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eBook di filosofia: M. Fiorucci e G. Lopez (a cura di), John Dewey e la pedagogia democratica del ‘900

Dewey

Massimiliano Fiorucci e Gennaro Lopez (a cura di), John Dewey e la pedagogia democratica del ‘900

“John Dewey teorizzò un’educazione democratica per una democrazia che non si risolvesse semplicemente nel diritto di voto, ma si realizzasse ponendo tutti in condizioni eguali nella lotta contro le difficoltà della vita; per lui, non può esserci scuola democratica se non in una società democratica e non può esserci società democratica se non con una scuola democratica, che educhi i giovani al significato profondo della partecipazione, della socialità e della corresponsabilità. Dewey critica con uguale forza sia lo sfrenato egoismo di un capitalismo individualistico e selvaggio sia un collettivismo che porta all’annullamento dell’individuo e mostra come, a differenza di altri regimi politici, la democrazia non costituisce un punto d’arrivo, bensì un processo o un ideale mai interamente compiuto. Di conseguenza, mutamento e transitorietà sono condizioni intrinseche alle relazioni umane. Di più, la democrazia è anche una cultura capace di trasformare il modo di rappresentare se stessi e gli altri. Proprio per questo egli postula un processo educativo permanente. La società democratica doveva – a suo avviso – ispirare una sua propria filosofia, avere una sua nozione della funzione e del metodo della conoscenza, una sua visione del mondo e della verità. E quanto è condivisibile Dewey quando afferma che è l’autonomia di giudizio piuttosto che l’autonomia economica la qualità della quale una democrazia ha soprattutto bisogno? Essa è una qualità morale, che ha la forza di diventare la più importante virtù civile e politica, tanto è vero che è la manipolazione del consenso che segna e accompagna la sua degenerazione. Dunque la stabilità della democrazia consiste nella stessa possibilità dei cittadini di rapportarsi tra di loro come esseri liberi e diversi, ma uguali nel rispetto e nella considerazione, disponibili perciò al dissenso e al conflitto, non soltanto al consenso.”

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eBook di filosofia: R. Jaeggi, Forme di vita e capitalismo

Forme di vita e capitalismo

Rahel Jaeggi, Forme di vita e capitalismo

“Come dovremmo vivere? Le odierne società capitalistiche permettono effettivamente alle nostre forme di vita di fiorire? O invece, esponendole a condizioni di dominazione e sfruttamento, cooperano ad arrestarne e inibirne i processi di sviluppo?
Sono le domande di fondo a cui Rahel Jaeggi cerca di offrire una risposta in questo volume. Di contro alla neutralità etica liberale, viene rilanciato il tema della «vita offesa» e «alienata», caro alla tradizione della Scuola di Francoforte. Proseguendo e radicalizzando l’operazione critica e diagnostica intrapresa da Axel Honneth, di cui è stata allieva, Jaeggi insiste con decisione sul versante negativo: cioè sulle crisi e i problemi da cui si deve partire per sviluppare una critica delle forme di vita che risulti incisiva ed estranea a ogni paternalismo ed essenzialismo.
Una posizione teorica che aggiorna il metodo della critica immanente di matrice hegeliana e, nel contempo, utilizza alcuni strumenti concettuali dell’attuale ontologia sociale per tentare di scardinare l’idea tradizionale dell’economia come qualcosa a sé stante, interpretando così il capitalismo come una forma di vita tra altre.”

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Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento: un dizionario bio-bibliografico online

filosofia

Il pensiero filosofico-religioso italiano del Novecento. Un dizionario bio-bibliografico  è un’enciclopedia online curata da Omar Brino che offre in rete voci biografiche dei pensatori italiani che si sono occupati di filosofia della religione nel secolo scorso.

Tutte le voci presentano un rapido profilo su vita, opere e pensiero filosofico-religioso dell’autore e una biblio-sitografia aggiornata che presenta gli scritti principali e la letteratura secondaria, con particolare riferimento al pensiero religioso.

Il dizionario verrà completato progressivamente, con alcune voci già attive e altre che verranno aggiunte man mano; sono previsti anche aggiornamenti periodici alle biblio-sitografie delle voci già on-line.

 

 

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Flusser Studies: la rivista online dedicata a Vilém Flusser

Flusser studies

Flusser Studies è la rivista oline accademica che pubblica articoli e saggi sul pensiero di Vilém Flusser (1920-1991), ponendo l’accento sull’approccio multidisciplinare e multilingue delle sue opere. La rivista è semestrale, pubblica in lingua inglese, tedesca, francese, ceca, spagnola e italiana e accetta contributi.

 “The journal seeks to promote scholarship on different aspects of specifically interdisciplinary and multilingual approaches Flusser himself developed in the course of his career as a writer and philosopher. These approaches range from Communication Theory to Translation Studies, Cultural Anthropology to the New Media.

Flusser wrote his texts in different languages, translating himself over and over again, moving from English, to Portuguese, German, French and back again. Similarly he worked by juxtaposing and contaminating different discourses: philosophy, anthropology, communication theory, art and design, zoology to mention only a few.

Among his most original contributions in this context are his philosophical fictions – above all Vampyroteuthis infernalis – scientific fables on the borderline of literature, science and philosophy.”

Vi segnaliamo anche la ricca linkografia presente nel sito della rivista, la sezione dedicata alle news (segnalazione di pubblicazioni, traduzioni, convegni…) e quella dedicata alle recensioni e agli interventi fatti in convegni a tema.

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eBook di filosofia: W. Herberg (a cura di), The Writings of Martin Buber

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Will Herberg (a cura di), The Writings of Martin Buber

“Di famiglia ebrea proveniente dalla Galizia (od. Polonia), fu seguace del sionismo dal 1898 e ne diresse la rivista ufficiale, Die Welt, e poi i periodici Der Jude (1916-1924) e Die Kreatur (1926-1930). Insegnò nell’univ. di Francoforte sul Meno (1923-33), e dal 1938 – quando, a causa della persecuzione antisemita, si stabilì in Palestina – nell’univ. ebraica di Gerusalemme. Sin dagli anni giovanili si dedicò allo studio della tradizione ebraica a partire dai tempi biblici fino al movimento sionistico contemporaneo. Nelle sue opere sul giudaismo volle anzitutto rispondere alla sfida lanciata alla fede dal pensiero e dalla cultura occidentali quali si presentavano nella Germania prenazista. Nel complesso della sua opera, tuttavia, sugli aspetti scientifici in senso tecnico e accademico, prevalgono quelli morali e religiosi, grazie ai quali B. si inserisce attivamente nella stessa tradizione che studia, diventando uno dei rappresentanti più eminenti dell’ebraismo novecentesco. Ispirandosi alla tradizione ebraica del hasidismo, che fece conoscere al mondo occidentale (Die chassidischen Bücher, 1927; trad. it. Il cammino dell’uomo secondo l’insegnamento chassidico), B. concepì la fede non come insieme di precetti legali, ma come santificazione della vita quotidiana. La sua filosofia si incentrò sul concetto di relazione e sul principio dialogico: il senso fondamentale dell’esistenza sta nella capacità di entrare in rapporto con la natura, con gli uomini e con le entità spirituali (Ich und Du, 1923; trad. it. L’io e il tu). L’uomo si definisce come persona nella relazione con l’altro (relazione Io-Tu), nella quale prende coscienza di sé stesso come soggettività. L’idea del dialogo, dell’Io-Tu, è allargata fino all’incontro con Dio, il Tu eterno, cui l’uomo arriva attraverso i singoli Tu. L’accento posto da B. su un tale tipo di rapporto ha fatto situare il pensiero del filosofo al di fuori della corrente principale del giudaismo, in cui l’obbedienza alla volontà di Dio è tutto. B. dimostra il suo atteggiamento anticonvenzionale, dal punto di vista ebraico, anche nel preferire l’esperienza di vita al sapere dei libri: «Eccovi una prova infallibile; – scrive – immaginate di essere soli, completamente soli sulla terra, e di vedervi offrire l’alternativa tra la compagnia di un libro o la compagnia di un vostro simile. Spesso ho udito uomini vantare la loro solitudine, ma questo avviene solo perché vi sono ancora degli uomini in qualche luogo sulla terra, anche se lontani. Nulla sapevo di libri quando uscii dal grembo di mia madre, e senza libri morirò, con la mano di un mio simile nella mia. È vero che qualche volta chiudo la porta e mi abbandono alla lettura di un libro, ma solo perché posso riaprirla e vedere un essere umano che mi guarda». Tra le sue opere: Die jüdische Bewegung (1920), Rede über das Erzieherische (1926), Königtum Gottes (1932, 2a ed. 1936; trad. it. La regalità di Dio), Il problema dell’uomo (in ebr. 1942), Mosè (in ebr. 1945), Dialogisches Leben (1947), Der Glaube der Propheten (1950; trad. it. La fede dei profeti), Israel und Palästina (1950), Zwei Glaubensweisen (1950; trad. it. Due tipi di fede), Die chassidische Botschaft (1952), Gottesfinsternis (1953; trad. it. L’eclissi di Dio), Die Legende des Baalschem (1955), Schuld und Schuldgefühle (1958).” (tratto da Treccani.it, Dizionario di Filosofia)

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eBook di filosofia: G. Crocco, M. Van Atten, P. Cantu, E.-M. Engelen, Kurt Gödel Maxims and Philosophical Remarks Volume X

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Gabriella Crocco, Mark Van Atten, Paola Cantu, Eva-Maria Engelen,  Kurt Gödel Maxims and Philosophical Remarks Volume X

“This work presents the first complete German transcription of the Max Phil X notebook of Kurt Gödel, offered in an open access version to the scholars of the Gödelian community. The original notebook was written in Gabelsberger from March 1943 to January 1944 and it belongs to a series of fifteen notebooks. Some excerpts of these notebooks were transcribed and published in the third volume of Kurt’s Gödel Collected Works. The Gabelsberger text of the Max-Phil notebooks is now available on the web site of the IAS (https://library.ias.edu/godelpapers). Concerning the content of Max-Phil X, it shows an overall unity that can understood only considering the lapse of time in which it was written: there are three facts that occupies Gödel’s mind at this time. His preparation of the Russell paper, his conversations with Einstein, which were current from 1942, and his intensive study on Leibniz began in 1943. The remarks of Max-Phil X can mostly related to these three events, with some exceptions. The notebook offers therefore a set of philosophical remarks from logic to cosmology, pursued in an intimate dialog, with Gödel’s own published work, with authors from the past and contemporaries. “

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eBook di filosofia: C. Pieralli, Il pensiero estetico di Nikolaj Evreinov dalla teatralità alla ‘poetica della rivelazione’

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Claudia Pieralli, Il pensiero estetico di Nikolaj Evreinov dalla teatralità alla ‘poetica della rivelazione’

“Questa ricerca propone un’analisi integrale del pensiero estetico del regista, drammaturgo e teorico dell’arte Nikolaj Nikolaevič Evreinov. Il lavoro si incentra sull’analisi del trattato La rivelazione dell’arte, scritto a Parigi negli anni Trenta, che rappresenta la maggiore testimonianza delle ricerche in campo estetico dell’autore. Si offre così un collegamento tra aspetti noti del pensiero teatrale di Evreinov, relativi al periodo delle avanguardie in Russia, e altri, di carattere più ampio, rimasti a lungo preclusi alla conoscenza. Attraverso spaccati di storia del teatro russo del primo Novecento e riflessioni che toccano la critica testuale, la storia del pensiero estetico e della critica russa, emerge, sullo sfondo della cultura espressa dall’emigrazione russa post-rivoluzionaria, la complessa figura di un artista che, da intellettuale, entra in dialogo con la tradizione culturale europea occidentale. Questo libro intende così restituire visibilità, oltre che una completezza esegetica e storiografica, alla ricca eredità di Evreinov scrittore, filosofo e critico.”

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eBook di filosofia: T. Adorno (…), The Authoritarian Personality

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Theodor Adorno,  Else Frenkel-Brunswik, Daniel J. Levinson e R. Nevitt Sanford, The Authoritarian Personality

“Hegel, Marx, Husserl e Freud sono i pensatori che più hanno influenzato la complessa opera di Adorno. Fin dalla giovinezza Adorno si proclamava marxista: si trattava, però, di un marxismo prevalentemente filosofico, recepito attraverso le opere del primo Lukács e di Korsch, e mai approfondito sul piano dell’analisi economica. Del marxismo ad A. interessava soprattutto il metodo dialettico. Pur esprimendo un’adesione di fondo al materialismo storico, Adorno (come Horkheimer) si impegnò al tempo stesso in campi di indagine e applicò metodi molto lontani dal marxismo ortodosso. Basti pensare all’influsso che Freud e la psicoanalisi esercitarono su di lui, influsso percepibile in molti suoi lavori sociologici, soprattutto in The authoritarian personality, dove l’autoritarismo, il razzismo e il fascismo sono esaminati e spiegati attraverso un metodo psicologico e sociale. Profondo studioso di Husserl, A. ne condivise l’atteggiamento critico verso la scienza moderna, verso il naturalismo e lo psicologismo, nonché verso il formalismo della logica contemporanea, sostenendo poi che Husserl non era riuscito a soddisfare le esigenze da lui sollevate. Nonostante i suoi meriti, infatti, Husserl era caduto per Adorno in una forma di descrittivismo fenomenologico, che diventava spesso una mera accettazione dell’esistente e dunque, di nuovo, una forma di positivismo. La concezione filosofica di A. è in realtà profondamente influenzata da Hegel, secondo tre aspetti principali: egli ritiene che il reale abbia un significato e possa essere compreso mediante gli strumenti della ragione; che il reale consista nella sua processualità storico-dialettica; che soggetto e oggetto non costituiscano due sfere eterogenee e autonome (a questo proposito A. sottoscrive tutta la critica di Hegel a Kant). Tale ispirazione hegeliana del pensiero di Adorno costituisce l’immediato presupposto della sua polemica contro vari aspetti della riflessione filosofica contemporanea, in primo luogo contro l’esistenzialismo heideggeriano, contro la teorizzazione dell’assurdità, dell’opacità e dell’insensatezza dell’esistente, contro l’irrazionalismo, ecc. La filosofia di Hegel (in partic. la sua critica dell’intelletto) influì non poco anche sulla critica di Adorno all’Illuminismo e alla scienza: tanto l’uno che l’altra si basano sul principio della razionalità analitica, accettano positivisticamente il reale così com’è e mirano soltanto a inserirlo o a riprodurlo all’interno di operazioni tecnico-pratiche, le quali però mostrano sempre che il dominio dell’uomo sulla natura implica il dominio dell’uomo sull’uomo, che la razionalità della scienza è astratta e oppressiva, perché tratta gli uomini come oggetti, esprimendo in ciò le tendenze più profonde della società borghese. La stessa ispirazione negativa e antipositivistica caratterizza gli studi musicologici di Adorno, per il quale la musica, in quanto esprime le contraddizioni della società, nega la situazione esistente, prospetta la necessità di un suo superamento e indica il passaggio a una condizione interamente nuova.” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: P. Tillich, Filosofia de la Religión

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Paul Tillich, Filosofia de la Religión

“Il suo pensiero, profondamente influenzato dalla filosofia moderna, e in particolare dall’idealismo tedesco, pone in primo piano la contrapposizione tra l’essere e il non essere, forza demoniaca; l’uomo, continuamente tentato dal non essere, è salvato da Cristo. Nella sua vastissima produzione, Das Dämonische (1926; trad. it. 1929) e Systematische Theologie (3 voll., 195163). […]

Uno dei poli della speculazione di Tillich è l’essere, come identificazione di soggetto e oggetto, cui si contrappone il non essere come opposizione costante, forza demoniaca; l’essere, nella sua infinità, è detto anche abisso, secondo un’antica terminologia mistica, a indicare l’insondabile profondità divina che sorregge ogni esistente. L’uomo, continuamente tentato dal non essere (stato di alienazione), è salvato da Cristo nel quale Dio viene a partecipare della situazione umana e l’uomo acquista un nuovo essere nella sua unità con Dio. È questo il senso del messaggio del Nuovo Testamento, che diviene simbolo della condizione storica umana, tesa fra la negatività dell’esistenza (la croce) e il trionfo dell’essere sul non essere, superamento dell’alienazione (resurrezione). Forte in Tillich il richiamo all’impegno intramondano in cui vive e si realizza la trascendenza; di qui anche il valore positivo di quei movimenti di massa che si realizzano sotto la spinta degli ideali socialisti, cui andarono le simpatie di Tillich.” (tratto da Treccani.it)”

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eBook di filosofia: M. Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

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Martin Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

“Ponderings II–VI begins the much-anticipated English translation of Martin Heidegger’s “Black Notebooks.” In a series of small notebooks with black covers, Heidegger confided sundry personal observations and ideas over the course of 40 years. The five notebooks in this volume were written between 1931 and 1938 and thus chronicle Heidegger’s year as Rector of the University of Freiburg during the Nazi era. Published in German as volume 94 of the Complete Works, these challenging and fascinating journal entries shed light on Heidegger’s philosophical development regarding his central question of what it means to be, but also on his relation to National Socialism and the revolutionary atmosphere of the 1930s in Germany. Readers previously familiar only with excerpts taken out of context may now determine for themselves whether the controversy and censure the “Black Notebooks” have received are deserved or not. This faithful translation by Richard Rojcewicz opens the texts in a way that captures their philosophical and political content while disentangling Heidegger’s notoriously difficult language.”

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