became the dominant practice among Europeans and Westerners through the twentieth century even while Hegel’s star, relatively speaking, went into a period of decline. While Hegel spent much more time and space discussing Indian philosophy in detail than did many philosophers who succeeded him in Europe and elsewhere, today his philosophy is too-frequently either reflexively labeled Eurocentric to legitimize ignoring or summarily dismissing it, or studied and written about exclusively in the context of “Western” ideas as if India were of little or no serious concern to him.

This work first situates Hegel’s interest in and attention to Indian ideas in the context of the philosophical trends of Spinozism and Romanticism that he sought to navigate from his earliest forays into theology and philosophy. It then interrogates his analyses and judgments of Indian philosophical systems over the course of his career, revealing the increasing depth and innovation in his engagement with India over time while also critiquing his readings of Indian texts and his characterizations of Indian thought and culture. In doing so, it endeavors to supply the complete account of Hegel’s approach to Indian philosophy in its full complexity.”

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eBook di filosofia: J.-J. Rousseau, Discorso sopra l’origine ed i fondamenti della ineguaglianza fra gli uomini

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Jean-Jacques Rousseau,  Discorso sopra l’origine ed i fondamenti della ineguaglianza fra gli uomini

“Scritto (1754) di J.-J. Rousseau in cui si descrive, in opposizione al giusnaturalismo precedente, il costituirsi della società civile a partire da un ipotetico stato di natura («uno stato che non esiste più, che forse non è mai esistito, che probabilmente non esisterà mai»). Mediante quel che si può «ricavare dalla natura dell’uomo coi soli lumi della ragione», Rousseau ricostruisce il passaggio dal primitivo stato di felicità, libertà e indistinzione della proprietà, alla moderna situazione di disuguaglianza e ingiustizia, sancita e giustificata da istituzioni politiche che, di fatto, stabiliscono la legge del più forte e il dispotismo. L’invenzione dell’agricoltura e della metallurgia hanno provocato, con l’appropriazione della terra e dei prodotti del lavoro, il sorgere della proprietà privata; il progresso delle conoscenze e delle tecniche, allontanando l’uomo dall’originario stato di felicità (che, secondo Rousseau, ancora vigeva fra i selvaggi), ha accentuato e fissato le disuguaglianze culturali ed economiche.” 

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eBook di filosofia: E. C. Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

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Emilio Carlo Corriero (a cura di), Libertà e natura. Prospettive schellinghiane

“La natura della libertà è in fondo la libertà della natura stessa, ossia la sua insopprimibile soggettività.
Attorno a questa inestricabile relazione, illuminata e indagata a fondo dalla filosofia di Schelling, alcuni fra i più autorevoli interpreti contemporanei s’interrogano sull’impossibile sistema del sapere a cui il filosofo tedesco lavorò per tutta la vita, individuando proprio nella libertà quel fondamento necessario eppure apparentemente inattuabile.
Il risultato è un quadro composito e aggiornato degli esiti in ambito teoretico, etico ed estetico della filosofia di Schelling, che oggi vive una rinascita di livello internazionale.”

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eBook di filosofia: I. H. Grant, E. C. Corriero (a cura di), Filosofie della natura dopo Schelling

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Iain Hamilton Grant,  Emilio Carlo Corriero (a cura di), Filosofie della natura dopo Schelling

“Ripercorrendo la filosofia della natura di Schelling, in un costante dialogo con le opere scientifiche del suo tempo, questo saggio non si limita a esporre le tesi originali della fisica speculativa del filosofo tedesco come un semplice episodio della storia del pensiero.
Il programma filosofico intrapreso e sviluppato da Schelling è infatti presentato da Iain Hamilton Grant come un percorso tuttora praticabile, e anzi necessario come rimedio al rifiuto della metafisica all’atteggiamento “antifisico” che pervade buona parte della filosofia contemporanea.
Non solo una pietra miliare per gli studi schellinghiani, dunque, ma un’autentica, originale proposta filosofica.”

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eBook di filosofia: A. Palazzi, La concezione kantiana dell’aritmetica alla luce degli scritti di Johann Schultz

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Alberto Palazzi, La concezione kantiana dell’aritmetica alla luce degli scritti di Johann Schultz

Tesi di laurea discussa nell’anno accademico 1982/1983, Università degli studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia. Relatore Prof. Antonio Schiavo

“Questa ricerca vuole essere la prosecuzione di un lavoro intrapreso da Gottfried Martin nel 1938 con il volume Arithmetik und Kombinatorik bei Kant dove il pensiero matematico kantiano, e specificamente la concezione kantiana dell’aritmetica, fu considerato tenendo conto dello sviluppo che la filosofia kantiana della matematica ebbe nelle opere di Johann Schultz, che fu l’esegeta ufficiale del criticismo contemporaneo a Kant ed al contempo un valente matematico.
La figura di Schultz non è sconosciuta agli studiosi della filosofia kantiana: che egli fosse un collaboratore molto vicino al grande filosofo, è ricordato molto spesso nelle biografie kantiane.
Tuttavia, i suoi volumi esegetici della Critica della Ragion Pura (Erläuterungen über des Herrn Professor Kant Critik der reinen Vernunft del 1784, e Prüfung der Kantischen Critik der reinen Vernunft, in due volumi, del 1789 e 1791), molto noti nel primo periodo del criticismo, come risulta dallo studio della biografia kantiana, furono poi pressoché completamente dimenticati dalla letteratura critica; con l’eccezione dello studio di Martin, mai nessun saggio fu loro dedicato.
Particolarmente eloquente è poi questo fatto: che la rivista Kant Studien, nella sua lunga vita che dura dal 1896, non ha mai dedicato una sola riga a Johann Schultz.
Ora, entrambe le opere esegetiche di Schultz sono effettivamente opere ingenue e scarsamente originali: solo sul tema della filosofia della matematica, che gli stette particolarmente a cuore, Schultz fu capace di originalità. Ma ciò non toglie che queste opere potrebbero avere un notevole interesse per lo studio di parecchi aspetti della prima Critica: in definitiva, i temi kantiani trattati sono esposti in un linguaggio piano e comprensibile, adatto ad un’opera divulgativa, e pressocché sempre in modo molto aderente al pensiero kantiano, che Schultz in generale sviluppò poco, ma probabilmente comprese in profondo.
Soprattutto, le opere di Schultz hanno un indubbio valore storico: scritte in una lingua adatta alle esigenze della divulgazione, esse danno un’idea chiara della cultura media del pubblico cui Kant si rivolgeva.
Questo sia detto quanto al valore delle esegesi di Schultz in genere per la comprensione della prima Critica; per quel che riguarda i temi della filosofia della matematica, il discorso è diverso, ed il valore delle opere di Schultz molto maggiore, perché Schultz, che fu un valente ed anche geniale matematico, sviluppò con molta passione la tematica della fondazione trascendentale delle matematiche.”

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eBook di filosofia: F. Berto, Che cos’è la dialettica hegeliana?

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Francesco Berto, Che cos’è la dialettica hegeliana? Un’interpretazione analitica del metodo

*testo disponibile nell’account di Academia.edu dell’autore

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eBook di filosofia: C. L. Montesquieu (trad. R. Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

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Charles Louis Montesquieu (traduzione di Riccardo Campi), Saggio sul gusto nelle cose della natura e dell’arte

“Il gusto è particolarmente importante, perché consente agli individui di effettuare delle operazioni di classificazione mediante le quali attribuiscono un ordine e un senso al mondo naturale e sociale in cui vivono. Il suo funzionamento però è ancora in gran parte un mistero. I primi studiosi a cercare di comprenderlo sono stati i filosofi, a cominciare da Montesquieu, che ha pubblicato nel 1757 il suo Saggio sul gusto all’interno della celebre Enciclopedia curata da Diderot e D’Alembert. In tale saggio il gusto veniva considerato come la facoltà umana di scoprire il livello di piacere che il soggetto può ricevere da parte di ogni oggetto che entra nel suo ambito di percezione. L’interpretazione di Montesquieu ci fa comprendere come nel XVIII secolo la concezione del gusto si sia profondamente modificata. L’imporsi nella società della cultura moderna, basata sul culto della razionalità umana e sulla centralità del punto di vista del singolo individuo, ha messo bruscamente in discussione infatti la tradizionale concezione del ruolo dell’estetica, i cui canoni derivavano dalla natura o comunque da qualcosa che era indipendente dall’esperienza umana. L’individuo moderno invece si è posto il problema di conciliare la soggettività della sua percezione, cui è attribuita per la prima volta una notevole importanza, con l’oggettività di tutto quello che è presente al suo esterno.” Vanni Codeluppi , Gusto in http://www.doppiozero.com

 

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eBook di filosofia: A. P. Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

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Alain Patrick Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

” The thesis of the “death of art” or the “end of art” is both a central and a structural thesis in Hegel’s Aesthetics and one of the most discussed of his philosophy. One can wonder, nevertheless, how the End-of-Art is compatible, even constitutive of a theory of contemporary art. The problem is both a current and a historical one. In this paper, I try to consider this paradox while returning to the very sources of Hegel’s philosophy, i.e. to what is deemed the origin of the “rumour” of an “end of art” thesis, namely in the letters written by his student and composer Felix Mendelssohn Bartholdy. I take then into account how the thesis appears in the last lecture on aesthetics given by Hegel at the Berlin University in 1828/29, in order to clarify to what extent the thesis is compatible or not with the possibility of modern art, and if Arthur Coleman Danto’s and Dieter Henrich’s assumptions for example are tenable regarding the new sources”

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eBook di filosofia: P. Giordanetti, R. Pozzo, M. Sgarbi (a cura di), Kant’s Philosophy of the Unconscious

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Piero Giordanetti, Riccardo Pozzo, Marco Sgarbi (a cura di), Kant’s Philosophy of the Unconscious

“The present volume aims to assess Kants account of the unconscious in its manifold aspects, and to discuss it from various perspectives: psychological, epistemological, anthroprological, and moral. We aim to show Kants relevance for future discussions on the topic. Kants philosophy of the unconscious has for a long time been a neglected topic in Kant scholarship, especially in English language publications. […]

The purpose of the present volume is to fill a substantial gap in Kant research while offering a comprehensive survey of the topic in different areas of investigation, such as history of philosophy, philosophy of mind, aesthetics, moral philosophy, and anthropology. The essays collected in the volume show that the unconscious raises relevant problems for instance in the theory of knowledge, as non-conceptual contents and obscure representations (Kitcher, Heidemann). In the philosophy of mind, it
bears on the topic of the unity of the consciousness and the notion of the transcendental self (Crone, Schulting). It is a key-topic of logic with respect to the distinction between determinate-indeterminate judgments (Lee), and to mental activity (Duque, Rockmore). In aesthetics, the problem of the unconscious appears in connection with the problems of reflective judgments and of the genius (Otabe, Giordanetti). Finally, it is a relevant issue also in anthropology and moral philosophy in defining the irrational aspects of the human being (Pollock, Snchez Madrid, Tuppini).”

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rousseauonline.ch: tutte le opere di Rousseau online (prima edizione)

Rousseau

rousseauonline.ch è il sito, sviluppato in collaborazione con la Bibliothèque de Genève e con il progetto svizzero e-rara.ch, che contiene la versione digitalizzata di tutta l’opera di Rousseau, così come venne pubblicata la prima volta, in 17 volumi, a Ginevra tra il 1780 e il 1789.

Il sito è articolato in queste sezioni:

  • table des matières: indice con la versione in html, EPUB e PDF dell’opera
  • images: le illustrazioni originali, le pagine dei titoli e le immagini contenute nei diversi capitoli
  • recherche: motore di ricerca testuale
  • carte interactive: mappa geografica-storica delle 400 lettere scritte da Rousseau tra il 1732 e il 1776 e pubblicate nell’edizione ginevrina.

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