Archivi tag: Novecento

eBook di filosofia: C. Pieralli, Il pensiero estetico di Nikolaj Evreinov dalla teatralità alla ‘poetica della rivelazione’

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Claudia Pieralli, Il pensiero estetico di Nikolaj Evreinov dalla teatralità alla ‘poetica della rivelazione’

“Questa ricerca propone un’analisi integrale del pensiero estetico del regista, drammaturgo e teorico dell’arte Nikolaj Nikolaevič Evreinov. Il lavoro si incentra sull’analisi del trattato La rivelazione dell’arte, scritto a Parigi negli anni Trenta, che rappresenta la maggiore testimonianza delle ricerche in campo estetico dell’autore. Si offre così un collegamento tra aspetti noti del pensiero teatrale di Evreinov, relativi al periodo delle avanguardie in Russia, e altri, di carattere più ampio, rimasti a lungo preclusi alla conoscenza. Attraverso spaccati di storia del teatro russo del primo Novecento e riflessioni che toccano la critica testuale, la storia del pensiero estetico e della critica russa, emerge, sullo sfondo della cultura espressa dall’emigrazione russa post-rivoluzionaria, la complessa figura di un artista che, da intellettuale, entra in dialogo con la tradizione culturale europea occidentale. Questo libro intende così restituire visibilità, oltre che una completezza esegetica e storiografica, alla ricca eredità di Evreinov scrittore, filosofo e critico.”

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eBook di filosofia: T. Adorno (…), The Authoritarian Personality

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Theodor Adorno,  Else Frenkel-Brunswik, Daniel J. Levinson e R. Nevitt Sanford, The Authoritarian Personality

“Hegel, Marx, Husserl e Freud sono i pensatori che più hanno influenzato la complessa opera di Adorno. Fin dalla giovinezza Adorno si proclamava marxista: si trattava, però, di un marxismo prevalentemente filosofico, recepito attraverso le opere del primo Lukács e di Korsch, e mai approfondito sul piano dell’analisi economica. Del marxismo ad A. interessava soprattutto il metodo dialettico. Pur esprimendo un’adesione di fondo al materialismo storico, Adorno (come Horkheimer) si impegnò al tempo stesso in campi di indagine e applicò metodi molto lontani dal marxismo ortodosso. Basti pensare all’influsso che Freud e la psicoanalisi esercitarono su di lui, influsso percepibile in molti suoi lavori sociologici, soprattutto in The authoritarian personality, dove l’autoritarismo, il razzismo e il fascismo sono esaminati e spiegati attraverso un metodo psicologico e sociale. Profondo studioso di Husserl, A. ne condivise l’atteggiamento critico verso la scienza moderna, verso il naturalismo e lo psicologismo, nonché verso il formalismo della logica contemporanea, sostenendo poi che Husserl non era riuscito a soddisfare le esigenze da lui sollevate. Nonostante i suoi meriti, infatti, Husserl era caduto per Adorno in una forma di descrittivismo fenomenologico, che diventava spesso una mera accettazione dell’esistente e dunque, di nuovo, una forma di positivismo. La concezione filosofica di A. è in realtà profondamente influenzata da Hegel, secondo tre aspetti principali: egli ritiene che il reale abbia un significato e possa essere compreso mediante gli strumenti della ragione; che il reale consista nella sua processualità storico-dialettica; che soggetto e oggetto non costituiscano due sfere eterogenee e autonome (a questo proposito A. sottoscrive tutta la critica di Hegel a Kant). Tale ispirazione hegeliana del pensiero di Adorno costituisce l’immediato presupposto della sua polemica contro vari aspetti della riflessione filosofica contemporanea, in primo luogo contro l’esistenzialismo heideggeriano, contro la teorizzazione dell’assurdità, dell’opacità e dell’insensatezza dell’esistente, contro l’irrazionalismo, ecc. La filosofia di Hegel (in partic. la sua critica dell’intelletto) influì non poco anche sulla critica di Adorno all’Illuminismo e alla scienza: tanto l’uno che l’altra si basano sul principio della razionalità analitica, accettano positivisticamente il reale così com’è e mirano soltanto a inserirlo o a riprodurlo all’interno di operazioni tecnico-pratiche, le quali però mostrano sempre che il dominio dell’uomo sulla natura implica il dominio dell’uomo sull’uomo, che la razionalità della scienza è astratta e oppressiva, perché tratta gli uomini come oggetti, esprimendo in ciò le tendenze più profonde della società borghese. La stessa ispirazione negativa e antipositivistica caratterizza gli studi musicologici di Adorno, per il quale la musica, in quanto esprime le contraddizioni della società, nega la situazione esistente, prospetta la necessità di un suo superamento e indica il passaggio a una condizione interamente nuova.” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: P. Tillich, Filosofia de la Religión

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Paul Tillich, Filosofia de la Religión

“Il suo pensiero, profondamente influenzato dalla filosofia moderna, e in particolare dall’idealismo tedesco, pone in primo piano la contrapposizione tra l’essere e il non essere, forza demoniaca; l’uomo, continuamente tentato dal non essere, è salvato da Cristo. Nella sua vastissima produzione, Das Dämonische (1926; trad. it. 1929) e Systematische Theologie (3 voll., 195163). […]

Uno dei poli della speculazione di Tillich è l’essere, come identificazione di soggetto e oggetto, cui si contrappone il non essere come opposizione costante, forza demoniaca; l’essere, nella sua infinità, è detto anche abisso, secondo un’antica terminologia mistica, a indicare l’insondabile profondità divina che sorregge ogni esistente. L’uomo, continuamente tentato dal non essere (stato di alienazione), è salvato da Cristo nel quale Dio viene a partecipare della situazione umana e l’uomo acquista un nuovo essere nella sua unità con Dio. È questo il senso del messaggio del Nuovo Testamento, che diviene simbolo della condizione storica umana, tesa fra la negatività dell’esistenza (la croce) e il trionfo dell’essere sul non essere, superamento dell’alienazione (resurrezione). Forte in Tillich il richiamo all’impegno intramondano in cui vive e si realizza la trascendenza; di qui anche il valore positivo di quei movimenti di massa che si realizzano sotto la spinta degli ideali socialisti, cui andarono le simpatie di Tillich.” (tratto da Treccani.it)”

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eBook di filosofia: M. Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

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Martin Heidegger, Ponderings II-VI. Black notebooks 1931-1938

“Ponderings II–VI begins the much-anticipated English translation of Martin Heidegger’s “Black Notebooks.” In a series of small notebooks with black covers, Heidegger confided sundry personal observations and ideas over the course of 40 years. The five notebooks in this volume were written between 1931 and 1938 and thus chronicle Heidegger’s year as Rector of the University of Freiburg during the Nazi era. Published in German as volume 94 of the Complete Works, these challenging and fascinating journal entries shed light on Heidegger’s philosophical development regarding his central question of what it means to be, but also on his relation to National Socialism and the revolutionary atmosphere of the 1930s in Germany. Readers previously familiar only with excerpts taken out of context may now determine for themselves whether the controversy and censure the “Black Notebooks” have received are deserved or not. This faithful translation by Richard Rojcewicz opens the texts in a way that captures their philosophical and political content while disentangling Heidegger’s notoriously difficult language.”

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eBook di filosofia: F. Blaise, Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

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Fabienne Blaise Une étape singulière dans l’histoire de l’interprétation du Protagoras de Platon : la lecture du dialogue par Natorp

“Au XIXème siècle, en Allemagne, l’étude de Platon – comme celle d’Homère – a permis à la philologie de se constituer en une discipline qui s’est définie par les questions qu’elle posait aux textes à l’exclusion d’autres problématiques possibles. Dès lors, les philologues ont occupé le terrain des études platoniciennes en affirmant la spécificité de leur démarche et en prenant leurs distances par rapport à la philosophie. Du côté des philosophes, Paul Natorp témoigne lui aussi de cette rupture. Même si sa position s’inscrit dans une tradition fortement marquée par la philologie, son projet, en avouant son caractère philosophique, se distingue nettement de celui des philologues, et sera d’ailleurs à ce titre écarté par la philologie de son temps. À y regarder de plus près, il apparaîtra pourtant que la démarcation, pour réelle qu’elle soit, ne se trouve pas forcément là où les uns et les autres la posent, et que l’antagonisme entre philologie et philosophie réside moins, en fin de compte, dans le rejet ou la revendication d’un point de vue théorique que dans la manière de mettre en oeuvre une position qui est au départ, dans tous les cas, philosophique. “

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eBook di filosofia: D. Melegari, La verità di questo mondo. Rileggendo Tran-Duc-Thao

Tran Duc Thao

Diego Melegari,  La verità di questo mondo. Rileggendo Tran-Duc-Thao

“The paper aims to provide an analysis regarding the importance of the Philosopher Tran-Duc-Thao in the French philosophical scene between the Forties and Fifties. In particular the reading of Thao’s main work, “Phenomenology and dialectical materialism” (1951), is taken into consideration. The paper tackles different issues in Thao’s work, through the analysis of his critique to existentialism, his attempt to apply the phenomenological method to the colonial situation of Vietnam, his original reformulation of the marxist critique of ideology within the notion of “lifeworld” and his relationship with Philosophers like Cavaillès and Merleau-Ponty. In particular, the paper focuses on Thao’s proposal to take the
achievements and limitations of the husserlian “genetic constitution” for a radical refoundation of the “dialectical materialism”. In Thao’s thought, highly problematic but still charming, comes to light a “new naturalism”, in which subjectivity and materiality don’t cease to communicate at different levels of the “sense” and in which any reductionism could be avoided,
allowing a continuous and dynamic articulation between “real world” and “true world.”

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La Scuola di Milano: numero speciale della rivista online “ViaBorgogna3”

ViaBorgogna

ViaBorgogna3 è il bimestrale online della Casa della Cultura di Milano che si propone di rielaborare i dibatti e le ricerche dell’associazione fondata nel 1946 da Antonio Banfi.

Il primo numero è interamente dedicato alla Scuola di Milano e ai suoi protagonisti con interventi (tra gli altri) di Elio Franzini, Fabio Minazzi, Fulvio Papi, Emilio Renzi, Gabriele Scaramuzza, Carlo Sini e Amedeo Vigorelli.

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Le foucaldien. Open Access Journal for Research along Foucauldian Lines

logo Foucaldien

Le foucaldien. Open Access  Journal for Research along Foucauldian Lines è la giovane rivista open access peer-reviewed che pubblica in lingua inglese, tedesca e francese articoli e saggi di ricerca attingendo al pensiero di Michel Foucault. La rivista è un’iniziativa del foucaultblog, creato da ricercatori dell’Università di Zurigo nel 2013.

“Possible subjects might include: 

  • research about Foucault’s thought in the sense of its interpretation, historicization, and contextualization;
  • research using Foucauldian concepts and methods like archaeology and genealogy, discourse and dispositif, heterotopia, biopower, parrhesia, etc.; 
  • research confronting Foucault’s work with more current approaches like media studies, digital humanities, post-colonialism, new materialism; 
  • research along and even beyond Foucauldian lines such as surveillance studies and governmentality studies.”

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Nietzsche-Briefwechsel: l’epistolario di Nietzsche online

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Nietzsche-Briefwechsel è la banca dati del Klassik Stiftung di Weimar che rende disponibile in rete l’indice delle lettere scritte e ricevute da Nietzsche dal 1847 al 1900.

Potete fare ricerche per nome del mittente e del destinatario, per luogo, per data, per incipit. Per ogni lettera viene indicato il luogo dove è conservato l’originale (se noto) e i riferimenti bibliografici alle edizioni a stampa. Di alcuni esemplari è presente anche la versione digitalizzata.

 

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I primi numeri online della rivista “Chimères” fondata da Deleuze e Guattari

Chimères

Chimères. “Revue des schizoanalyses è la rivista fondata nel 1987 da Félix Guattari e Gilles Deleuze.

Guattari così presentava la rivista:

“Cette revue accueillera les travaux des individus et des groupes se réclamant de près ou de loin de la “schizoanalyse”, science des chimères : les travaux de tous ceux qui entendent renouer avec l’inventivité première de la psychanalyse, en levant le carcan de pseudo-scientificité qui s’est abattu sur elle comme sur l’ensemble des pratiques et des recherches en philosophie et en sciences humaines. À la manière des arts et des sciences en train de se faire. Work in progress. Les textes émanent ici de psychanalystes, de philosophes, d’ethnologues, de scientifiques ou d’artistes. Pas pour une inter-disciplinarité de galerie ! Retour au singulier. À chacun sa folie ! Les grands phylums théoriques finiront bien par y retrouver les leurs. De toutes façons, par les temps qui courent, nous n’avions plus le choix : il fallait repartir de là.”

Nel sito della rivista che continua a uscire regolarmente sono scaricabili i primi numeri usciti fra il 1987 e il 1990.

 

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