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eBook di filosofia: A. Arienzo, F. Pisano e S. Testa (a cura di), Fenomenologia dello spirito di Hegel. Problemi e interpretazioni

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Alessandro Arienzo, Francesco Pisano e Simone Testa (a cura di), Fenomenologia dello spirito di Hegel. Problemi e interpretazioni

“Il volume raccoglie saggi dedicati alla Fenomenologia dello spirito di G.W.F. Hegel e ad alcune sue principali interpretazioni. A scritti dal taglio più nettamente storiografico che ne ricostruiscono le influenze in autori quali Marx, Gentile, Heidegger, Kojève, Paci, Lacan e Brandom, si affiancano contributi volti a ricostruire alcuni nodi categoriali che, sollecitati dal testo hegeliano, hanno segnato le riflessioni etiche, teoretiche, filosofico-politiche e psicoanalitiche successive: dialettica, cultura, negazione, desiderio, corpo, fenomeno, riconoscimento. Questa raccolta non intende quindi né riproporre la lettera del testo hegeliano, né avanzare una sua specifica interpretazione. Piuttosto, gli autori hanno condiviso lo sforzo di illustrare in actu exercito le possibilità di movimento tra questi due estremi – testo e interpretazione – tra cui la cultura filosofica si muove. Attraverso questo movimento la Fenomenologia dello spirito continua a produrre filosofia, ossia ad essere occasione e strumento per la comprensione del “proprio tempo col pensiero”.

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eBook di filosofia: L. Michielon (a cura di), Die Klage des Ideellen (Il lamento dell’ideale). Beethoven e la filosofia hegeliana

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Letizia Michielon (a cura di), Die Klage des Ideellen (Il lamento dell’ideale). Beethoven e la filosofia hegeliana

“Un mistero avvolge il mancato incontro umano e intellettuale tra Beethoven ed Hegel, personalità che sintetizzano compiutamente un intero Zeitgeist. Li accomuna la riflessione sul suono, definito nell’Enciclopedia «il lamento dell’ideale», e la fiducia in un percorso in grado di restituire l’eco di quella formazione alla felicità e alla libertà in cui consiste il cuore stesso della Bildung. Ritornando alle fonti del pensiero hegeliano, ai cui principi si ispira la morfologia musicale, il volume contribuisce a portare in luce la complessità dell’orizzonte culturale beethoveniano e la tensione alla verità racchiusa nel suo linguaggio compositivo ove, grazie alla sospensione del sensibile nella trascendenza verso la forma, splende come una stella la rappresentazione della speranza.”

 

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eBook di filosofia: F. Campana, La filosofia hegeliana della letteratura

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Francesco Campana, La filosofia hegeliana della letteratura

Tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova (2016)

“’L’oggetto del presente lavoro è la filosofia hegeliana della letteratura e l’obiettivo che ci si prefigge è quello di interpretare la concreta produzione letteraria contemporanea, attraverso i concetti della ‘filosofia della letteratura’ del pensatore tedesco.
Si intendono dimostrare due tesi:
1. La letteratura non va incontro alla ‘fine dell’arte’ nello stesso modo in cui accade per le altre arti. La forma d’arte letteraria sembra infatti avere, in sé, gli elementi capaci di resistere a un mutamento irreversibile del proprio status. La letteratura, tra le arti, sembra l’arte che più resiste agli stravolgimenti, perché ha in sé, forse da sempre, i germi della sua ‘fine’.
2. Nella produzione letteraria contemporanea, è possibile vedere realizzate alcune delle tendenze che rispondono ai caratteri dell’opera d’arte letteraria, così come veniva teorizzata da Hegel, nell’interpretazione che verrà qui proposta della sua ‘filosofia della letteratura’.
La prima parte dell’elaborato è dedicata alla discussione della letteratura critica sulla filosofia hegeliana dell’arte e sulla filosofia hegeliana della letteratura. Viene affrontato il problema dell’’attualizzazione’ nella contemporaneità di una filosofia del come quella di Hegel. Si cercano di individuare le modalità, i limiti e le potenzialità di una interpretazione del presente attraverso il pensiero hegeliano. La questione dell’attualità è strettamente legata a quella della modernità e della contemporaneità. Si approfondisce quindi il concetto di modernità, come è stato inteso da Hegel. Hegel, infatti, ha fornito gran parte della cornice concettuale all’interno della quale noi pensiamo il moderno.
La seconda parte dell’elaborato è dedicata all’analisi della ‘filosofia della letteratura’ di Hegel. Si analizzano, in primo luogo, le caratteristiche che il pensiero sulla letteratura ha in Hegel. La ‘filosofia della letteratura’ hegeliana è una filosofia costituita da una dimensione teorica, critica e storica. Si passa poi a individuare il ruolo dell’arte nel sistema hegeliano in generale e della letteratura in quello hegeliano delle arti. L’arte è la prima forma del sapere assoluto e occupa una posizione intermedia tra sensazione e pensiero. La letteratura, la ‘poesia’, in termini hegeliani è l’arte che più esprime, rispetto alle altre arti, il concetto di arte (aspetto normativo della letteratura) e, allo stesso tempo, per la sua posizione di confine e di vicinanza alle altre forme dello spirito assoluto, la migliore candidata a sperimentare la fine (aspetto eccedente). La poesia, infatti, utilizza la parola come suo mezzo espressivo. Questo la colloca in una posizione di stretta vicinanza con il quotidiano, la vita di tutti i giorni, da una parte, e le altre forme dello spirito assoluto, la religione e, soprattutto, la filosofia. La ‘poesia’ si trova così stretta tra la ‘prosa del mondo’ o ‘prosa del quotidiano’ e la ‘prosa della scienza’ o ‘prosa del pensiero’. Questi tre elementi, costituiranno la traccia per il modello di interpretazione della produzione letteraria contemporanea, presente nella terza parte. Ci si chiede quindi se la filosofia della letteratura hegeliana sia una teoria antiessenzialista e si indaga la possibilità di rinvenire, in Hegel, una teoria del romanzo. Si analizzano, infine, alcuni elementi e caratteri che caratterizzano l’arte nella modernità, per Hegel, in stretta relazione con la letteratura (umano; comico, ironico, umoristico; quotidiano).
Nella terza parte viene proposta un’interpretazione ‘hegeliana’ della produzione letteraria contemporanea. Ci si sofferma sul dibattito riguardante la ‘fine’ della
letteratura. Sulla base del modello tratto dalla ‘filosofia hegeliana della letteratura’, si individuano tre poli: la ‘poesia’, che è la letteratura in quanto arte; la ‘prosa del pensiero’, che è la tendenza della poesia a superare se stessa, attuando processi riflessivi e cerebrali; la ‘prosa del quotidiano’, che è invece la tendenza a far entrare il mondo reale nella ‘poesia’. A partire dalle analisi di critica letteraria degli ultimi anni, si individua quindi la ‘prosa del pensiero’ nella cosiddetta letteratura postmoderna ‘massimalista’ (Pynchon, Wallace, Bolaño); la ‘prosa del quotidiano’ nella cosidetta letteratura di ‘non-fiction’ (Capote, Carrére, Saviano). Poiché i poli delle due ‘prose’ non sono categorie rigide, ma campi di tensione entro cui vive la molteplicità concreta e complessa della letteratura, si individuano casi a metà strada che condividono elementi tratti dalle due tendenze (Franzen, Smith).
In conclusione si evidenzia come questa struttura ‘prosa del quotidiano’- ‘poesia’-’prosa del pensiero’ costituisca, da una parte, il fatto che la poesia abbia in se stessa, come costitutivi, gli elementi della ‘fine’, dall’altra, il fatto che, proprio perché questa presenza è costitutiva, essa funge da resistenza contro una sua ‘fine’ irreversibile (inteso come mutamento strutturale del suo status).”

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eBook di filosofia: A. Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica

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Armando Manchisi, L’idea di bene in Hegel. Una teoria della normatività pratica.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2017)

“Oggetto del presente lavoro è il capitolo sull’idea del bene nella Logica di Hegel. Alla sua base si collocano tre ipotesi interpretative, fra sé legate:

a) che l’idea del bene riguardi il rapporto fra normatività pratica e realtà;
b) che sia possibile leggerla come una metaetica, ovvero come una riflessione di carattere ontologico, epistemologico e metodologico intorno alla sfera dell’agire libero;
c) che sia in grado di dialogare in modo proficuo con la riflessione metaetica contemporanea.

La tesi si divide in quattro capitoli. Il primo fornisce le coordinate generali per leggere e comprendere l’idea del bene. Obiettivo di queste pagine è soprattutto mostrare la rilevanza dell’analisi hegeliana per una teoria della normatività pratica.
A partire da ciò, il lavoro si confronta con quelle che possono essere considerate le tre coordinate fondamentali della normatività, ossia: oggettività (nel capitolo 2), realtà (nel capitolo 3), e verità (nel capitolo 4).
Il secondo capitolo si concentra sulla definizione hegeliana dell’idea del bene come autodeterminazione. Al centro di queste pagine si colloca il confronto fra il testo di Hegel e il modello metaetico costruttivista di matrice kantiana (Korsgaard).
Il terzo capitolo analizza la definizione dell’idea del bene come realizzazione, sviluppando un confronto con la posizione etica del proiettivismo (Mackie).
Il punto di arrivo di entrambe queste analisi è la critica all’antirealismo etico, ossia alla concezione che intende la realtà come priva di portata morale e che relega quindi la sfera dei valori e dei doveri entro i confini della soggettività.
Il quarto capitolo, infine, prende in considerazione l’idea del bene sotto una duplice prospettiva: da una parte, in rapporto all’idea del vero, dall’altra, nel suo passaggio all’idea assoluta. Questa analisi fa riferimento soprattutto al dibattito etico sul non-cognitivismo. L’affermazione di Hegel secondo la quale l’idea pratica può compiersi solo se integra quella teoretica consente di leggere in modo originale il rapporto fra conoscenza e volontà e, più in generale, fra normatività e realtà.”

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eBook di filosofia: M.Mustè, Lezioni sulla autocoscienza nella “Fenomenologia dello spirito” di Hegel

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Marcello Mustè, Lezioni sulla autocoscienza nella “Fenomenologia dello spirito” di Hegel

Materiale reperito nella pagina di academia.edu del docente

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eBook di filosofia: M. Mustè, Lezioni sulla dottrina hegeliana dell’essenza

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Marcello Mustè, Lezioni sulla dottrina hegeliana dell’essenza

Materiale reperito nella pagina di academia.edu del docente

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eBook di filosofia: L. Manfrini, Il peccato originale come figura del conoscere. Studio a partire dal Manuskript der Philosophie der Religion di Hegel

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Leonardo Manfrini, Il peccato originale come figura del conoscere. Studio a partire dal Manuskript der Philosophie der Religion di Hegel

Tesi di dottorato (28. ciclo, Università degli Studi di Milano. Anno Accademico 2015). Tutor: prof. R. Pettoello, prof. L. Hühn ; coordinatore: prof. M. Massimini

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eBook di filosofia: G. Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

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Gino Signoracci, Hegel on Indian Philosophy: Spinozism, Romanticism, Eurocentrism

Tesi di dottorato discussa presso l’Università del New Mexico

“This study examines nineteenth-century German philosopher G.W.F. Hegel’s appraisal of philosophies of India. In Hegel’s time, classical Indian texts such as the Vedas, Upaniṣads, and Bhagavadgītā had only recently been translated into European languages, and were generating tremendous controversy. Hegel carved out a unique and hugely influential position by devotedly reading fledgling translations of source texts alongside European interpretations, attempting to comprehend the philosophical significance of Indian thought. Hegel’s legacy proved deeply problematic, however, both because his views were not entirely consistent or unambiguous over time, and because his evident relegation of Indian ideas to pre- or unphilosophical status became the dominant practice among Europeans and Westerners through the twentieth century even while Hegel’s star, relatively speaking, went into a period of decline. While Hegel spent much more time and space discussing Indian philosophy in detail than did many philosophers who succeeded him in Europe and elsewhere, today his philosophy is too-frequently either reflexively labeled Eurocentric to legitimize ignoring or summarily dismissing it, or studied and written about exclusively in the context of “Western” ideas as if India were of little or no serious concern to him.

This work first situates Hegel’s interest in and attention to Indian ideas in the context of the philosophical trends of Spinozism and Romanticism that he sought to navigate from his earliest forays into theology and philosophy. It then interrogates his analyses and judgments of Indian philosophical systems over the course of his career, revealing the increasing depth and innovation in his engagement with India over time while also critiquing his readings of Indian texts and his characterizations of Indian thought and culture. In doing so, it endeavors to supply the complete account of Hegel’s approach to Indian philosophy in its full complexity.”

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eBook di filosofia: F. Berto, Che cos’è la dialettica hegeliana?

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Francesco Berto, Che cos’è la dialettica hegeliana? Un’interpretazione analitica del metodo

*testo disponibile nell’account di Academia.edu dell’autore

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eBook di filosofia: G. Frilli, Ragione, desiderio, artificio. Hegel e Hobbes a confronto

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Guido Frilli,  Ragione, desiderio, artificio. Hegel e Hobbes a confronto

“Che cos’è il desiderio? Quali sono i poteri della ragione? Che cosa spinge gli uomini a oltrepassare la natura? Dove cercare le basi e le forme fondamentali della convivenza? Seguendo il filo di queste domande, lo studio ambisce a impostare un confronto teorico tra Hegel e Hobbes, nella convinzione che un dialogo a tutto campo tra i due filosofi possa contribuire a una migliore comprensione dei rispettivi sistemi. L’esame delle molte affinità di impostazione problematica, così come delle radicali divergenze di soluzione, lascia emergere in controluce il profilo di una modernità autocritica, sensibile alle ipoteche e ai presupposti del progetto di autoaffermazione umana mediante la ragione e l’artificio. “

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