Archivi tag: Seicento

eBook di filosofia: B. Pascal, The provincial letters

Blaise Pascal

Blaise Pascal,  The provincial letters

“Scritte fra il gennaio del 1656 e il marzo 1657, e pubblicate sotto lo pseudonimo di Louis de Montalte, le L. P. segnano il deciso intervento di Pascal a favore del giansenismo francese e contro i gesuiti nella polemica successiva alla bolla di condanna emessa da papa Innocenzo X il 31 maggio 1653 contro cinque proposizioni dell’Augustinus di Giansenio (pubblicato postumo nel 1640). Pascal, ispirato anche da Arnauld e Nicole, confuta anzitutto che le proposizioni indicate siano realmente comprese nell’opera di Giansenio, ma estende poi la sua polemica alle rilassate pratiche religiose correnti e alla morale gesuitica dei casi di coscienza. Contro l’intelligenza politico-mondana dei gesuiti, Pascal richiama fermamente il rigore della carità e della fede vissuta intensamente e radicalmente, in prospettiva agostiniana, come cristianizzazione della vita, incentrata non sulla verità ‘umana’, ma sulla verità incarnata in Cristo” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: M. Priarolo, E. Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell’età moderna

copertina Priarolo, Emanuela Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell'età moderna

Mariangela Priarolo, Emanuela Scribano (a cura di), Le ragioni degli altri. Dissidenza religiosa e filosofia nell’età moderna

Nell’epoca moderna, la dissidenza religiosa in ambito cattolico e riformato ha instaurato un dialogo fecondo con la filosofia e suscitato interrogativi importanti, fino a sollecitare un ripensamento complessivo della categoria ‘Cristianesimo’.

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Laboratori di filosofia: A. Miglioli, Montaigne lettore di Platone e Plutarco

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Andrea Miglioli, Montaigne lettore di Platone e Plutarco

Questi brevi saggi, composti da studenti di questo Ateneo (Università degli Studi di Milano), iscritti alla Laurea Magistrale in Scienze filosofiche, sono il risultato di un Seminario interno al corso di Filosofia Morale LM dell’a. a. 2016-2017, tenutosi dal 9/11/2016 al 30/11/2016. Il seminario ha costituito il momento didattico culminante del corso, che aveva come intitolazione: “L’arte del vivere in Montaigne”.

Esso faceva seguito ad un precedente corso sulla “Filosofia dell’autobiografia”, che si era incentrato nella rilettura degli Scritti autobiografici di Jean Jacques Rousseau. Il corso su Montaigne ha rappresentato un ideale proseguimento di quella indagine, che aveva al centro il rapporto tra scrittura autobiografica e pratica morale della cura di sé, come forma moderna di ricerca di saggezza. La lettura degli Essais ha consentito di meglio considerare i rapporti tra questa pratica e i modelli antichi di cura dell’anima, platonici, stoici ed epicurei.

I saggi offerti alla lettura e alla discussione del Blog della Biblioteca di Filosofia Unimi sono una selezione degli interventi meglio riusciti, appositamente rielaborati in vista della pubblicazione.”

Prof. Amedeo Vigorelli

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eBook di filosofia: I. Caiazzo, Un commento altomedievale al De arithmetica di Boezio

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Irene Caiazzo, Un commento altomedievale al De arithmetica di Boezio, in Archivum Latinitatis Medii Aevi, 2000, 58 (58), pp.113-150
” L’opera di traduzione e commento dell’ultimo degli Antichi, come universalmente fu definito Boezio, è stata fondamentale per la conservazione e la trasmissione al mondo latino della cultura filosofica greca. La traduzione di Aristotele faceva parte di un programma complesso, che prevedeva anche la traduzione di tutti i dialoghi di Platone, in modo da far emergere la convergenza, nonostante l’apparente discordanza, delle due maggiori filosofie del passato, come lo stesso Boezio spiega nel suo commento al De interpretatione. Di fatto, il progetto di traduzione si limitò alle opere logiche di Aristotele, e la conciliazione dei due massimi filosofi non avvenne. Tuttavia, grazie a Boezio la terminologia logica aristotelica passò alla lingua latina, e la tradizione filosofica medievale se ne servì prontamente: ricordiamo, ad esempio, alcuni concetti universalmente utilizzati in ambito filosofico come atto (actus), potenza (potentia), principio (principium), universale (universale), contingente (contingens).” (tratto da Manuale di storia di filosofia medievale)

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Spinoza Web: il portale dedicato a Spinoza

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Spinoza Web è il portale ideato e curato dal Dipartimento di “Philosophy and Religious Studies” dell’Università di Utrecht interamente dedicato al filosofo. È articolato in due grandi “sezioni”:

Il sito è ancora in versione beta ed è aperto a suggerimenti per il suo miglioramento.

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eBook di filosofia: T. Rossi, Della mente sovrana del mondo

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Tommaso Rossi, Della mente sovrana del mondo

“Tommaso Rossi (1673-1743) fu abate di Montefusco, corrispondente di Vico e studioso profondo di metafisica. Nelle sue opere filosofiche Dell’animo dell’uomo e Della mente sovrana del mondo, egli affronta la questione della natura umana e della natura dell’anima divina, incrociando questioni centrali nella filosofia moderna come il rapporto mente-corpo, le possibilità di conoscenza umana a proposito delle cose naturali e delle cose divine e la definizione della materia. Avversa a ogni forma di ateismo e di materialismo, la riflessione di Rossi riesce a recepire quella parte del dibattito filosofico che, tra Locke, Cartesio e Spinoza, andava a definire il nuovo campo e il nuovo metodo della scienza naturale. Della mente sovrana del mondo (1743), la cui terza parte è dedicata all’esame del sistema spinoziano, rimane un documento complesso non solo della ricezione di Spinoza, ma anche della ridefinizione filosofica di un ordine cosmologico e gnoseologico, nel quale l’ingegno umano giocherà un ruolo importante.”

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eBook di filosofia: F. van den Enden, Free Political Propositions and Considerations of State

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Franciscus van den Enden (a cura di Wim Klever), Free Political Propositions and Considerations of State.

“Nel corso degli anni sessanta si diffuse la voce che Van den Enden fosse ateo, sostanzialmente confermata da due brevi testi che pubblicò, anonimi, in questo periodo: Kort Verhael van Nieuw Nederland (“Breve resocoto sui nuovi Paesi Bassi”), del 1662, e Vrye Politijke Stellingen (“Libere proposte politiche”), del 1665. In questi testi, in effetti, Van den Enden esponeva le convinzioni filosofico-politiche che aveva gradualmente maturato, influenzato anche dagli studi che aveva portato avanti tra gli anni cinquanta e sessanta (nel trattato del 1665 compaiono, ad esempio, riferimenti diretti a Machiavelli e Grozio). Van den Enden affermava energicamente i principi di uguaglianza e di partecipazione collettiva alla vita politica, ritenendo che solo su di essi avrebbe potuto basarsi uno Stato stabile perché equo; era fautore di un ideale democratico radicale che sviluppò, nei suoi fondamenti e nelle sue implicazioni verosimili, tratteggiando nel Kort Verhael una proposta di costituzione per le colonie olandesi dell’America settentrionale, dove insisteva sulla libertà di pensiero, di parola e di culto, e sulla fondamentale separazione della sfera religiosa da quella politica. Giungeva a sostenere l’opportunità di estromettere dalle comunità desiderose di restare libere i predicatori, la cui influenza sulle opinioni considerava assolutamente deleteria. Affermava il principio dell’elettività delle cariche pubbliche e della votazione a maggioranza, con un suffragio basato sul criterio dell’istruzione ma tale da non fare alcuna distinzione tra uomini e donne. L’ostilità di Van den Enden rispetto alle ingerenze del potere religioso nella vita politica (del tutto analoga a quelle di Spinoza, anche se resta difficile stabilire con sicurezza relazioni di influenza) contribuì probabilmente a far nascere intorno a lui la fama di ateo; De Nazelle sosteneva che a Van den Enden si potesse attribuire, al massimo, un blando deismo, mentre uno dei primi biografi di Spinoza, Colerus, affermava senza esitazione che Van den Enden era responsabile della corruzione dei suoi studenti e della loro deviazione verso l’ateismo.” (tratto da Wikipedia)

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Franciscus van den Enden: il sito dedicato al maestro di Spinoza

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[piccolo schizzo raffigurante van den Enden e gli altri cospiratori coinvolti nel complotto contro Luigi XIV di Francia in procinto di essere impiccati, di fronte alla Bastiglia, nel 1674. Unica immagine di van den Enden ad essere sopravvissuta]

Se siete interessati a van den Enden, poeta, filosofo, mercante d’arte e maestro di Spinoza, vi segnaliamo Franciscus van den Enden, il sito a lui dedicato, frutto di un progetto di ricerca presso l’Università  di Ghent.

Queste le interessenti risorse che potete trovate:

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eBook di filosofia: W. Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

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Wim Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

“In uno stimolante ed originale articolo, Spinoza e l’acutissimo fiorentino, Paolo Cristofolini sostiene l’esistenza di una profonda «continuità di pensiero» tra Machiavelli e Spinoza. Egli colloca questa continuità nella simpatia che le opere di Machiavelli avevano nel circolo intellettuale nel quale si è sviluppata la filosofia di Spinoza. Una figura importante, in un certo senso il fondatore di questo circolo, fu il maestro di Spinoza, Franciscus Van den Enden, che viene descritto da Cristofolini come un cultore di Machiavelli. Tale qualifica non viene usata per Spinoza, ma non c’è dubbio che Cristofolini consideri anche Spinoza un ammiratore e discendente teoretico di Machiavelli.” (tratto da Foglio Spinoziano)

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eBook di filosofia: J. Toland, Letters to Serena

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John Toland,  Letters to Serena

” Gli vennero anche affidate varie missioni presso le corti di Hannover e Berlino, e nel corso di questi viaggi, oltre a incontrare Leibniz, entrò in contatto con la regina Sofia Carlotta di Prussia, alla quale dedicò nel 1704 Letters to Serena (trad. it. Lettere a Serena). In quest’opera T. si propone di combattere la superstizione e di affossare ogni forma di religione politica (è il tema libertino della religione come instrumentum regni) instaurando nuovi rapporti civili e morali e rinnovando la forza di un’originaria religione naturale. Si impegna quindi a dimostrare la necessità di una liberazione da pregiudizi e convinzioni passivamente assimilati fin dall’infanzia, ricostruendo l’origine delle più diffuse credenze religiose (in primis di quella nell’immortalità dell’anima) e delle false concezioni che investono anche il campo della filosofia naturale, come quelle relative alla separazione del moto dalla materia o alla natura dello spazio, che lo portano a criticare le posizioni di Newton in proposito. Rivendica invece un’interpretazione materialistica della legge d’inerzia e afferma l’ «autokinesis» della materia. Questa tesi e la discussione dei concetti di spazio e tempo assoluti si ponevano in netta opposizione con l’interpretazione teologico-apologetica corrente della fisica newtoniana.” (tratto da Treccani.it)

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