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eBook di filosofia: I. Caiazzo, Un commento altomedievale al De arithmetica di Boezio

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Irene Caiazzo, Un commento altomedievale al De arithmetica di Boezio, in Archivum Latinitatis Medii Aevi, 2000, 58 (58), pp.113-150
” L’opera di traduzione e commento dell’ultimo degli Antichi, come universalmente fu definito Boezio, è stata fondamentale per la conservazione e la trasmissione al mondo latino della cultura filosofica greca. La traduzione di Aristotele faceva parte di un programma complesso, che prevedeva anche la traduzione di tutti i dialoghi di Platone, in modo da far emergere la convergenza, nonostante l’apparente discordanza, delle due maggiori filosofie del passato, come lo stesso Boezio spiega nel suo commento al De interpretatione. Di fatto, il progetto di traduzione si limitò alle opere logiche di Aristotele, e la conciliazione dei due massimi filosofi non avvenne. Tuttavia, grazie a Boezio la terminologia logica aristotelica passò alla lingua latina, e la tradizione filosofica medievale se ne servì prontamente: ricordiamo, ad esempio, alcuni concetti universalmente utilizzati in ambito filosofico come atto (actus), potenza (potentia), principio (principium), universale (universale), contingente (contingens).” (tratto da Manuale di storia di filosofia medievale)

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Spinoza Web: il portale dedicato a Spinoza

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Spinoza Web è il portale ideato e curato dal Dipartimento di “Philosophy and Religious Studies” dell’Università di Utrecht interamente dedicato al filosofo. È articolato in due grandi “sezioni”:

Il sito è ancora in versione beta ed è aperto a suggerimenti per il suo miglioramento.

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eBook di filosofia: T. Rossi, Della mente sovrana del mondo

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Tommaso Rossi, Della mente sovrana del mondo

“Tommaso Rossi (1673-1743) fu abate di Montefusco, corrispondente di Vico e studioso profondo di metafisica. Nelle sue opere filosofiche Dell’animo dell’uomo e Della mente sovrana del mondo, egli affronta la questione della natura umana e della natura dell’anima divina, incrociando questioni centrali nella filosofia moderna come il rapporto mente-corpo, le possibilità di conoscenza umana a proposito delle cose naturali e delle cose divine e la definizione della materia. Avversa a ogni forma di ateismo e di materialismo, la riflessione di Rossi riesce a recepire quella parte del dibattito filosofico che, tra Locke, Cartesio e Spinoza, andava a definire il nuovo campo e il nuovo metodo della scienza naturale. Della mente sovrana del mondo (1743), la cui terza parte è dedicata all’esame del sistema spinoziano, rimane un documento complesso non solo della ricezione di Spinoza, ma anche della ridefinizione filosofica di un ordine cosmologico e gnoseologico, nel quale l’ingegno umano giocherà un ruolo importante.”

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eBook di filosofia: F. van den Enden, Free Political Propositions and Considerations of State

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Franciscus van den Enden (a cura di Wim Klever), Free Political Propositions and Considerations of State.

“Nel corso degli anni sessanta si diffuse la voce che Van den Enden fosse ateo, sostanzialmente confermata da due brevi testi che pubblicò, anonimi, in questo periodo: Kort Verhael van Nieuw Nederland (“Breve resocoto sui nuovi Paesi Bassi”), del 1662, e Vrye Politijke Stellingen (“Libere proposte politiche”), del 1665. In questi testi, in effetti, Van den Enden esponeva le convinzioni filosofico-politiche che aveva gradualmente maturato, influenzato anche dagli studi che aveva portato avanti tra gli anni cinquanta e sessanta (nel trattato del 1665 compaiono, ad esempio, riferimenti diretti a Machiavelli e Grozio). Van den Enden affermava energicamente i principi di uguaglianza e di partecipazione collettiva alla vita politica, ritenendo che solo su di essi avrebbe potuto basarsi uno Stato stabile perché equo; era fautore di un ideale democratico radicale che sviluppò, nei suoi fondamenti e nelle sue implicazioni verosimili, tratteggiando nel Kort Verhael una proposta di costituzione per le colonie olandesi dell’America settentrionale, dove insisteva sulla libertà di pensiero, di parola e di culto, e sulla fondamentale separazione della sfera religiosa da quella politica. Giungeva a sostenere l’opportunità di estromettere dalle comunità desiderose di restare libere i predicatori, la cui influenza sulle opinioni considerava assolutamente deleteria. Affermava il principio dell’elettività delle cariche pubbliche e della votazione a maggioranza, con un suffragio basato sul criterio dell’istruzione ma tale da non fare alcuna distinzione tra uomini e donne. L’ostilità di Van den Enden rispetto alle ingerenze del potere religioso nella vita politica (del tutto analoga a quelle di Spinoza, anche se resta difficile stabilire con sicurezza relazioni di influenza) contribuì probabilmente a far nascere intorno a lui la fama di ateo; De Nazelle sosteneva che a Van den Enden si potesse attribuire, al massimo, un blando deismo, mentre uno dei primi biografi di Spinoza, Colerus, affermava senza esitazione che Van den Enden era responsabile della corruzione dei suoi studenti e della loro deviazione verso l’ateismo.” (tratto da Wikipedia)

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Franciscus van den Enden: il sito dedicato al maestro di Spinoza

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[piccolo schizzo raffigurante van den Enden e gli altri cospiratori coinvolti nel complotto contro Luigi XIV di Francia in procinto di essere impiccati, di fronte alla Bastiglia, nel 1674. Unica immagine di van den Enden ad essere sopravvissuta]

Se siete interessati a van den Enden, poeta, filosofo, mercante d’arte e maestro di Spinoza, vi segnaliamo Franciscus van den Enden, il sito a lui dedicato, frutto di un progetto di ricerca presso l’Università  di Ghent.

Queste le interessenti risorse che potete trovate:

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eBook di filosofia: W. Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

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Wim Klever, Imperium aeternum. La critica di Spinoza a Machiavelli e la sua fonte in Van den Enden

“In uno stimolante ed originale articolo, Spinoza e l’acutissimo fiorentino, Paolo Cristofolini sostiene l’esistenza di una profonda «continuità di pensiero» tra Machiavelli e Spinoza. Egli colloca questa continuità nella simpatia che le opere di Machiavelli avevano nel circolo intellettuale nel quale si è sviluppata la filosofia di Spinoza. Una figura importante, in un certo senso il fondatore di questo circolo, fu il maestro di Spinoza, Franciscus Van den Enden, che viene descritto da Cristofolini come un cultore di Machiavelli. Tale qualifica non viene usata per Spinoza, ma non c’è dubbio che Cristofolini consideri anche Spinoza un ammiratore e discendente teoretico di Machiavelli.” (tratto da Foglio Spinoziano)

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eBook di filosofia: J. Toland, Letters to Serena

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John Toland,  Letters to Serena

” Gli vennero anche affidate varie missioni presso le corti di Hannover e Berlino, e nel corso di questi viaggi, oltre a incontrare Leibniz, entrò in contatto con la regina Sofia Carlotta di Prussia, alla quale dedicò nel 1704 Letters to Serena (trad. it. Lettere a Serena). In quest’opera T. si propone di combattere la superstizione e di affossare ogni forma di religione politica (è il tema libertino della religione come instrumentum regni) instaurando nuovi rapporti civili e morali e rinnovando la forza di un’originaria religione naturale. Si impegna quindi a dimostrare la necessità di una liberazione da pregiudizi e convinzioni passivamente assimilati fin dall’infanzia, ricostruendo l’origine delle più diffuse credenze religiose (in primis di quella nell’immortalità dell’anima) e delle false concezioni che investono anche il campo della filosofia naturale, come quelle relative alla separazione del moto dalla materia o alla natura dello spazio, che lo portano a criticare le posizioni di Newton in proposito. Rivendica invece un’interpretazione materialistica della legge d’inerzia e afferma l’ «autokinesis» della materia. Questa tesi e la discussione dei concetti di spazio e tempo assoluti si ponevano in netta opposizione con l’interpretazione teologico-apologetica corrente della fisica newtoniana.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: G. Berkeley, Three Dialogues between Hylas and Philonous

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George Berkeley, Three Dialogues between Hylas and Philonous

“È una delle opere giovanili di Berleley, pubblicata nel 1713, a 28 anni, dedicata alle questioni relative alla conoscenza umana e alla natura della materia. È un’opera brillante, scritta nello stile aperto del dialogo, con accenti a volte letterari, nel solco della tradizione umanista; i nomi dei personaggi fanno riferimento alla materia (Hylas) e alla mente (Philonous) e chiariscono quale sarà nel corso di tutto il dialogo la posizione dei due interlocutori.
È in tre libri, dedicati rispettivamente alla natura della materia, alla nozione di Dio, alla difesa dell’“immaterialismo”.
Primo dialogo: Berkeley nega la nozione di materia come sostrato e nega che possa essere considerata un dato empirico diretto; perviene a queste conclusioni dopo una lunga disanima sul calore, sui colori e la luce, sul movimento, sulla solidità, sulla distinzione tra qualità primarie e secondarie – tutti temi trattati discorsivamente, senza un piano prestabilito. Il tema affrontato in realtà è uno solo, quello della natura della materia.
Secondo dialogo: Berkeley introduce l’indagine su Dio sulla base della negazione della realtà indipendente della materia, comunque la si concepisca, e del principio «esse est percipi».
Terzo dialogo: Berkeley nega con forza e ampiezza di argomentazioni che l’immaterialismo possa essere considerato paradossale e assurdo; anzi, ne chiarisce l’evidenza alla luce della razionalità filosofica, definendo con cura il rapporto tra Dio, la mente dell’uomo e l’oggettività delle cose.” (trattoda DeAgostini Philosophica)

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eBook di filosofia: A. Arnauld, Oeuvres philosophiques

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Antoine Arnauld, Oeuvres philosophiques

“Antoine Arnauld (1612–1694) was a powerful figure in the intellectual life of seventeenth-century Europe. He had a long and highly controversial career as a theologian, and was an able and influential philosopher. His writings were published and widely read over a period of more than fifty years and were assembled in 1775–1782 in forty-two large folio volumes.

Evaluations of Arnauld’s work as a theologian vary. Ian Hacking, for example, says that Arnauld was “perhaps the most brilliant theologian of his time” (Hacking 1975a, 25). Ronald Knox, on the other hand, says, “It was the fashion among the Jansenists to represent Antoine Arnauld as a great theologian; he should be remembered, rather as a great controversialist… A theologian by trade, Arnauld was a barrister by instinct” (Knox 1950, 196). It is agreed on all sides, however, that Arnauld was acute and learned in theology as well as in philosophy.

Arnauld was an important participant in the philosophical debates of his century, and carried out famous intellectual exchanges with Descartes, Malebranche, and Leibniz. In addition, the Port-Royal Logic, l’Art de penser, which he co-authored with Pierre Nicole, was a standard text in the field for two centuries. Less attention has been paid to Arnauld’s lifelong efforts to reconcile the doctrine of grâce efficace par elle-même with freedom of will, though they have many connections with the debate about determinism and free will that continues to this day.” (tratto dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy)

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Catalogo della Corrispondenza di Marin Mersenne

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All’interno dell’interessante portale Early Modern Letters Online (EMTO), dedicato agli epistolari di età moderna, trovate il Catalogo della Corrispondenza di Marin Mersenne, matematico, filosofo e scienzato in contatto con i più noti filosofi, eruditi e scienziati del suo tempo: N.-C. Fabri de Peiresc, R. Descartes, P. Gassendi, P. Fermat, Pascal padre e figlio, Th. Hobbes, Ch. Huygens, E. Torricelli.

Nel catalogo sono presenti le descrizioni delle lettere, delle biblioteche che conservano il manoscritto e della presenza della versione stampata.

“Mersenne was one of the most active ‘intelligencers’ and intellectual impresarios of the seventeenth century. He is perhaps best known as the friend, correspondent, and agent of Descartes, but his network of personal and intellectual contacts ranged far and wide, including not only philosophers but also mathematicians, musical theorists, medical men, antiquarians, oriental scholars, and theologians — Dutch, English and Italian as well as French, and Protestant as well as Catholic. He acted as midwife to many publications, and wrote significant works of his own on theology, music, and natural philosophy.

Of fairly humble origins (his father was an overseer of farm workers), Mersenne was a pupil at the Jesuit college of La Flèche from 1604 to 1609. After two years studying theology at the Sorbonne he entered the Minim order of friars in 1611. From 1619 until the end of his life (with occasional interruptions) he lived in the Minim convent near the Place royale in Paris. His early publications were, in part or in whole, polemical works, directed against hermeticists and occultists, deists, libertines, and sceptics; his attack on the hermeticist Robert Fludd brought him to the attention of Pierre Gassendi, who became a close friend. During the early 1620s he also became acquainted with Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, who introduced him to a wider circle of Parisian intellectuals and became a mentor, and a model, for Mersenne’s own development as an intelligencer. In 1626 Mersenne published the first of his scientific compilations, Synopsis mathematica, a collection of ancient and recent mathematical texts. By this stage he had begun holding weekly scientific discussions in his convent, and developing correspondence with learned men throughout Europe. His close friendship with Descartes apparently dates from the latter’s long stays in Paris in the 1620s; when Descartes moved to the Netherlands in 1628 he entrusted Mersenne with the task of managing all his French correspondence.

During the early 1630s Mersenne was attracted to, and became an active proselytiser for, the ‘new’ mechanistic philosophy. This may have been stimulated by a visit to Isaac Beeckman in the Netherlands in 1630; it was strengthened by prolonged study of the works of Galileo, whose treatise on mechanics Mersenne translated and published in 1634. In the mid-1630s he was also working intensively on musical matters, gathering and publishing a mass of material on almost every aspect of music, from its physics to its history. Mersenne went to great trouble to arrange the publication of Descartes’s Meditationes in 1641, commissioning sets of ‘objections’ from various writers, to which Descartes wrote replies. Two of the objectors were major philosophers deeply opposed to Cartesian principles: Gassendi and Thomas Hobbes (who had first met Mersenne in the mid-1630s, and became a close friend after his move to Paris in late 1640). It was characteristic of Mersenne that he could maintain the most friendly relations with people who were intellectually at daggers drawn; another of his most valued acquaintances was the mathematician Gilles Personne de Roberval, a notoriously outspoken anti-Cartesian.

Mersenne published two important compilations of scientific works in 1644, and a third in 1647; they included treatises by Hobbes and Roberval, and texts by Torricelli. He travelled to Italy in 1644–5, and to the south of France in 1646–7. But after his return to Paris he fell ill, and on 1 September 1648 he died. He left several unpublished manuscripts (an optical treatise was printed in 1651), a mass of correspondence, and grieving friends throughout the learned world. Mersenne was not a major original thinker, but the stimulus he gave to other writers in many fields — by posing problems, transmitting objections, supplying information, brokering contacts, prompting publication or indeed organizing it himself — was absolutely invaluable”.

 

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