Archivi tag: Novecento

eBook di filosofia: C. Mogno, Il pensiero politico di Pierre Clastres

Pierre-Clastres-e-Raipurangi-giovane-Guayaki

Clara Mogno, Il pensiero politico di Pierre Clastres

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2018)

“Il lavoro che presentiamo qui si compone principalmente di due parti. In primo luogo proponiamo un lavoro di ricostruzione e di problematizzazione del pensiero politico di Pierre Clastres, lavoro di tesi vero e proprio; in secondo luogo, una serie di materiali d’archivio inediti (Appendice I) e di testi clastriani mai tradotti in italiano fino ad ora (Appendice II).
La prima parte, intitolata Il pensiero politico di Pierre Clastres, si articola in tre capitoli. Il primo consiste in una ricostruzione della traiettoria intellettuale dell’autore attraverso un’analisi del contesto rispetto ai dibattiti politici e intellettuali parigini degli anni 1960 – 1970. Questo lavoro storico ci ha permesso di cogliere la specificità del pensiero clastriano e i riferimenti, impliciti ed espliciti, presenti nei suoi testi. Abbiamo analizzato, ovviamente, i suoi rapporti con il PCF, con progetti intellettuali e politici quali Socialisme ou Barbarie e Libre, le sue relazioni con Lévi-Strauss, Lefort, Métraux, Sebag e altri.
Il secondo capitolo, Contre (Contro), è dedicato all’analisi della tesi clastriana delle “società primitive” concepite come delle società che si organizzano contro la comparsa dello Stato. Abbiamo qui ricostruito la genesi della proposta clastriana, analizzando in particolare la sua interpretazione della teoria dello scambio proposta da Lévi-Strauss. Infatti è a partire da una messa in questione dello scambio al livello della chefferie e alla luce dell’osservazione del fenomeno guerriero che l’autore ha costruito la sua antropologia politica. In seguito, abbiamo provato a problematizzare il concetto di “Stato” utilizzato da Clastres nella prospettiva della storia concettuale (Begriffsgeschichte), focalizzandoci sulle teorie del contrattualismo e del patto sociale proprie della tradizione filosofica moderna.
Il terzo e ultimo capitolo è una ricostruzione della ricezione del pensiero clastriano in filosofia politica contemporanea e in antropologia. Abbiamo qui analizzato i dialoghi di Clastres con Deleuze, Guattari e Foucault da una parte e, in seguito, alcune riprese e critiche delle sue tesi nel dibattito contemporaneo.
La seconda parte rende conto dei risultati del lavoro d’archivio che abbiamo svolto durante questi anni di ricerca. In Appendice I delle trascrizioni di interviste, che abbiamo consultato in formato audio e video all’INA (Institut National de l’Audiovisuel) alla BNF (Bibliothèque Nationale de France). Infine presentiamo una serie di testi mai tradotti in italiano, alcuni dei quali non erano segnalati dalla bibliografia di riferimento (il Cahier Pierre Clastres, curato da Miguel Abensour e Anne Kupiec) né dal catalogo del fondo IMEC – come, per esempio, l’intervista con Raymond Bellour in Le livre des autres. “

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Antropologia, eBook di Filosofia, Filosofia politica, Tesi

eBook di filosofia: E. Franzini, L’estetica francese del ‘900. Analisi delle teorie

Matisse

Elio Franzini, L’estetica francese del ‘900. Analisi delle teorie

“Questa ricostruzione teoretica dell’Estetica francese del Novecento si pone come la prima e più completa esposizione ragionata oggi esistente dell’intero corso dell’importantissimo pensiero estetico francese compreso tra la fine dell’Ottocento e oggi.(…) Elio Franzini ci offre i risultati di un lungo e paziente lavoro di verifica e di controllo, svolto non «a orecchio»(come purtroppo se anche visto altre volte fare) ma direttamente sul campo, nelle biblioteche francesi ed a contatto non solo dei testi, ma delle persone, delle riviste e dei circoli culturali dove il pensiero estetico si agita e si dialettizza. Come è giusto fare, del resto; ma che qui si valorizza ancor meglio per il modo di procedere all’organizzazione di così vasta materia; il modo, che non è solo quello di un’analisi attenta a non lasciarsi nulla sfuggire e di farsi pronti e sensibili ad ogni svolta, ad ogni slancio o ad ogni arresto di tutto il cammino per più direzioni avanzante degli itinerari estetici del pensiero francese, ma che è anche quello, nello sforzo critico, comprensivo e organizzativo, di una onesta e distaccata ottica storica, capace di procedere nella ricerca limite di un obbiettivo giudizio, senza gabbie ideologiche o pregiudiziali partiti presi.(…)È così possibile cogliere, nel succedersi dei capitoli di questo volume, il sorgere e lo svilupparsi, anzitutto, delle tendenze epistemologiche, volte ad interrogare le possibilità «scientifiche»(in diversi sensi) – quelle che l’Estetica poteva sperimentare al proprio interno anche in relazione alla delimitazione di confini e di compiti nel più vasto ambito delle scienze dell’uomo – che caratterizzano una linea (sempre più debolmente rinascente) della riflessione estetica francese, specialmente nei primi decenni del secolo. Ma, accanto a queste istanze epistemologiche (ed anche al suo interno), ecco che si prospettano i problemi del sentimento estetico, della simpatia simbolica, della vita delle forme, dei rapporti tra arte e conoscenza, tra arte e filosofia, infine dell’emergere e provarsi di una Estetica fenomenologica e del suo intrecciarsi a volte dialettico con le filosofie esistenzialistiche e con le più avanzate ricerche ontologiche e semiologiche (Dalla “Presentazione” di Dino Formaggio)”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Estetica, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: F. Ognibene, Per una nuova filosofia politica: Merleau-Ponty e la comunità originaria

Federica Ognibene, Per una nuova filosofia politica: Merleau-Ponty e la comunità originaria

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2012)

“Il presente lavoro intende indagare il problema d’autrui nella filosofia di Merleau- Ponty a partire da quella dimensione pretematica e primordiale che rende possibile la riflessione, e allo stesso tempo svelare i parametri di una ricerca verso la possibilità del vivere assieme in una comunità in cui sia ego che alter esistono senza annichilirsi. Parte da qui l’indagine sull’intersoggettività che da semplice corollario al problema della trascendenza, acquisisce un ruolo fondamentale all’interno del movimento di trascendenza in cui l’altro diventa centrale nell’abbandono di una soggettività autonoma e autocostituita. Attraverso l’analisi dell’attualità politica e il passaggio a una ontologia carnale, si modifica il discorso intersoggettivo che non deve più raggiungere l’altro in quanto è già sempre presente all’io, cosicchè non c’è più una relazione tra soggettività ma un unico soggetto intersoggettivo, in cui io e altro sfumano. Si apre qui una suggestiva derivazione del pensiero merluapontiano che, preso atto di una intersoggettività impossibile, guarda a una sfera comunitaria non appartenitiva, immediata e mai conclusa che porta a una riconfigurazione della filosofia politica.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia politica, Tesi

eBook di filosofia: I. Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino

Severino1

Ines Testoni, Giulio Goggi (a cura di), Heidegger nel pensiero di Severino. Metafisica, Religione, Politica, Economia, Arte, Tecnica

Il volume raccoglie gli Atti dell’omonimo Congresso, svoltosi a Brescia nei giorni 13-15 giugno 2019

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: I. Illich, Medical Nemesis. The Expropriation of Health

Illich1

Ivan Illich, Medical Nemesis. The Expropriation of Health

Medical Nemesis was first published in 1974 by Calder and Boyars. A further version, Limits to Medicine: Medical Nemesis – The Expropriation of Health, was published in January 1975 in Ideas in Progress, ‘a series of working papers dealing with alternatives to industrial society.’ A further version of Limits to Medicine (‘written as a result of the world-wide response which the author received upon publication of the original draft’) was published in 1976 by Marion Boyars, and this is the version which I will refer to throughout this paper. Medical Nemesis was a natural development of Illich’s ideas on institutions and professions. He argued that modern medicine had hubristically taken on a mission to eradicate pain, sickness, even death. These were, he argued, eternal human realities, which we must learn to cope with: in fact, coping with these verities is what it means to be ‘healthy’. Although Illich did not coin the word ‘iatrogenesis’ – meaning the harm done by doctors – he certainly popularised it. He described three types of iatrogenesis: clinical, or the direct harm done by various medical treatments; social, or the medicalisation of ordinary life; and cultural, meaning the loss of traditional ways of dealing with suffering.”

tratto da S O’Mahony,  Medical Nemesis 40 years on: the enduring legacy of Ivan Illich

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia della medicina

eBook di filosofia: I. Illich, Deschooling Society

Illich

Ivan Illich, Deschooling Society

“In uno tra i suoi testi più celebri, Deschooling society (1971; trad. it. 1972), muovendo da una critica radicale della società produttivistico-consumistica propria del neocapitalismo, a cui la stessa scuola contribuisce educando alla passività spirituale e rendendo l’allievo ideologicamente e psicologicamente adatto a una società oppressiva, Illich auspicò la “deistituzionalizzazione” dell’educazione, si dichiarò contrario alla tecnocrazia degli insegnanti di professione e propose un’alternativa “conviviale” che comportasse l’abolizione del titolo di studio e la scelta libera da parte dell’individuo dei compagni di studio, dei maestri, dei mezzi didattici.”

(tratto da Dizionario di Filosofia, http://www.treccani.it)

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea

eBook di filosofia: V. Gammella, Potere, resistenza, bios. La costruzione del soggetto in Michel Foucault

44523-17

Valeria Gammella, Potere, resistenza, bios. La costruzione del soggetto in Michel Foucault.

Tesi di dottorato discussa presso l’Università Federico II di Napoli (2018)

“La tesi ricostruisce la tematizzazione foucaultiana della questione del soggetto dagli scritti letterari degli anni Sessanta fino agli ultimi corsi degli anni Ottanta, portando in evidenza com’essa proceda di pari passo ad una ricerca contestuale sulla verità, pensata – secondo angolature differenti – come perno attorno a cui ruota la costruzione del soggetto.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Tesi

eBook di filosofia: L. Impett F. Moretti, Totentanz. Operationalizing Aby Warburg’s Pathosformeln

Warburg

Leonardo Impett Franco Moretti, Totentanz. Operationalizing Aby Warburg’s Pathosformeln

“The object of this study is one of the most ambitious projects of twentieth-century art history: Aby Warburg’s Atlas Mnemosyne, conceived in the summer of 1926 – when the first mention of a Bilderatlas, or “atlas of images”, occurs in his journal—and truncated three years later, unfinished, by his sudden death in October 1929.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Estetica

eBook di filosofia: G. De Michele, Gilles Deleuze: “Sur Foucault — 1985-1986”

Foucault

Girolamo De Michele, Gilles Deleuze: “Sur Foucault –€“ 1985-1986”

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2016)

“Alla morte di Michel Foucault nel 1984, Gilles Deleuze intraprese un’attività di lettura dell’intero corpus dei suoi scritti, allo scopo di scrivere un libro. Il corso che Deleuze tenne nel 1985-1986 all’Università di Paris-VIII rappresenta una sorta di laboratorio nel quale Deleuze ha messo alla prova i propri concetti in via di sviluppo. Il libro che Deleuze scrisse al termine del corso, tuttavia, compresse in poche pagine le riflessioni sviluppate durante il corso, e risultò di difficile comprensione, o talmente personale da essere definito “una fiction metafisica”.
La pubblicazione delle registrazioni del corso (2011) permise una maggiore comprensione dell’interpretazione deleuzeana del pensiero di Foucault: è sorprendente vedere come Deleuze, che non poteva conoscere i corsi al Collège de France, avesse maturato un’intepretazione molto accurata del pensiero di Foucault.
L’ipotesi di lavoro di questa edizione critica del testo del corso di Deleuze del 1985-1985, pubblicato on line fra la primavera del 2013 e l’estate 2015, era che l’accurata interpretazione di Deleuze fosse motivata dalla conoscenza di alcuni testi in seguito raccolti nei Dits et écrits, e che i discorsi e le conferenze di Foucault avessero un’intima coerenza con i contenuti dei corsi al Collège, e costituissero una sorta di cannocchiale attraverso il quale leggere gli stessi Corsi. La conclusione del lavoro di tesi ha confermato questa ipotesi.
Deleuze, nel corso delle sue lezioni, interpreta l’intero sistema di pensiero di Foucault suddividendolo in tre assi: quello del sapere, quello del potere, e quello della soggettivazione. I primi due assi sviluppano e approfondiscono interpretazioni già note, che lo stesso Foucault conosceva. Il terzo asse è quello più rilevante, perché nel corso delle lezioni Deleuze rinuncia ad interpretarlo in base alla centrale nozione di desiderio, e coglie con esattezza le dinamiche dei processi di soggettivazione che Foucault aveva studiato attraverso la confessione cristiana, e poi attraverso il “coraggio della verità” e la nozione di parrhesia negli stoici e nei cinici.
Accanto al concetto di soggettivazione, altri concetti meritano di essere segnalati.
Mostrando la stretta relazione fra Foucault e Blanchot, e fra Foucault e Bichat, Deleuze mostra un’opposizione fra Foucault ed Heidegger che è confermata da alcuni appunti dell’ultimo corso di Foucault. In secondo luogo, per interpretare il concetto di soggettivazione Deleuze produce un nuovo concetto, quello di “piega”, che utilizzerà in seguito per il libro su Leibnitz. Infine, il concetto di “società del controllo”, che sembrava un’interpretazione arbitraria di Deleuze, appare dalle lezioni il prodotto di un pensiero originale, ma coerente con la teoria foucaultiana della biopolitica.
In definitiva, l’intero seminario di Deleuze appare essere un’originale, ma fedele, interpretazione del pensiero dell’amico.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Tesi

eBook di filosofia: N. Tosel, La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze

deleuze2

Natascia Tosel, La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze

Tesi di dottorato discussa presso l’Università degli Studi di Padova (2017)

“La tesi si propone di analizzare il concetto di giurisprudenza all’interno del pensiero di Gilles Deleuze. Nonostante quest’ultimo non abbia dedicato molto spazio alla nozione sopracitata, le riflessioni che ci ha lasciato al riguardo fanno emergere tutta una costellazione di concetti (quali quello di legge, di istituzione, di caso, di singolarità) che ruotano intorno alla giurisprudenza e che permettono di ricostruirne il ruolo eminentemente politico che Deleuze le assegnava. Secondo l’autore di Differenza e ripetizione, infatti, la giurisprudenza va intesa come una pratica di invenzione del diritto, capace di rispettare i casi concreti e di far emergere la singolarità di una vita (secondo l’espressione che Deleuze utilizza nel suo ultimo testo, ossia Immanenza: una vita..). Il diritto viene qui concepito come la creazione di nuove relazioni, di nuovi rapporti di forza e di nuove istituzioni, che, però, provengono dalla potenza inventiva ed eccedente della vita, piuttosto che dalle mani dei governi. Creare diritto significa, dunque, per Deleuze, lottare per la vita e opporsi tanto al potere quanto alle differenti immagini della legge che quest’ultimo ci impone: la giurisprudenza si occupa di inventare un nuovo popolo e una nuova Terra, nel tentativo di dare avvio a nuovi processi di soggettivazione che sfuggano alle strategie di controllo messe in atto dal capitalismo. Alla luce di tale compito politico, la giurisprudenza potrebbe porsi, dunque, come l’avvenire della filosofia: con ciò non si intende dire che quest’ultima verrà soppiantata dalla pratica del diritto, ma piuttosto che la capacità di creare concetti propria della filosofia può cooperare con la potenza inventiva della giurisprudenza, al fine di rendere il diritto una macchina da guerra efficace per una vita e in grado di aprire nuove possibili forme di fare-comune.”

Lascia un commento

Archiviato in eBook di Filosofia, Filosofia contemporanea, Filosofia del diritto, Tesi