Archivi tag: Hegel

eBook di filosofia: G. Frilli, Ragione, desiderio, artificio. Hegel e Hobbes a confronto

Frilli

Guido Frilli,  Ragione, desiderio, artificio. Hegel e Hobbes a confronto

“Che cos’è il desiderio? Quali sono i poteri della ragione? Che cosa spinge gli uomini a oltrepassare la natura? Dove cercare le basi e le forme fondamentali della convivenza? Seguendo il filo di queste domande, lo studio ambisce a impostare un confronto teorico tra Hegel e Hobbes, nella convinzione che un dialogo a tutto campo tra i due filosofi possa contribuire a una migliore comprensione dei rispettivi sistemi. L’esame delle molte affinità di impostazione problematica, così come delle radicali divergenze di soluzione, lascia emergere in controluce il profilo di una modernità autocritica, sensibile alle ipoteche e ai presupposti del progetto di autoaffermazione umana mediante la ragione e l’artificio. “

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eBook di filosofia: A. P. Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

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Alain Patrick Olivier, Hegel’s Last Lectures on Aesthetics in Berlin 1828/29 and the Contemporary Debates on the End of Art

” The thesis of the “death of art” or the “end of art” is both a central and a structural thesis in Hegel’s Aesthetics and one of the most discussed of his philosophy. One can wonder, nevertheless, how the End-of-Art is compatible, even constitutive of a theory of contemporary art. The problem is both a current and a historical one. In this paper, I try to consider this paradox while returning to the very sources of Hegel’s philosophy, i.e. to what is deemed the origin of the “rumour” of an “end of art” thesis, namely in the letters written by his student and composer Felix Mendelssohn Bartholdy. I take then into account how the thesis appears in the last lecture on aesthetics given by Hegel at the Berlin University in 1828/29, in order to clarify to what extent the thesis is compatible or not with the possibility of modern art, and if Arthur Coleman Danto’s and Dieter Henrich’s assumptions for example are tenable regarding the new sources”

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Revista Eletrônica Estudos Hegelianos: una rivista online dedicata ad Hegel

Revista Hegel

La Revista Eletrônica Estudos Hegelianos è la rivista online nata nel 2004 della Sociedade Hegel Brasileira (SHB) con la finalità di pubblicare articoli di studiosi brasiliani sulla filosofia hegeliana.

Nel 2017 è iniziata una nuova fase per la rivista con il supporto del Prof. Manuel Moreira da Silva, segretario della SHB;  la rivista infatti si apre a contributi (articoli, saggi, recensioni e traduzioni) sulla filosofia classica tedesca con un attenzione particolare agli studi su Hegel.

 

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eBook di filosofia: C. Sini, La dialettica nella Fenomenologia di Hegel

sini

Carlo Sini, La dialettica nella Fenomenologia di Hegel
Tesi di Laurea di Carlo Sini (relatore Enzo Paci, correlatore Leo Lugarini)
Per una rilettura della Fenomenologia hegeliana
L’orizzonte della coscienza nella «Fenomenologia dello spirito» di Hegel 

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eBook di filosofia: O. Pöggeler, Machiavelli e Hegel. Potere ed eticità

Macchiavelli

O. Pöggeler, Machiavelli e Hegel. Potere ed eticità

“L’articolo Machiavelli und Hegel. Macht und Sittlichkeit, che si presenta qui per la prima volta in traduzione italiana per gentile concessione dell’autore e della casa editrice De Gruyter, è contenuto nel volume Philosophische Elemente der Tradition des politischen Denkens: Josef Derbolav zum 65. Geburtstag, hrsg. von Erich Heintel, Oldenbourg, Wien, München 1979, pp. 173-198. Riprendendo alcuni nodi tematici trattati nel saggio Filosofia e Rivoluzione nel giovane Hegel, Pöggeler, dopo aver tracciato una breve panoramica della ricezione di Machiavelli nel pensiero tedesco, analizza la ripresa hegeliana del Principe, inquadrandola nel più ampio dibattito sul concetto di ragion di stato. La domanda chiave sul rapporto fra potere ed eticità consente di leggere in una diversa prospettiva l’Auseinandersetzung di Hegel con Machiavelli, correggendo interpretazioni distorte e invitando a un confronto tra il pensiero contemporaneo e i modelli della filosofia classica tedesca.

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eBook di filosofia: Hegel, Logic

Hegel

Hegel, Logic; traduzione in inglese della Scienza della Logica (Wissenschaft der Logik)

“Opera (1812-16) di G. W. Fr. Hegel, pubblicata in due volumi composti di tre tomi. È suddivisa in logica oggettiva, a sua volta suddivisa in dottrina dell’essere e dottrina dell’essenza, e logica soggettiva ossia dottrina del concetto. Il contenuto della scienza della logica è costituito dalle pure essenzialità, dai puri pensieri, ossia dai concetti o categorie presi per sé, nella loro concatenazione e nel loro sviluppo, prima della creazione della natura e di uno spirito finito. «La logica – dice Hegel – è perciò da intendere come il sistema della ragion pura, come il regno del puro pensiero». E poiché i concetti o categorie della logica costituiscono la trama metafisica della realtà, logica e metafisica vengono a convergere. Di qui la polemica che Hegel svolge contro la «filosofia critica», cioè la filosofia di Kant, la quale mette «i pensieri come un mezzo fra noi e le cose, nel senso che questo mezzo ci escluda fuor dalle cose piuttosto che concluderci, o unirci, con esse»: cioè Kant concepisce i concetti o categorie solo come funzioni soggettive, destinate a sintetizzare le intuizioni sensibili, e non vede che quei concetti o categorie, lungi dall’essere funzioni soggettive, sono pensieri oggettivi, che ci danno la trama metafisica del reale. Il compito della logica è quindi quello di ricostruire i concetti o categorie nel pensiero e attraverso il pensiero, senza fare alcun riferimento alla sensibilità o alla natura. La prima parte della scienza della logica è costituita, come si è detto, dalla dottrina dell’essere, la quale si divide in tre parti: qualità (l’essere come determinatezza in quanto tale), quantità (l’essere come determinatezza superata), misura (l’essere come quantità determinata qualitativamente). Le prime categorie della logica dell’essere, che sono essere-nulla-divenire, sono state oggetto di molte critiche, anche nell’ambito delle filosofie idealistiche (che di qui sono partite per proporre varie ‘riforme’ della dialettica hegeliana). Hegel afferma di incominciare con la categoria del «puro essere», perché essa è la categoria più astratta e più povera; e infatti il «puro essere» è la «pura astrazione», e «per conseguenza è l’assolutamente negativo, il quale, preso anche immediatamente, è il niente». La verità dell’essere come del niente è l’unità di entrambi, e questa unità è il divenire. Vari critici hanno obiettato che se la categoria del puro essere è così astratta e povera da identificarsi con il niente, non si vede come queste due categorie possano dialettizzarsi fra loro e dare origine al divenire, dal quale sorge poi l’essere determinato. La seconda parte della scienza della logica, la dottrina dell’essenza, si articola in tre parti: l’essenza in quanto appare (scheint) in sé stessa; l’essenza in quanto esce fuori di sé nell’esistenza in cui si manifesta (erscheint); e infine l’essenza in quanto unità di essenza e fenomeno nella realtà effettiva (Wirklichkeit). Nella dottrina dell’essenza Hegel presenta la propria logica come una logica della contraddizione, in radicale contrasto con la logica aristotelica basata sul principio di non-contraddizione. «Si dovrebbe dunque dire – egli afferma – che tutte le cose sono in sé stesse contraddittorie», e che questa proposizione «esprime la verità e l’essenza delle cose», poiché la contraddizione «è la radice di ogni movimento e vitalità», e «qualcosa si muove, ha un istinto e un’attività, solo in quanto ha in se stesso una contraddizione». La terza parte della scienza della logica, ossia la dottrina del concetto, si suddivide anch’essa in tre grandi parti: quella della soggettività, quella dell’oggettività e quella dell’idea.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: Hegel, Filosofia della storia

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Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Filosofia della storia

Hegel’s philosophy of history is perhaps the most fully developed philosophical theory of history that attempts to discover meaning or direction in history (1824a, 1824b, 1857). Hegel regards history as an intelligible process moving towards a specific condition—the realization of human freedom. “The question at issue is therefore the ultimate end of mankind, the end which the spirit sets itself in the world” (1857: 63). Hegel incorporates a deeper historicism into his philosophical theories than his predecessors or successors. He regards the relationship between “objective” history and the subjective development of the individual consciousness (“spirit”) as an intimate one; this is a central thesis in his Phenomenology of Spirit (1807). And he views it to be a central task for philosophy to comprehend its place in the unfolding of history. “History is the process whereby the spirit discovers itself and its own concept” (1857: 62). Hegel constructs world history into a narrative of stages of human freedom, from the public freedom of the polis and the citizenship of the Roman Republic, to the individual freedom of the Protestant Reformation, to the civic freedom of the modern state. He attempts to incorporate the civilizations of India and China into his understanding of world history, though he regards those civilizations as static and therefore pre-historical (O’Brien 1975). He constructs specific moments as “world-historical” events that were in the process of bringing about the final, full stage of history and human freedom. For example, Napoleon’s conquest of much of Europe is portrayed as a world-historical event doing history’s work by establishing the terms of the rational bureaucratic state. Hegel finds reason in history; but it is a latent reason, and one that can only be comprehended when the fullness of history’s work is finished: “When philosophy paints its grey on grey, then has a shape of life grown old. … The owl of Minerva spreads its wings only with the falling of the dusk” ((Hegel 1821: 13). (See O’Brien (1975), Taylor (1975), and Kojève (1969) for treatments of Hegel’s philosophy of history.)

It is worth observing that Hegel’s philosophy of history is not the indefensible exercise of speculative philosophical reasoning that analytic philosophers sometimes paint it. His philosophical approach is not based solely on foundational apriori reasoning, and many of his interpretations of concrete historical developments are quite insightful. Instead he proposes an “immanent” encounter between philosophical reason and the historical given. His prescription is that the philosopher should seek to discover the rational within the real—not to impose the rational upon the real. “To comprehend what is, this is the task of philosophy, because what is, is reason” (1821: 11). His approach is neither purely philosophical nor purely empirical; instead, he undertakes to discover within the best historical knowledge of his time, an underlying rational principle that can be philosophically articulated (Avineri 1972).” (tratto da Philosophy of History, SEP)

 

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A Hegel Bibliography: una bibliografia aggiornata sulle opere e il pensiero di Hegel

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A Hegel Bibliography è l’estesa bibliografia secondaria degli scritti su Hegel in lingua inglese compilata da Andrew Chitty, dell’Università del Sussex. Sono presenti anche citazioni di testi e articoli scritti in francese e in tedesco. La bibliografia è costantemente aggiornata  ed è articolata in 8 sezioni:

  • GENERAL
  • TEXTS
  • PRECURSORS: UP TO HERDER
  • PRECURSORS: GERMAN IDEALISM
  • DEVELOPMENT OF HEGEL’S THOUGHT
  • RECOGNITION AND INTERSUBJECTIVITY
  • PHENOMENOLOGY OF SPIRIT
  • LOGIC AND METAPHYSICS
  • NATURE AND SUBJECTIVE SPIRIT (REALPHILOSOPHIE)
  • POLITICS, ETHICS AND HISTORY
  • RELIGION AND ART
  • SUBSEQUENT PHILOSOPHERS AND HEGEL

 

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