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Aristoteles latinus: una bibliografia

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[Carlo il Saggio, re di Francia, ordina la traduzione di Aristotele. Miniatura dal prologo della traduzione di Nicola d’Oresme (Etica, Politica, Economia)]

Se volete approfondire la ricezione delle opere di Aristotele nell’Occidente latino, vi segnaliamo la bibliografia “Aristoteles Latinus” curata dal De Wulf – Mansion Centre for Ancient, Medieval and Renaissance Philosophy.

Queste sono le sezioni di cui si compone:

 

  1. General Introduction
  2. Manuscript Catalogues
  3. Individual Translators
    1. BOETHIUS
    2. JAMES OF VENICE
    3. BURGUNDIO OF PISA
    4. HENRICUS ARISTIPPUS
    5. DAVID OF DINANT
    6. ROBERT GROSSETESTE
    7. BARTHOLOMEW OF MESSINA
    8. WILLIAM OF MOERBEKE
    9. ANONYMOUS TRANSLATIONS

 

 

 

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eBook di filosofia: A. Arci, L’orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

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Annalisa Arci, L’orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

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eBook di filosofia: E. Buchanan, Aristotle’s Theory of Being

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Emerson Buchanan, Aristotle’s Theory of Being (1962)

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eBook di filosofia: F. Franco Repellini, Aristotele e l’ontologia della Metafisica

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Ferruccio Franco Repellini, Aristotele e l’ontologia della Metafisica in E.S. Storace (a cura), La storia dell’ontologia, Milano, Albo Versorio, pp. 31-45

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eBook di filosofia: The Works of Aristotle translated into English

Aristotele

The Works of Aristotle translated into English under the editorship of W.D. Ross

” Circa la storia e il carattere degli scritti di Aristotele molta luce è stata fatta nella seconda metà del Novecento: gli antichi conobbero una serie di opere, nella maggior parte dialogiche, pubblicate da A. stesso e lodate anche per i pregi della loro forma letteraria, di cui sono rimasti soltanto pochi frammenti (tra le principali: Grillo, Eudemo, Protreptico, Sulla giustizia, Sulla filosofia, Sulle idee, Politico, Sofista, ecc.). La perdita di queste opere dedicate al pubblico (e perciò dette essoteriche) è certamente dovuta alla pubblicazione, fatta da Andronico da Rodi, degli scritti che Aristotele e alcuni discepoli avevano redatto in funzione dei corsi di lezioni svolti all’interno del Liceo (perciò detti esoterici o, anche, acroamatici, cioè destinati all’ascolto, e costituenti il Corpus aristotelicum da noi attualmente posseduto). Questa pubblicazione che, secondo la tradizione, conclude una storia assai romanzesca di tali scritti, fece con il tempo passare in secondo piano gli scritti essoterici. La ricostruzione delle vicende degli scritti di A. e degli ambienti in cui esse si svolsero ha permesso di comprendere come gradatamente, anzi, gli scritti essoterici venissero nettamente contrapposti a quelli esoterici; e poiché nei primi si scorgevano larghe tracce di dottrine platoniche, si immaginò che in essi Aristotele non avesse svelato il suo vero pensiero (riservato ai discepoli iniziati e alle opere esoteriche), ma avesse solo espresso false opinioni altrui; ciò anche in base all’errata convinzione che Aristotele avesse radicalmente criticato la dottrina platonica fin dal suo primo soggiorno nell’Accademia. Questa tradizione, assieme all’im-magine stereotipa di un A. sistematico, rigido e immutabile, hanno per lungo tempo paralizzato anche la critica moderna, oscillante tra la tendenza a considerare non autentiche le opere essoteriche (W.D. Ross) e quella a espungere da esse ogni traccia di platonismo per salvarne l’autenticità (J. Bernays). È grande merito di W. Jaeger (e in Italia di E. Bignone) aver dato un’impostazione nuova al problema, considerando le opere essoteriche e il platonismo in esse espresso come documento della prima fase dell’evoluzione filosofica di Aristotele, evoluzione rintracciabile anche tra i vari strati redazionali riconoscibili nelle stesse opere acroamatiche. Nella loro disposizione sistematica esse sono le seguenti: (1) Opere di logica (in seguito indicate sotto il nome complessivo di Organon): Categorie, Sull’espressione, Analitici primi (2 libri), Analitici posteriori (2 libri) (➔), Topici (8 libri), Elenchi sofistici; (2) Opere di fisica: Fisica (8 libri), Il cielo (4 libri), Generazione e corruzione (2 libri), Meteorologia (4 libri), Storia degli animali (10 libri), Parti degli animali (4 libri), Generazione degli animali (5 libri), altre minori, nonché Sull’anima (➔) (3 libri) e una serie di opuscoli raccolti sotto il nome di Parva naturalia; (3) Scritti di filosofia prima: Metafisica (➔) (14 libri), così chiamata, sembra, perché posta «dopo i libri di fisica», in greco τὰ µετὰ τὰ φυσικά; (4) Opere morali e politiche: Etica Eudemea (7 libri), Grande Etica (2 libri: d’incerta autenticità), Etica Nicomachea (➔) (10 libri), Politica (8 libri), Costituzione degli Ateniesi; (5) Opere di poetica: Retorica (3 libri), Poetica. Di una serie di altri scritti compresi nel corpus (Problemi, Retorica ad Alessandro, Fisionomici, ecc.) è stata messa in dubbio l’autenticità, con numerose ragioni. Le linee dello sviluppo filosofico di Aristotele, quali si sono venute sempre meglio individuando sulla scorta degli studi di Jaeger, consentono di distinguere tre periodi: quello accademico, quello del soggiorno ad Asso, a Mitilene e in Macedonia e, infine, quello dell’insegnamento presso il Liceo. Nel primo periodo, a cui risalgono, tra gli altri, gli scritti Eudemo, Protreptico e Sulla giustizia, Aristotele riprende la dottrina platonica dell’immortalità dell’anima, considerata come «forma determinata», cioè come sostanza (e non ancora, quindi come «forma di qualcosa», cioè del corpo, come sarà più tardi); esalta la vita contemplativa e l’esercizio della φρόνησις (platonicamente intesa come la forma più alta di riflessione e quindi come il più nobile atteggiamento che il filosofo possa assumere, ben diversa, quindi, da quella «prudenza» che A. includerà nella serie delle virtù nell’Etica Nicomachea), considera il bene come il «fine» (τέλος) supremo. Nel secondo periodo, Aristotele porta in primo piano i motivi di divergenza dal platonismo: Platone stesso, nei suoi ultimi dialoghi, aveva sottoposto la sua dottrina delle idee a un potente sforzo di rielaborazione, consapevole delle numerose difficoltà da essa suscitate. Speusippo, d’altra parte, aveva accentuato l’aspetto matematico delle idee e su questa interpretazione si appuntarono dapprima le critiche di Aristotele, per estendersi poi gradatamente alla dottrina platonica in generale e soprattutto alla «separazione» delle idee dalle cose. Risalgono a questo periodo, oltre agli scritti Sulla filosofia e Sulle idee, le sezioni più antiche della Fisica, della Metafisica, dell’Etica Eudemea e della Politica, in cui più evidenti sono ancora le tracce del platonismo (Dio, supremo ordinatore e fine di tutte le cose; l’animazione dei cieli; l’etere quinto elemento, ecc.). Nel terzo periodo, infine, in cui va collocata la redazione di quasi tutto il Corpus aristotelicum da noi posseduto, A. raggiunge la piena maturità dottrinale, distaccandosi pienamente dalla filosofia di Platone. ” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: A. Ferrarin, Hegel and Aristotle

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Alfredo Ferrarin, Hegel and Aristotle, Cambridge University Press, Cambridge 2004

*Il copyright delle opere linkate appartiene ai rispettivi autori. Citandola in questa pagina ci si avvale del principio del fair dealing in quanto la diffusione che ne viene fatta è a fini di critica, recensione, informazione e insegnamento e non ha scopi economici. Gli autori possono comunque e in qualunque momento richiederne la rimozione.

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eBook di filosofia: Aristotele, Poetica

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Aristotele, Poetica

Il termine poetica risale al titolo dell’opera di Aristotele Περὶ ποιητικῆς, dove si esamina il problema della poesia (in particolare della sola poesia tragica, dato che quel testo ci è giunto incompiuto), la sua origine, la sua funzione, la sua specificità (rispetto al discorso volto alla verità, cioè rispetto alla scienza), nonché le sue suddivisioni in generi e le categorie formali di realizzazione, la categoria del ‘verosimile’ e delle funzioni logiche delle figure. È qui che la p. acquista per la prima volta il suo statuto teorico, sebbene non manchino nello scritto aristotelico spunti normativi che avranno maggiori sviluppi soprattutto nel posteriore aristotelismo. Ma il pensiero antico non sembra conoscere sufficientemente la p. aristotelica: e tale contributo teorico sarà perso di vista o quanto meno occultato dietro interessi e formulazioni più nettamente normativi (per es., nella stessa epistola di Orazio nota come Ars poëtica). Si perde così in gran parte il senso logico ed epistemologico della nozione di ‘verosimile’, che individua una speciale ‘logica dell’opinione’ (sviluppata in particolare da Aristotele nella Retorica), ed esso è certo frainteso o tradito, o quanto meno minimizzato, dalla formula oraziana dell’ut pictura poësis.

La traduzione in latino e la nuova grande diffusione della Poetica aristotelica tra la fine del 15° sec. e la metà del secolo successivo permette un notevole recupero di quelle istanze teoriche: assistiamo infatti a una fioritura di commenti al testo aristotelico (che vanno comunemente sotto il nome di p. del Cinquecento) in cui si discute appunto la nozione di ‘verosimile’, il problema del rapporto tra storia e poesia, e così via.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: L. Lugarini, Aristotele e l’idea della filosofia

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L. Lugarini, Aristotele e l’idea della filosofia, Firenze, 1972

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Nobilitas: il sito e il database sulla ricezione medievale del De Anima di Aristotele

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Nobilitas. Testi medievali e mappe ontologiche digitali è il nome del sito e dell’omonimo progetto di ricerca presentato sul bando «post-doc 2011» (Provincia autonoma di Trento) dal titolo ” NOBILITAS. Medieval texts and digital ontologies. The notion of nobilitas as speculum for a web-analysis of the 13th century theories of the intellect”

Il progetto si propone di “considerare la ricezione del De anima di Aristotele nelle teorie dell’intelletto del XIII secolo e in modo specifico il valore attribuito alla nozione di nobilitas, carattere che il filosofo greco conferisce all’intelletto agente (430a 18-19), il cui significato interroga profondamente i maestri medievali. Il vocabolo, secondo le sue differenti flessioni, costituirà una keyword-in-context per l’elaborazione e l’ordinamento dei testi, digitalizzati e raccolti in un database comprendente il testo greco del De anima, le sue differenti traduzioni latine e alcune opere del XIII secolo che vi si riferiscono direttamente (quaestiones e commentarii).”

Nel sito trovate il Database Anima che permette di confrontare le diverse traduzioni latine del De anima di Aristotele che circolavano nel XIII secolo con i passi delle Auctoritates Aristotelis. Sono disponibili inoltre nella sezione Materiali, presentazioni, relazioni sul tema e video di interventi.

 

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eBook di filosofia: Aristotele, Etica nicomachea

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Aristotele, Etica nicomachea

“Suddivisa in dieci libri, raccoglie la trattazione più compiuta dell’etica aristotelica. L’indagine deve chiarire quale sia il fine della vita dell’uomo e quali i mezzi mediante i quali ottenerlo. Essendo tale fine il bene, bisogna stabilire in quale modo sia possibile conseguirlo; la scienza che consente di raggiungere il bene e il giusto è la politica, la quale, rispetto alle altre scienze pratiche riguardanti la comunità sociale, ha un ruolo architettonico, ossia ne determina i fini in vista di un bene più perfetto, quello della città.” (tratto da Treccani.it)

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