Archivi tag: Novecento

eBook di filosofia: S. Weil, Il Bello e il Bene

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Simone Weil, Il Bello e il Bene (tratto da Annuario DAVAR, 2.2005)

“I suoi scritti, a eccezione degli articoli nelle riviste Révolution prolétarienne, Critique sociale, Nouveaux Cahiers, Cahiers du Sud, sono apparsi tutti postumi: La pesanteur et la grâce, 1948 (trad. it. 1951); L’enracinement: prélude à une déclaration des devoirs envers l’être humain, 1949 (trad. it. 1954), scritto a Londra tra il 1942 e il 1943, ultima sua opera sistematica; L’attente de Dieu, 1950; La connaissance surnaturelle, 1950; Lettre à un religieux, 1951; Intuitions pré-chrétiennes, 1951; La condition ouvrière, 1951; Cahiers, 3 voll., 195156 (trad. it. 198284); La source grecque, 1953; Oppression et liberté, 1955 (trad. it. 1956); Écrites de Londres et dernières lettres, 1957; Pensées sans ordre concernant l’amour de Dieu, 1962 (trad. it. 1968). Essi testimoniano la complessità del suo pensiero a vari livelli: la dedizione a un’appassionata religiosità d’azione sociale, seguita con straordinaria coerenza morale e attiva solidarietà; una profonda tensione mistica, ispirata alla promozione dell’affratellamento della comunità umana; una raffinata riflessione di filosofia politica ricca di originali intuizioni, come il nesso scienza-potere-lavoro” (tratto da Enciclopedia Treccani,, http://www.treccani.it)

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eBook di filosofia: D. Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

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Dario Guraschi, Giuseppe Rensi filosofo della storia

Tesi di laurea discussa presso l’Università degli Studi di Pisa nell’a.a. 2012/2013

“L’indagine che qui presento si configura nella forma di un contributo critico designato a illustrare e definire, nell’ambito di una filosofa della storia, la posizione teorica di Giuseppe Rensi. Viene così a costituirsi quale materia di ingadine il momento della storia – alla luce del significato che le viene attribuito – riconosciuto nella sua centralità per una comprensione adeguata dell’intera evoluzione spirituale di Rensi; il quale, dall’originaria elaborazione scettica, perviene ad una complessiva visuale pessimistica del destino umano. Vengono così ad essere esaminati i testi principali di Rensi fra gli anni 1916 e 1926, testi nei quali trova esposizione e discussione il concetto del divenire storico. Ivi poi trova compiuta espressione il travaglio di un meditare nutrito nell’inquietudine per una storia umana che si riconosce inafferrabile alle forme della ragione. Ed è nel solco della scissione tra storia e ragione, operata dilatando e coinvolgendo nel dominio delle vicende umane la validità metodologica del dubbio scettico, che ho inteso rievocare la genesi del pensiero storico in Rensi (capitolo primo), attraverso quell’episodio della compagine reale, la guerra, che rivela il suo valore compiuto per il giudizio storico-filosofico nel darsi come vicenda universale, figura ideale dello sgretolamento metafisico intrinseco alla ragione stessa, compiuta nel luogo della più elevata consapevolezza di sé, la realtà. Ho voluto così affermare la dimensione europea della riflessione rensiana, sì da riconoscerla in stretta congiunzione con quella che viene indicata come tradizione “antistoricistica” di pensiero, sorta nel secolo XIX e protrattasi fino alla prima decade del secolo XX, volta a promuovere una comprensione della storia alternativa allo storicismo hegeliano (capitolo secondo). Mi sono da ultimo proposto di intendere nella pienezza delle sue articolazioni il contributo che Rensi viene delineando negli anni complessi della maturità filosofica, consolidata nello scetticismo (capitolo terzo). In tal senso è risultato necessario testimoniare e motivare la formulazione scettica di un meditare rivolto dapprima a metter tra parentesi la storia della filosofia, esibendo la sistematica demolizione che Rensi intraprende della morfologia idealistica in quanto incapace di afferrare, nella corretta visione dei fatti, lo svolgimento temporale della filosofia, così da poter sostituire allo storicismo idealistico una filosofia della storia di carattere vitalistico. In un secondo momento mi sono impegnato a giustificare l’idea di poter istituire una forte connessione metodologica fra Hegel e Rensi, almeno sul piano della Geschischtsphilosophie, sostenendo la base hegeliana delle forme con cui il pensatore veronese imposta la problematica relativa alla connessione dei fenomeni storici, intesi secondo una struttura dialettica. Mi sono poi rivolto a delineare, nelle componenti essenzial,i la morfologia della storia, come Rensi ha voluto intenderla nel periodo compreso fra il 1923 e il 1926, ovvero nell’arco temporale all’interno del quale il pensiero scettico subisce il cruccio di una svolta, alla cui maturazione è delegato il sapere tragico, altresì l’emergere di quel pessimismo cosmico che Rensi non esita ad ampliare alla filosofia della storia; pessimismo dal quale traluce il concetto della storia esibito al pensiero nel dolore e nel conflitto universale. “

 

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Derrida’s Margins. Inside the personal library of Jacques Derrida: il sito con le annotazioni dei libri di Derrida

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Derrida’s Margins. Inside the personal library of Jacques Derrida è l’interessante e originale sito sviluppato dal Center for Digital Humanities dell’Università di Princeton (dove è conservato il fondo Derrida) che pubblica online le annotazioni del filosofo nei libri della sua biblioteca personale. É evidente la finalità: ricostruire i passaggi dell’elaborazione filosofica del pensatore francese.

“For Jacques Derrida (1930-2004), reading was an active process: he read texts by thinkers like Rousseau, Heidegger, Lévi-Strauss, Hegel, and Husserl with a writing utensil in hand. As Derrida affirmed in a late interview, the books in his personal library bear the “traces of the violence of pencil strokes, exclamation points, arrows, and underlining.”

Al momento, per restrizioni dovute al copyright,  sono visibili solo le pagine annotate dell’opera De la grammatologie ma è prevista l’immissione graduale di altre opere.

Queste sono le sezioni del sito:

  • Derrida’s Library, where users may browse or search Derrida’s copies of the books referenced in De la grammatologie;
  • Reference List, where users may browse or search the nearly one thousand references to other texts found in the pages of De la grammatologie;
  • Interventions, where users may browse or search Derrida’s annotations, marginalia, and markings that correspond to the references in De la grammatologie; and
  • Visualization, which provides users with alternative ways of exploring the references in De la grammatologie.  Users may search a particular section or the entire site at any time by using the search field at the top of every page.  

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Système d’Information en Philosophie des Sciences (SIPS): una banca dati bibliografica free di filosofia della scienza

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Il Système d’Information en Philosophie des Sciences (SIPS) è la banca dati bibliografica free che mette a disposizione dei ricercatori, ed anche di un pubblico più ampio, l’insieme dei riferimenti bibliografici (singoli volumi, articoli di periodici, saggi raccolti in volumi collettivi, recensioni, tesi di dottorato…) nel campo della Filosofia della scienza dell’Otto-Novecento.

Ideato dal Centre de documentation et de bibliographie philosophiques (CDBP) dell’Università della Franca Contea (Besançon) – una sezione del Laboratoire de recherches philosophiques sur les sciences de l’action (EA 2274) –, il programma è stato posto in opera alla Maison des sciences de l’homme et de l’environnement (MSHE) Claude-Nicolas Ledoux (USR-CNRS 3124).

Il progetto conta anche sulla collaborazione attiva dei seguenti centri di ricerca :

  1. Philosophy Documentation Center (Charlottesville, Virginia, USA) ;
  2. Institut d’Histoire et Philosophie des Sciences et des Techniques (CNRS UMR 8590, Université de Paris 1 Panthéon-Sorbonne, ENS-Ulm) ;
  3. Laboratoire de Philosophie et d’Histoire des Sciences – Archives Henri-Poincaré (CNRS UMR 7117, Université de Nancy 2) ;
  4. Centre d’Épistémologie et d’Ergologie Comparative (CNRS UMR 7034, Université de Provence) ;
  5. Centro de Filosofia das Ciências da Universidade de Lisboa.

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eBook di filosofia: M. Tang, Cogito, sujet, subjectivité chez Foucault

Foucault

Mingjie Tang, Cogito, sujet, subjectivité chez Foucault. Tesi di dottorato (Philosophie. Université Panthéon-Sorbonne – Paris I, 2015)

” Les recherches foucaldiennes sur la question du sujet, du sujet de connaissance et de la subjectivité se manifestent depuis ses premières études sur la folie à l’âge classique, en passant par les archéologies des sciences humaines à l’âge classique et moderne, jusqu’à ses derniers recherches imparfaites sur la parrêsia de l’Antiquité au christianisme. La découverte foucaldienne des dispositions historiques du sujet ne sert pas à ruiner la subjectivité, la volonté ou la liberté de l’individu, mais à réélaborer la question traditionnelle du sujet universel en la replaçant dans l’histoire d’une manière non pas du primat mais du fonctionnement du sujet. Ainsi les problématisations du sujet se trouvent dans son rapport à la vérité comme une relation de véridiction, dans son rapport au pouvoir comme une relation de gouvernementalité (de soi et des autres), dans son rapport à soi comme une relation de spiritualité. Ce sont ces trois rapports variables à chaque époque et pour chaque individu qui constituent une généalogie de la question du sujet. Dans ces multiples modalités du sujet, dans cette ontologie historique de nous-mêmes, nous découvrons une sorte de liberté, d’espace du sujet, d’unité de notre subjectivité qui ne peut s’appliquer que de manière individuelle et vigilante. C’est-à-dire, le seul moyen qui peut nous faire sortir du dilemme du sujet, nous permettre de refuser d’être ni le sujet souverain ni l’objet soumis dans l’histoire ou par le langage, c’est de mener ses propres rapports individuels à la vérité, aux autres et à soi. “

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eBook di filosofia: Cahier de traductions de Theodor Lipps

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Mildred Galland-Szymkowiak  e Natalie Depraz (a cura di), Cahier de traductions de Theodor Lipps

“Ce cahier de traductions de textes de Thedor Lipps (1851-1914) a été conçu en lien direct avec la publication d’un numéro double consacré dans la revue de Métaphysique et de Morale à cet auteur (n° 2017/4 et 2018/1). Les textes traduits relèvent de différents domaines de la psychologie de Lipps : conception de la psychologie, de la conscience et de l’inconscient ; perception et connaissance d’autrui ; esthétique. La première version du cahier sur HAL comprend les traductions associées au premier volume. Une deuxième version sera augmentée des traductions associées au deuxième volume (trad. par N. Depraz, Jean-François Lavigne, Maria Gyemant). Pour la version 1, associée à RMM 2017/4, les textes traduits de Lipps sont les suivants : Leitfaden der Psychologie, Leipzig, Wilhelm Engelman, 3e éd. 1909, p. 48-51, trad. fr. par Natalie Depraz ; Ästhetik. Psychologie des Schönen und der Kunst. I. Teil : Grundlegung der Ästhetik, Leipzig, Voss, 1903, p. 224-243, trad. fr. par Michel Espagne ; Raumästhetik und geometrisch-optische Täuschungen, Leipzig, J. A. Barth, 1897, p. 3-21, trad. fr. par Mildred Galland-Szymkowiak. “

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Journal of Badiou Studies: la rivista online dedicata a Badiou

Badiou

Journal of Badiou Studies, fondato presso l’Università di Leeds nel 2012 da Michael J. Kelly e Arthur Rose, è la rivista online multi-lingue dedicata alla filosofia di Alain Badiou.

“The journal publishes original articles and reviews, in print and online, that critically engage with all aspects of Badiou’s thought as well as debates that intersect with his work. The aim of the journal is to provide a forum for those interested in Badiou’s philosophy to come together, share ideas, and engage in productive dialogue.”

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foucaultblog: un blog che pubblica brevi saggi su Foucault

foucaultblog

foucaultblog è il blog dell’Università di Zurigo correlato alla rivista online Le foucaldien.Il blog è articolato in due sezioni: la prima segnala attività, eventi e convegni promossi dalla rivista (e non solo), nella seconda invece sono pubblicati brevi saggi, recensioni e commenti in lingua inglese, francese e tedesca sul pensiero del filosofo francese. Per questo motivo, è sempre attiva la richiesta di contributi.

“Possible subjects might include:

  • research about Foucault’s thought in the sense of its interpretation, historicization, and contextualization;
  • research using Foucauldian concepts and methods like archaeology and genealogy, discourse and dispositif, heterotopia, biopower, parrhesia, etc.;
  • research confronting Foucault’s work with more current approaches like media studies, digital humanities, post-colonialism, new materialism;
  • research along and even beyond Foucauldian lines such as surveillance studies and governmentality studies.”

 

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Ludwig Binswanger German-French-English Bibliography: una bibliografia di Binswanger

Ludwig Binswanger

Vi segnaliamo all’interno del blog Progressive Geographies una bibliografia dedicata a Binswanger: Ludwig Binswanger German-French-English Bibliography.

Si tratta di una bibliografia cronologica dei principali scritti dello psichiatra svizzero scritti in lingua tedesca e delle loro traduzioni in francese e in inglese (sono esclusi dall’elenco i primi saggi non tradotti).

” It is based on Germaine Snessens, “Bibliographie de Ludwig Binswanger“, Revue philosophique de Louvain, 3rd series, Vol 64 No 84, 1966, pp. 594-602; the bibliography found in Analyse existentielle, psychiatrie clinique et psychanalyse: Discours, parcours, et Freud, translated by Roger Lewinter, Paris: Gallimard, 1970; supplemented by the contents of that volume; other collections in French and English; and the references in Caroline Gros, Ludwig Binswanger: Entre Phénoménologie et experience psychiatrique, Chatou: Les Éditions de la Transparence, 2009, pp. 8-9. Snessens’s bibliography is still valuable for early pieces, but is naturally very out-of-date for translations.”

 

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eBook di filosofia: R. Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

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Roberta Visone, «He lived a long life doing profession of pessimism»: Michelstaedter vs Schopenhauer

“Tra le fonti del pensatore goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a ventitré anni nel 1910 dopo aver ultimato la stesura della sua tesi di laurea sui «concetti di persuasione e di rettorica in Platone e Aristotele», un ruolo di rilievo va riconosciuto ad Arthur Schopenhauer. Non solo La persuasione e la rettorica, data alle stampe nel 1913, ma anche l’ampio corpus di appunti e scritti privati del giovane filosofo, ancora in parte inediti, testimoniano la profonda influenza che il sistema schopenhaueriano esercitò sulle due categorie polari intorno alle quali si struttura la meditazione di Michelstaedter.

Il saggio di Roberta Visone muove da una costatazione in apparenza contraddittoria con questo rilievo, ovvero dall’assenza di un riscontro immediato di tale influenza negli scritti michelstaedteriani. Citato raramente, Schopenhauer è oggetto di una severa critica da parte del Goriziano, che l’addita come colui che, lungi dal trarre le conseguenze ultime del suo “pensiero principale”, «visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo». Roberta Visone scandaglia lucidamente il senso profondo di tale giudizio che ella legge come espressione della raggiunta autonomia della nozione di «persuasione» dalla noluntas schopenhaueriana. Ciò sullo sfondo di una peculiare idea di «pessimismo» che si radica nell’interpretazione michelstaedteriana della filosofia greca, di Parmenide, di Platone e del «rettorico» Aristotele, variazione originalissima di un tema già proprio del giovane Nietzsche. Nella critica alla «professione di pessimismo» del filosofo di Danzica si riverbera dunque, secondo l’autrice, la più generale condanna di Michelstaedter nei confronti di ogni retorica scientifica o filosofica, di ogni sapere che aspiri ad attingere presunti «assoluti», quasi che la ricerca delle verità ultime non fosse destinata a germogliare inevitabilmente, al pari di ogni altra espressione della nostra vitalità, sul terreno della dolorosa «insufficienza» della condizione umana” (dalla Prefazione di Edoardo Massimilla)

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