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eBook di filosofia: G. Didi-Huberman, “Le immagini e i mali”. Usi e disagi della sublimazione

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Georges Didi-Huberman, “Le immagini e i mali”. Usi e disagi della sublimazione

“Questo scritto, pubblicato come postfazione alla nuova edizione di Invention de l’hystérie. Charcot et l’iconographie photographique de l’hystérie (Macula, Paris, 2012 e sgg., pp. 364-405) con il titolo Des images et des maux, è la versione completa del testo di una conferenza organizzata dall’Association psychanalytique de France, e tenutasi il 24 settembre 2011, dal titolo L’Usage de la sublimation. Partendo da alcune considerazioni sul suo primo libro, l’Autore esamina limiti e potenzialità della sublimazione in riferimento agli argomenti dell’arte e della creazione artistica, e suggerisce una diversa via di approccio.”

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eBook di filosofia: F. Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

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Felice Masi, Il pathos della forma. Sul pensiero di Emil Lask

Tesi di dottorato discusssa presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

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Per ricordare Karl-Otto Apel

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Per ricordare il filosofo Karl-Otto Apel, venuto a mancare ieri, 16 maggio, a 95 anninella sua casa di Niedernhausen in Germania, vi segnaliamo due siti ricchi di risorse interessanti sul pensatore:

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eBook di filosofia: D. de Rougemont, O Amor e o Ocidente

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Denis de Rougemont, O Amor e o Ocidente

“Conseguita la licenza in lettere all’Univ. di Neuchâtel, nel 1930 si stabilì a Parigi, dove fu direttore letterario della casa editrice Je sers. Impegnato nella corrente filosofica del personalismo, fu tra i fondatori delle riviste Esprit e L’ordre nouveau, e di Hic et Nunc, un periodico di teologia che traeva ispirazione tra gli altri da Karl Barth. Collaborò a numerosi periodici, tra cui la Nouvelle revue française, nel cui ambito elaborò nel 1932 il fascicolo speciale sui giovani chiamato “quaderno delle rivendicazioni”. Introdusse in Francia l’opera di Søren Kierkegaard e di Barth. “Intellettuale disoccupato” tra il 1933 e il 1935, visse nel sud ovest della Francia; nel 1934 pubblicò Politique de la personne, sorta di manifesto dell’impegno degli intellettuali, in cui difese il primato della persona, libera e responsabile, e del suo indissolubile vincolo con la comunità. Lettore all’Univ. di Francoforte sul Meno (1935-36), poté osservare da vicino il regime nazista. Muovendo dalla constatazione che il disordine del mondo moderno era all’origine di una profonda divaricazione tra pensiero e azione, lo scrittore affermò in Penser avec les mains (1936) la necessità di ristabilire un’autentica “comune misura umana”, liberamente accolta con un atto di fede.

Nel 1939 pubblicò la sua opera principale, L’amore e l’Occidente, tesi sull’origine storica e spirituale della coscienza poetica e amorosa dell’Occidente cristiano e della forma sociale in crisi che la accompagna, il matrimonio. A una psiche occidentale combattuta tra l’avventura individuale della passione e la morale collettiva della comunità, l’autore propose un’etica del matrimonio fondata sulle nozioni di decisione, impegno, libertà e responsabilità della persona.

Su commissione dell’Institut neuchâtelois, compose l’oratorio Nicolas de Flue (1939), musicato da Arthur Honegger. Mobilitato come primo tenente, nel 1940 pubblicò Mission ou démission de la Suisse e nel medesimo anno fondò la Lega del Gottardo, di cui redasse il manifesto programmatico. In seguito a un articolo sull’entrata delle truppe hitleriane a Parigi, le autorità sviz. lo inviarono negli Stati Uniti per tenervi delle conferenze sull’Europa e l’hitlerismo, attività che svolse anche in Argentina dove venne invitato nel 1941. Insegnò nel 1942 all’Ecole libre des hautes études a New York, divenne redattore alla sezione franc. dell’Ufficio per l’informazione di guerra statunitense (1942-43) e dal 1943 ottenne una borsa dalla Fondazione Bollingen. Rientrato nel 1947 in Europa, militò nei movimenti federalisti europei e si impegnò attivamente nella costruzione dell’Europa. Redasse il rapporto culturale del Congresso dell’Europa e il “Messaggio agli Europei” (L’Aia, maggio 1948) e organizzò la prima Conferenza europea della cultura a Losanna (1949); a Ginevra nel 1950 diede vita al Centro europeo della cultura, che diresse fino alla morte. Dal 1952 al 1966 presiedette il Congresso per la libertà della cultura. Nell’opera L’aventure occidentale de l’homme (1957) descrisse i principi di coerenza, le implicazioni filosofiche e le credenze che danno alla propria cultura senso e ragion d’essere. Al principio distruttore dello Stato nazione, origine di tutte le guerre in Europa, contrappose un federalismo creatore, basato sui com. e le regioni, individuando il fondamento dell’unione dell’Europa nella sua cultura. Nel 1963 creò a Ginevra l’Ist. univ. di studi europei, dove insegnò storia delle idee europee e federalismo (fino al 1985) e che diresse fino al 1978. Membro fondatore del Gruppo di Bellerive, organismo di riflessione sugli orientamenti della società industriale, nel 1977 diede alle stampe L’avenir est notre affaire, in cui esaminò a fondo la crisi globale dei sistemi sociopolitici causata da una gestione catastrofica del pianeta. Nel 1978 fondò la rivista Cadmos, ispirata al mito greco simbolo della ricerca di Europa, trasformando la nozione di un’Europa introvabile in un atto creatore esemplare. Fu insignito dei dottorati h.c. della facoltà di diritto dell’Univ. di Zurigo nel 1971 e dell’Univ. di Galway (Irlanda) nel 1981 nonché del gran premio Schiller nel 1982.
Archivi
– Centro europeo della cultura, Ginevra
– Fondo presso BPUN
Bibliografia
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2 voll., 1996 (con bibl.)
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2000
– M. Buss, Intellektuelles Selbstverständnis und Totalitarismus: D. de Rougemont und Max Rychner – zwei Europäer der Zwischenkriegszeit, 2005
– A.-C. Graber, D. de Rougemont, 2007
– E. Santschi, Par delà la France et l’Allemagne: Gonzague de Reynold, D. de Rougemont et quelques lettrés libéraux suisses face à la crise de la modernité, 2009

(tratto dal Dizionario storico della Svizzera)

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eBook di filosofia: É. Hoppenot e A. Milon (a cura di), Maurice Blanchot et la philosophie

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Éric Hoppenot e Alain Milon (a cura di),  Maurice Blanchot et la philosophie suivi de trois articles de Maurice Blanchot

“Dans Le Pas au-delà, Maurice Blanchot fait le constat suivant : « Derrière le discours parle le refus de discourir, comme derrière la philosophie parlerait le refus de philosopher : parole non parlante, violente, se dérobant, ne disant rien et tout à coup criant. » Cette résistance de Blanchot à l’égard de la philosophie montre les limites de la qualification d’une œuvre, qu’elle soit philosophique, littéraire ou poétique. L’écriture philosophique est-elle plus ou moins philosophique dans le fragment d’Héraclite, le système d’Hegel ou l’aphorisme de Nietzsche ? De tout cela, Blanchot semble se moquer. Et qu’importe de savoir si Blanchot est philosophe. Notre intention dans cet ouvrage est ailleurs. Elle est dans le souhait d’interroger le « et », chacun avec ses lectures et ses convictions. Ce « et » dans Blanchot et la philosophie, faut-il l’envisager comme une addition, une disjonction, une impossibilité, un ou bien ou bien, un ni ni, une localisation… ? Où est Blanchot en fin de compte ?”

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eBook di filosofia: G. Chivilò e M. Menon (a cura), Tirannide e filosofia con un saggio di Leo Strauss ed un inedito di Gaston Fessard

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Giampiero Chivilò e Marco Menon (a cura di), Tirannide e filosofia con un saggio di Leo Strauss ed un inedito di Gaston Fessard

“Che cosa fu il tiranno e che cos’è la tirannide? Come restituire problematicità speculativa a queste due nozioni usurate da indeterminatezza e discredito? I saggi della prima parte di questo volume indagano il senso della tirannide attraverso la ripresa di otto figure decisive: la coppia archetipica Giobbe-Edipo, il momento-Machiavelli, l’Illuminismo francese, Weber, Heidegger, Voegelin, Hayek e Aron. La seconda parte ricostruisce, a partire da testi inediti, lo scenario del classico dibattito che vide protagonisti Strauss e Kojève. Ad integrazione di tali indagini viene proposta la traduzione di due saggi di Strauss e Fessard, ed una bibliografia aggiornata. ”

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eBook di filosofia: O. Rudolf, The idea of the holy

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Otto Rudolf, The idea of the holy. An inquiry into the non-rational factor in the idea of the divine and its relation to the rational

” Partendo su basi luterane da Kant, Schleiermacher, Fries, W.M.L. De Wette, e accentrando il proprio interesse intorno alla conoscibilità scientifica, all’essenza e alle forme del fatto religioso, nell’opera fondamentale Das Heilige (1917; trad. it. Il sacro) formulò per primo con risolutezza la tesi dell’autonomia del fenomeno religioso rispetto a tutti gli altri campi dello spirito e della sua natura essenzialmente irrazionale. Tentò un’analisi fenomenologica del sacro con il termine, da lui introdotto negli studi, del «numinoso», che egli considerava come un’irriducibile realtà obiettiva, accessibile all’uomo mediante una particolare facoltà dello spirito, quella religiosa. Ne rilevò e descrisse gli aspetti, ritenuti fondamentali, che distinse con termini latini (tremendum, maiestosum, energicum, fascinosum, augustum). Un lungo soggiorno in Oriente e lo studio dei testi indiani gli permisero di tracciare confronti tra la mistica cristiana e quella orientale. Si occupò anche di liturgia, propugnando l’introduzione di riforme nella liturgia protestante. Convinto della base obiettiva unica di qualsiasi esperienza religiosa, fondò una Lega religiosa dell’umanità (Religiöser Menschheitsbund). L’elemento duraturo del suo influsso consiste nella netta separazione del fenomeno religioso da altri (scientifico, morale, poetico) e in diverse osservazioni fenomenologiche.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: J. F. Lyotard, The Differend Phrases in Dispute

Lyotard

Jean Francois Lyotard, The Differend Phrases In Dispute

” Critico del marxismo e dello strutturalismo, Lyotard ha legato il suo nome soprattutto alla nozione di postmodernismo, che ha caratterizzato, sul piano filosofico, come l’epoca della dissoluzione dei cosiddetti grands récits, cioè dei sistemi filosofici e dei progetti a essi ispirati, tipici della modernità, informati all’idea di progresso storico” (tratto da Treccani.it)

 

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eBook di filosofia: R. Steiner, Le opere scientifiche di Goethe

Rudolf Steiner

Rudolf Steiner, Le opere scientifiche di Goethe

“Fu il fondatore dell’antroposofia. Segretario generale della sezione tedesca della Società teosofica, ne uscì (1913) per un contrasto con Annie Besant, fondando una società dissidente, detta appunto di antroposofia, che ebbe la sua sede a Dornach in un edificio detto Goetheanum. Propugnava un potenziamento dei mezzi conoscitivi umani mediante pratiche di meditazione e di concentrazione che dovevano portare, attraverso l’ispirazione, fino all’intuizione. La storia era concepita da S. come svolgimento della lotta dualistica tra un Cristo solare e Ahriman. Importante l’influenza sulle sue concezioni del pensiero indiano e della filosofia di Nietzsche, e nel suo primo periodo della filosofia della natura di Goethe. Si fece inoltre attivo propugnatore delle sue idee in campo pedagogico, dando vita a un’istituzione scolastica privata, le Waldorfschulen.” (tratto da Treccani.it)

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eBook di filosofia: D. K. Lewis, La convenzione: studio filosofico

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David Kellog Lewis, La convenzione: studio filosofico

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