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Cambridge Platonism Sourcebook: opere online dei “Platonici di Cambridge”

H. Moore

Cambridge Platonism Sourcebook è l’omonimo portale che rende disponibili in rete le opere dei “Cambridge Platonists“:  Anne Conway (1631-1679), Ralph Cudworth (1617-1688), Henry More (1614-1687), John Smith (1618-1652) e Benjamin Whichcote (1609-1683)

“The Sourcebook contains the full text of Conway’s Principia (1690) and its 1692 English translation, as well as extensive excerpts from the British Library Cudworth manuscripts, including a draft version of the introduction to the unpublished second part of Cudworth’s True Intellectual System of the Universe (a draft probably written c. 1671). It contains the Latin texts and first complete English translation of Henry More’s letter correspondence with Descartes, together with other important but previously untranslated works by More, including More’s critique of Jacob Boehme in his Philosophiae Teutonicae censura (1679). The Sourcebook also contains John Smith’s complete Select Discourses (1660) and the complete text of an influential set of letters between Whichcote and Antony Tuckney (written 1651; published 1753). 

Nel portale trovate i testi trascritti (molti inediti) insieme a introduzioni sui singoli pensatori.

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eBook di filosofia: B. Mandeville , Un traité sur les passions hypocondriaques et hystériques

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Bernard Mandeville , Un traité sur les passions hypocondriaques et hystériques

A cura di Sylvie Kleiman-Lafon; Traduttore: Sylvie Kleiman-Lafon

“De l’œuvre très riche de Bernard Mandeville, la postérité n’a guère retenu que la très controversée Fable des abeilles, qui lui vaut encore aujourd’hui de passer pour l’apôtre du libéralisme le plus cynique. Son Traité des passions hypocondriaques et hystériques, seul ouvrage médical de ce médecin philosophe, fait partie de ses œuvres les moins connues en Grande-Bretagne comme en France.
Il mérite cependant d’être lu à plus d’un titre, car Mandeville y fait entendre un discours pragmatique étonnamment moderne sur la relation entre le malade et le patient. La parole et le récit de soi sont au centre du processus de guérison, et annoncent la cure par la parole théorisée par la psychanalyse. La forme du dialogue n’y est pas une simple stratégie didactique, elle est le véhicule de la cure et la cure elle-même.
Le Traité de Mandeville s’inscrit également dans une tradition de réflexion sur la mélancolie qui remonte à l’antiquité mais qui affirme son actualité au xviie siècle avec la parution de l’œuvre majeure de Robert Burton (The Anatomy of Melancholy) en 1621, et devient ce « mal anglais » que décrira George Cheyne un siècle plus tard (The English Malady), en 1733, soit trois ans seulement après la seconde édition révisée et augmentée du Traité de Mandeville.”

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Les essentiels de la philosophie française: i classici online della filosofia francese

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In Gallica, la ricchissima biblioteca digitale della Biblioteca nazionale di Francia, potete trovare “Les essentiels de la philosophie française“.

Il portale presenta una selezione online delle edizioni originali dei classici della filosofia francese dal 1500 al secolo scorso.

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eBook di filosofia: A. M. Nunziante, Il normativo e il naturale. Saggi su Leibniz

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Antonio M. Nunziante, Il normativo e il naturale. Saggi su Leibniz

“Il naturalismo di Leibniz, prima del nostro, ha fatto i conti col problema della normatività. C’è un conflitto di paradigmi che prende forma nel suo pensiero: da una parte, c’è il lessico dell’ontologia aristotelica, fatto di sostanze individuali dotate di «nature», dall’altra c’è il lessico degli eventi e delle leggi descritte dalle scienze naturali. Al centro si pone una strategia radicalmente nominalista, perché quello che davvero esiste sono soltanto gli individui, con i loro stati percettivi e le loro dinamiche appetitive. Nel mondo degli eventi naturali descritto dalle leggi della fisica chi è allora propriamente soggetto di azione? Ovvero: come si giustifica l’azione individuale in un mondo dominato da processi e che cosa significa essere persona in un universo di eventi che non è stato creato da noi? Ecco il cuore del placement problem leibniziano.”

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Leibniz’s Correspondents and Acquaintances: l’epistolario di Leibniz con dati esportabili

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Leibniz’s Correspondents and Acquaintances è il sito dell’omonimo progetto tra Synapta, Sodalitas Leibnitiana, Gottfried Wilhelm Leibniz Bibliothek di Hannover e il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino che si propone di ricostruire e rendere accessibile la rete intellettuale di Leibniz a partire dalle informazioni deducibili dal suo epistolario.

Dal ricco epistolario del filosofo conservato a Hannover è stata ricostruita una lista di circa 1630 corrispondenti, i cui profili sono stati individuati dai ricercatori e sono stati arricchiti consultando fonti bibliografiche e database online. I dati inoltre esportabili e condivisibili.

Le schede presentano una struttura bipartita: a sinistra vengono visualizzate tutte le informazioni biografiche e relazionali dei corrispondenti frutto del lavoro dei ricercatori, a destra tutte le informazioni estratte automaticamente e simultaneamente da fonti esterne come Wikidata e VIAF che si arricchiscono autonomamente nel tempo grazie al lavoro di altri utenti.

Questa struttura consente di coniugare informazioni interne al progetto, rese di libero accesso, alle basi di conoscenza esterne ed è un esempio reale che permette di comprendere il valore aggiunto apportato da i dati integrati, i quali offrono la possibilità di reperire informazioni avvalendosi di più fonti, in continuo aggiornamento, attraverso un unico punto di accesso.”

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eBook di filosofia: J. Grey, The Metaphysics of Natural Rights in Spinoza

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John Grey, The Metaphysics of Natural Rights in Spinoza

Il saggio ha ricevuto il Sanders Prize in the History of Early Modern Philosophy (2018).

In the Tractatus Theologico-Politicus (TTP), Spinoza argues that “the right of each thing extends as far as its determinate power does” (TTP 16.3, G III/189); subsequently, in the Tractatus Politicus (TP), he offers a slightly revised argument for the same conclusion. Here I offer an account of the reasons for the revision. In both arguments, the natural right of finite individuals is derivative of God’s right. However, the TTP argument hinges on the claim that each individual is part of the whole of nature (totius naturae), and for this reason inherits part of the natural right of that whole. Using several analogous cases from the Ethics, I show that this form of argument from division is not compatible with Spinoza’s considered view about the way in which finite individuals derive properties from God. The revised argument, by contrast, avoids the pitfalls of his earlier efforts. It also better reveals the deep roots by which the monistic metaphysics of the Ethics feeds into Spinoza’s conception of natural right.

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The Conimbricenses.org Project: il portale con risorse digitali dedicato all’aristotelismo portoghese

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The Conimbricenses.org Project. A digital platform for the History of Philosophy and Theology in Coimbra (1542-1772) è l’interessante progetto online, al momento in versione beta (22/10/2018), sviluppato dall’Università di Coimbra e dedicato alla valorizzazione della tradizione filosofica che si è sviluppata in questo Ateneo a partire dalla fondazione dell’Università fino alla seconda metà del Settecento quando il Marchese di Pombal impresse una nuova direzione all’Ateneo portoghese.

Il progetto lanciato nel settembre del 2018, sotto la direzione del prof. Mário Santiago de Carvalho e coordinato dal dott. Simone Guidi, si struttura come un portale che comprende un’enciclopedia online scritta in lingua inglese, bibliografie aggiornate annualmente e risorse digitali su quattro aree tematiche:

  • la prima è dedicata agli autori e agli studiosi che operarono a Coimbra, con una particolare attenzione a Luis Molina, Pedro da Fonseca e Manuel de Góis e in generale, al Cursus Conimbricensis  di cui viene fornita l’edizione digitalizzata
  • la seconda è incentrata su Francisco Suárez, la sua vita, il suo pensiero e la sua eredità culturale in Portogallo e in Europa
  • la terza, che sarà implementata in un secondo tempo, sarà dedicata alla traduzione e adattamento del Cursus Conimbricensis  alla cultura cinese
  • la quarta sarà incentrata sull’influenza dell’aristotelismo sulle colonie portoghesi e spagnole del Sud America.

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eBook di filosofia: A. Tosel, P.-F. Moreau e J. Salem, Spinoza au XIXe siècle

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André Tosel, Pierre-François Moreau et Jean Salem (a cura di), Spinoza au XIXe siècle

“Le volume présenté illustre la force de décomposition et de recomposition de la philosophie de Spinoza, qui n’a cessé d’être présente durant tout le XIXe siècle – et particulièrement en ses points hauts. Spinoza, par le truchement de spinozismes plus ou moins fidèles, s’est constitué en agent de transmutation d’une toujours nouvelle puissance de penser et d’agir, en réponse aux défis des temps et des conjonctures.

I. Spinoza au XIXe siècle : l’Allemagne
Éditions de Spinoza au XIXe siècle (Piet Steenbakkers). – Sur le Spinoza du Pantheismusstreit (Pierre-Henri Tavoillot, Myriam Bienenstock). – L’idéalisme allemand et Spinoza (Jean-Marie Vaysse, Thomas Kisser, Klaus Hammacher, Wolfgang Bartuschat). – Thèmes spinozistes dans la gauche hégélienne (Gérard Bensussan). – Spinoza, Marx, marxisme (André Tosel, Jean Salem). – Spinoza à l’ombre du nihilisme (Christophe Bouriau, Bernard Rousset, Patrice Choulet).

II. Spinoza en France, en Italie, en Russie et ailleurs
Spinoza en France (Jacques Moutaux, Pierre-François Moreau, Jean-Pierre Cotten, Chantai Jaquet, Pierre Macherey, Christian Lazzeri, André Comte-Sponville, Jean-Michel Le Lannou, Alexandre Matheron). – Spinoza et l’Italie (Alessandro Savorelli, Roberto Bordoli, Jean-François Braunstein, Cristina Santinelli).- Spinoza et la Russie (Vladimir Metlov, François Zourabichvili). – Spinoza en Espagne et dans l’Europe du Nord (Hélène Politis, Fokke Akkerman.Wiep Van Bunge, Atilano Dominguez).- Politiques de Spinoza (Manfred Walther, ElhananYakira).”

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Bibliografia cartesiana online (1997-2012)

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Nel sito del Centro Interdipartimentale di Studi su Descartes e il Seicento è disponibile la Bibliografia cartesiana/Bibliographie cartésienne (1997-2012), un repertorio bibliografico digitale su Cartesio. É invece in fase di completamento l’immissione dei dati dal 2013 ad oggi.

La bibliografia è stata promossa dal Centro Dipartimentale di Studi su Descartes e il Seicento ‘Ettore Lojacono’ dell’Università del Salento e dal Centre d’études cartésiennes di Paris-Sorbonne ed è stata curata da una équipe di giovani dottorandi.

La bibliografia online affianca e continua la Bibliographie cartésienne di Jean-Robert Armogathe e Vincent Carraud (con la collaborazione di Massimiliano Savini e Michäel Devaux) che copre gli anni 1960-1996 e che è disponibile nel sito in formato PDF.

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Epistolari di René Descartes: bancadati online di diverse edizioni delle lettere di Cartesio

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Epistolari di René Descartes è la banca dati online che rende disponibile on line l’edizione dell’epistolario di René Descartes pubblicato nel Seicento da Claude Clerselier (1614-1684), ossia 362 lettere comprendenti 39 lettere latine delle quali viene data anche la versione francese e 19 lettere che non sono di Descartes, insieme a una nuova edizione che comprende le lettere ultimamente ritrovate (in totale 736).

Si tratta, complessivamente, di quattro prodotti (due dei quali sono editati in linguaggio XML e due in formato immagine):

  1. Clerselier I
  2. Clerselier II
  3. Clerselier III
  4. EDeX

“– in XML sono i voll. I, II, III delle Lettres de Monsieur Descartes (Clerselier-XML) che Claude Clerselier aveva dato alle stampe a Parigi tra il 1657 e il 1667 presso l’editore Charles Angot e l’edizione completa delle lettere (Epistolario-EDeX);

– in formato immagine sono gli originali a stampa dell’esemplare (collocazione: n° 14185-14186-14187) custodito presso la Bibliothèque Mazarine (Clerselier I, II, III) e dell’esemplare (Clerselier-Institut I, II, III) custodito presso la Bibliothèque de l’Institut de France (MS 4469-4470-4471). Quest’ultimo corredato di postille manoscritte a margine e di becquets collazionati da Jean-Baptiste Legrand († 1704) e Adrien Baillet (1649-1706) su autografi oggi in gran parte perduti [vedi: Dalle edizioni secentesche alle moderne edizioni].

Clerselier-XML, Clerselier e Clerselier-Institut sono visibili l’uno di fianco all’altro, così da consentire un confronto immediato tra le minute trascritte in Clerselier-XML e stampate in Clerselier da una parte e tra questi due prodotti e gli autografi ricostruiti in Clerselier-Institut dall’altra.

Clerselier-XML riporta in testa a ciascuna lettera l’indicazione delle pp. in cui essa è presente in Clerselier, AT, BLet [vedi: Edizioni di riferimento], Epistolario-EDeX. Di queste stesse edizioni, nel corpo del testo di ciascuna lettera, sono indicati i cambi pagina.

Clerselier-XML è corredato da simboli che consentono la visualizzazione (e l’ingrandimento), mediante una finestra di pop-up, di figure e formule di Clerselier e dei becquets di Clerselier-Institut [vedi: Cosa si può fare].

Clerselier-XML è corredato da due ordini di note: di rinvi infratestuali a Clerselier I, II, III, a Clerselier-Institut e a Epistolario-EdeX; e bio-bibliografiche di informazioni essenziali sui personaggi citati.

L’edizione Clerselier-XML è stata curata da Siegrid Agostini (vol. I e vol. III: pp. 1-21 n.n. e pp. 1-332) e da Francesca Manno (vol. II e vol. III: pp. 332-646). All’edizione hanno collaborato, a vario titolo, Francesca Giuliano, Tania Lovascio, Emanuela Orlando, Alice Ragni, dottorande del dottorato italo-franco-tedesco in Forme e storia dei saperi filosofici. La revisione dei testi francesi è di Véronique Thiebot e Hélène Leblanc.”

In particolare l’Epistolario-EDeX, curato da Chiara Catalano, è una edizione normalizzata secondo la grafia moderna e il cui corpus è stato aggiornato alle più recenti acquisizioni: contiene gli autografi ritrovati da Erik-Jan Bos delle lettere di Descartes a Mersenne (27 maggio 1641) e a Matthias Pasor (26 maggio 1645); sostituisce (lettera n. DCCXXIV) il resoconto della lettera di Descartes a Clerselier del 6 novembre 1649 (Baillet II 387-388) con il testo della lettera (Baillet II 383) non pubblicato né da AT né da BLet. Valentina Pastorelli aveva segnalato nella sua tesi di dottorato (Adrien Baillet: La vie de Monsieur Descartes. L’epistolario cartesiano come trama del testo, Lecce, 5 maggio 2009) la presenza della lettera in Baillet senza precisare che essa non fosse stata mai pubblicata, cosa che, invece, ha fatto Erik-Jan Bos nel corso di una conferenza tenuta ad Uberlandia nel settembre 2013.

Molto utile è Dalle edizioni secentesche alle moderne edizioni, l’introduzione che chiarisce la storia delle edizioni della corrispondenza di Cartesio

 

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